BYD supera Tesla nel Q2, ridisegnando il mercato, mentre il Brent vola tra 100 e 120 dollari.

Vi è mai capitato, alla pompa di benzina, di guardare il display che sale e pensare: «Forse è il momento di cambiare»? Con la guerra in Iran che ha ridotto del 20% la fornitura globale di petrolio e il Brent stabilmente tra i 100 e i 120 dollari al barile, quel pensiero sta diventando sempre più comune. Le interruzioni nello Stretto di Hormuz, iniziate lo scorso 28 febbraio, hanno fatto schizzare i prezzi del 50-60%, e il pieno oggi pesa sul portafoglio molto più di un anno fa.

Ma passare all’elettrico oggi non è solo una questione di risparmio sul carburante: il mercato è in pieno fermento, e i numeri dell’ultimo trimestre lo dimostrano.

I numeri del secondo trimestre raccontano una realtà sorprendente

Tra aprile e giugno 2026 Tesla ha consegnato 480.126 veicoli: il quarto miglior trimestre di sempre per l’azienda, e il suo miglior secondo trimestre in assoluto. Eppure, non è bastato. Secondo i dati Bloomberg, BYD ha consegnato 557.090 veicoli completamente elettrici nello stesso periodo, superando Tesla di circa 77.000 unità e riconquistando il primato globale delle vendite di auto a batteria.

È un sorpasso che pesa, perché arriva proprio mentre Tesla sta spingendo forte sull’espansione internazionale. A giugno, in Corea del Sud, ha venduto 11.119 veicoli — di cui 5.155 Model Y L — secondo i dati diffusi da Tsla Chan. Altrettanto significativo è il caso della Colombia, dove Tesla ha registrato 2.428 vendite a giugno, conquistando una quota di mercato dell’8,3%, come riportato da Roland Pircher. Numeri notevoli per un mercato in cui l’azienda è sbarcata ufficialmente solo di recente: la Colombia è diventata il secondo mercato sudamericano di Tesla dopo il Cile, dove l’azienda aveva debuttato nel febbraio 2024. Il lancio del Model Y a Bogotá è poi arrivato a novembre 2025, e in meno di un anno la casa americana ha già raggiunto una quota di mercato a due cifre.

Insomma, Tesla non sta affatto rallentando: sta crescendo. Ma BYD sta crescendo più in fretta, e il duello tra i due giganti sta ridisegnando l’intero panorama dell’elettrico. Per chi compra, questo significa più modelli, più concorrenza sui prezzi e più tecnologia disponibile anche nei segmenti medio-bassi.

L’impennata del greggio spinge la domanda, ma serve valutare con attenzione

Il caro-petrolio non è solo una cattiva notizia per chi va alla pompa. Già ad aprile, l’analista Michulski osservava su CNBC che l’aumento dei prezzi del greggio e la rinnovata attenzione alla sicurezza energetica avrebbero fornito «una spinta a medio termine alla domanda di veicoli elettrici a batteria». In altre parole, più il petrolio resta caro, più famiglie e imprese iniziano a fare i conti su quanto costa davvero un’auto a combustione nel ciclo di vita completo.

Il punto è proprio questo: non si tratta più solo di sensibilità ambientale, ma di pura convenienza economica. Con la benzina a questi livelli, il risparmio sul carburante può ripagare una parte significativa del sovrapprezzo iniziale di un’elettrica nel giro di pochi anni. A questo si aggiungono costi di manutenzione più bassi — niente cambi d’olio, niente filtri, freni che si usurano molto più lentamente grazie alla frenata rigenerativa — e incentivi statali che, a seconda della Regione e del momento, possono abbattere diverse migliaia di euro dal prezzo d’acquisto.

Detto questo, passare all’elettrico non conviene a tutti nello stesso modo. Chi fa pochi chilometri all’anno, chi non ha un posto auto dove installare una wallbox domestica, chi vive in zone con una rete di ricarica ancora rarefatta: per queste persone un’ibrida efficiente o un benzina di ultima generazione può restare la scelta più sensata. L’elettrico è una soluzione potente, ma va calibrata sulle esigenze reali di chi guida.

In ogni caso, la concorrenza tra Tesla e BYD sta facendo bene al mercato: i prezzi scendono, l’autonomia sale, e anche marchi tradizionali stanno rispondendo con proposte sempre più credibili. Per chi è alla ricerca di un’auto nuova, il consiglio è di guardare oltre i marchi a cui si è abituati e valutare con attenzione il costo totale di possesso su 5-7 anni, le nuove proposte in arrivo e gli incentivi disponibili. La mobilità elettrica non è mai stata così competitiva — né così accessibile.