La proposta arriverebbe dopo anni di tensioni tra le ambizioni climatiche dello stato e le resistenze locali

Il Colorado ha fissato obiettivi di riduzione delle emissioni tra i più ambiziosi degli Stati Uniti. Eppure è proprio qui che, lo scorso 31 ottobre, è stata depositata presso il Legislative Council Staff
l’Iniziativa 2025-2026 #177, intitolata “Right to Natural Gas”. Il testo è asciutto come un listino prezzi, ma il suo effetto sarebbe dirompente: blindare nella Costituzione statale il diritto di vendere e usare gas naturale, mettendo al riparo produttori e utility da qualsiasi divieto o limite futuro. Un paradosso che racconta molto della battaglia in corso sulla transizione energetica americana.

Un diritto costituzionale per il gas: la mossa che nessuno si aspettava

L’iniziativa è stata ricevuta dal Legislative Council Staff alle 14:20 del 31 ottobre 2025, e da allora ha cominciato a circolare nei corridoi della politica locale con la forza di un detonatore. L’articolato garantisce esplicitamente che «produttori e utility hanno il diritto di vendere gas naturale a case e aziende». Non si tratta di una semplice dichiarazione di principio: è un emendamento costituzionale, e in quanto tale si piazzerebbe al di sopra della legislazione ordinaria, compresi i codici edilizi che negli ultimi anni hanno cominciato a spingere sull’elettrificazione.

La proposta arriva dopo anni di tensioni sotterranee tra le ambizioni climatiche dello stato e le resistenze locali. Già nel dicembre 2022 il Consiglio comunale di Denver aveva rinviato a data da destinarsi
la proposta di vietare gli allacciamenti al gas nelle nuove case. Crested Butte, al contrario, il divieto lo aveva approvato. È proprio questo mosaico di decisioni municipali — alcune orientate alla decarbonizzazione, altre più caute — ad aver creato il terreno su cui l’Iniziativa 177 affonda le radici. Chi l’ha scritta non nasconde l’obiettivo: neutralizzare qualsiasi tentativo di limitare il gas, da qualunque livello di governo provenga.

Ma a chi giova veramente questa blindatura del gas?

Chi vince e chi perde con l’emendamento #177

La domanda sorge spontanea: dietro la retorica del diritto, quali interessi si celano? L’Iniziativa 177, se approvata, renderebbe il Colorado
il primo stato a inserire in Costituzione un diritto riferito a un singolo combustibile fossile. Lo ha sottolineato Michael Burger, del Sabin Center for Climate Change Law, parlando di un precedente che non ha eguali nella storia americana. Non è un dettaglio tecnico: un simile emendamento avrebbe la precedenza su qualsiasi legge ordinaria e potrebbe forzare modifiche ai codici edilizi che oggi promuovono l’elettrificazione, mettendo a rischio gli obiettivi climatici dello stato.

L’impianto è chirurgico. L’iniziativa mira a impedire divieti o limiti statali e locali sulla vendita e l’uso del gas naturale e,
come riportato dal Colorado Sun nei giorni scorsi, ad abrogare leggi e regolamenti esistenti che vadano in quella direzione. In altre parole, non si limita a proteggere il futuro: cancella anche ciò che è già stato deciso. Per le utility del gas è un’assicurazione sulla sopravvivenza di un modello di business che altrove viene progressivamente smantellato. Per i comuni che hanno scelto di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, invece, è una sconfessione diretta della loro autonomia decisionale.

Il Colorado, in questo, non è un’isola.
Dal 2020 più di 26 stati hanno approvato leggi di prelazione che vietano i divieti sul gas naturale — le cosiddette “ban-on-gas-bans”. Più della metà degli stati americani, che insieme coprono il 47 per cento della popolazione, hanno adottato misure che impediscono ai comuni di limitare i servizi energetici. L’Iniziativa 177 si inserisce in questa ondata nazionale, ma fa un passo ulteriore: non si accontenta di una legge statale che può essere modificata da una maggioranza futura, pretende di scolpire il diritto al gas nella carta fondamentale, dove è molto più difficile da rimuovere.

E ora? Se passasse, il Colorado diventerebbe il primo stato a mettere un combustibile fossile al riparo dalla politica. Ma c’è un altro aspetto che rende questa storia ancora più istruttiva.

Aggirare il legislativo: la strategia che svuota la democrazia

L’Iniziativa 177 non è solo una battaglia sul gas. È l’ultimo esempio di una strategia che sta ridefinendo il campo della politica climatica americana. In Colorado, i conservatori hanno sempre più spesso utilizzato le iniziative elettorali cittadine per perseguire le loro priorità politiche,
aggirando una legislatura controllata dai Democratici. Lo strumento è perfettamente legale, ma il suo uso sistematico solleva una domanda scomoda: che ne è della democrazia rappresentativa quando le scelte più delicate — quelle che riguardano l’aria che respiriamo e il clima che lasceremo — vengono delegate a referendum promossi da interessi organizzati?

Quello che resta è una scommessa aperta. Il prossimo voto dirà se i cittadini del Colorado preferiscono il gas o il clima, e chi può davvero decidere in che mondo vivere. L’Iniziativa 177 non è solo uno scontro su un combustibile. È un test sulla capacità della democrazia di rispondere alla crisi climatica, e sulla possibilità che i diritti di oggi diventino i vincoli di domani.