Il sorpasso del solare sul carbone segna un punto di svolta nel mix elettrico americano
A maggio 2026, negli Stati Uniti, si è registrato il sorpasso del solare su carbone ed eolico. Per la prima volta una singola fonte rinnovabile ha prodotto più elettricità di entrambi i pilastri del sistema elettrico. Non è un mese isolato: nei primi cinque mesi dell’anno, eolico e solare insieme hanno surclassato il carbone con un margine del 57%.
I numeri escono in una settimana in cui il Dipartimento dei Trasporti discuteva un nuovo piano per scoraggiare ciclisti e aggravare il traffico, mentre in Minnesota prendeva corpo un investimento da 2,5 miliardi di dollari in una miniera di ferro per acciaio verde. Quasi un riassunto del momento: l’agenda politica spinge da una parte, i fogli Excel del mercato tirano dall’altra.
Cosa cresce e cosa arretra
Nei primi cinque mesi del 2026 le rinnovabili hanno varcato la soglia del 30% della generazione elettrica totale. La spinta maggiore arriva dal solare su scala industriale, che ha messo a segno un balzo del 21,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso intervallo il carbone ha subito una contrazione del 10,9%. Non è una transizione al rallentatore: è uno spostamento di volumi che sta ridisegnando la gerarchia del mix elettrico americano.
Le quote di generazione raccontano metà della storia. L’altra metà sta nella potenza installata.
Nei dodici mesi tra giugno 2025 e maggio 2026, l’industria ha connesso quasi 28 GW di nuovo solare utility-scale e oltre 16,5 GW di accumulo a batterie. Sono cifre che equivalgono a decine di grandi centrali termoelettriche, distribuite sul territorio e senza consumo di combustibile.
La differenza la fanno le batterie
Il dato sull’accumulo è quello che cambia la dinamica. Senza stoccaggio, il solare di maggio avrebbe prodotto molto ma concentrato nelle ore centrali della giornata. Con 16,5 GW di nuova capacità di batterie in dodici mesi, la curva di disponibilità si allarga e i picchi serali vengono coperti senza dover accendere gas. È il tassello che trasforma un sorpasso statistico in una modifica strutturale del funzionamento della rete.
I prossimi 83 GW
Le proiezioni dicono che il mercato non ha intenzione di rallentare. L’EIA stima una quota rinnovabile del 37% entro la primavera 2027. Tra giugno 2025 e maggio 2027, l’accoppiata rinnovabili-batterie su scala industriale dovrebbe portare in dote quasi 77 GW di capacità pulita aggiuntiva. Se si include il solare distribuito su piccola scala, si può arrivare a oltre 83 GW.
Un’espansione che non dipende da un singolo sussidio né da un’unica stagione favorevole. Il costo del solare e dello stoccaggio ormai compete con il costo evitato del carburante. Lo sanno le utility, lo sanno i fondi infrastrutturali, lo sa anche più di un amministratore locale repubblicano che approva parchi solari senza troppa retorica.
«Nonostante tutti gli ostacoli eretti dall’amministrazione Trump, la crescita del solare, dell’eolico e dell’accumulo a batterie sta effettivamente accelerando» ha dichiarato Ken Bossong, direttore di la campagna SUN DAY. «Ancora una volta si dimostra che non si può fermare un’idea il cui tempo è arrivato».
Il numero da tenere d’occhio ora sono quegli 83 GW: non un traguardo simbolico, ma la capacità che nei prossimi dodici mesi fisserà la base del mix elettrico americano per il decennio successivo.




