Il distretto californiano ha attivato un microgrid solare con accumulo da 1,6 MWh per 35 colonnine

Quando si sente parlare di scuolabus elettrici, la prima domanda è sempre la stessa: «Ma quanto ci costa?». E subito dopo: «E funziona davvero?». La scorsa settimana, il distretto scolastico unificato di Porterville, nella California centrale, ha provato a rispondere nel modo più diretto possibile: accendendo un microgrid solare con accumulo da 1,6 MWh che alimenta 35 colonnine di ricarica rapida per autobus elettrici. I numeri del progetto offrono una risposta concreta allo scetticismo che circonda l’elettrificazione delle flotte scolastiche.

Il dubbio di ogni distretto scolastico: vale la pena l’elettrico?

Non è un mistero: i bilanci dei distretti scolastici sono sempre sotto pressione. Comprare autobus elettrici costa più di un diesel, e installare le infrastrutture di ricarica richiede investimenti iniziali che fanno paura. Poi c’è il timore che la rete elettrica non regga o che i mezzi non abbiano abbastanza autonomia per i percorsi più lunghi. Sono domande legittime, che tornano in ogni riunione di consiglio scolastico quando si parla di bandi e finanziamenti. Ma se si guarda ai casi reali, come quello di Porterville, i conti cominciano a essere più chiari.

Porterville: 1,6 MWh di accumulo e un conto energetico che crolla

Il progetto appena entrato in funzione combina 763 kW di pensiline fotovoltaiche installate sui parcheggi del distretto con un sistema di batterie da 1,6 MWh. L’energia prodotta e immagazzinata in loco serve 35 porte di ricarica rapida in corrente continua, due delle quali sono già predisposte per la tecnologia vehicle-to-grid (V2G), cioè la capacità di restituire elettricità alla rete quando i mezzi sono fermi. In pratica, il distretto non deve dipendere dalla rete di Southern California Edison, perché il microgrid può funzionare in isola.

Il finanziamento arriva in parte dall’EPA Clean School Bus Program, un fondo da 5 miliardi di dollari nato dalla legge bipartisan per le infrastrutture firmata dal presidente Biden nel 2021. Non è un dettaglio: senza questi incentivi federali, il progetto sarebbe stato molto più difficile da giustificare sul piano economico. Con il contributo, invece, Porterville può guardare a un futuro di bollette elettriche molto più leggere.

I dati forniti da ForeFront Power, l’azienda che ha realizzato l’infrastruttura, parlano chiaro: la combinazione di solare e batterie compenserà circa l’80% dei consumi elettrici del distretto. Su un orizzonte di trent’anni, si stima un taglio di circa 37.000 tonnellate di CO₂. E qui la questione non è solo ambientale, ma anche sociale: Porterville soffre di una delle peggiori qualità dell’aria degli Stati Uniti e quasi il 90% degli studenti proviene da famiglie svantaggiate. Ridurre le emissioni diesel dei vecchi scuolabus significa meno assenze per asma e malattie respiratorie, e quindi meno spese sanitarie per la comunità.

La spinta normativa, del resto, è già in moto. In California, tutti i nuovi acquisti di scuolabus dovranno essere a emissioni zero entro il 2035, con una proroga al 2040 per i distretti rurali. Chi parte prima, come Porterville, non solo si mette in regola con anticipo, ma blocca i risparmi operativi prima che i prezzi di mezzi e batterie salgano.

Dalla Contea di Cajon a Fresno: la gara al risparmio (e all’aria pulita)

Porterville non è un caso isolato. Già nel 2022, il distretto di Cajon Valley Union aveva attivato il primo progetto V2G della California meridionale, in collaborazione con SDG&E e la società tecnologica Nuvve. L’idea era semplice: gli autobus elettrici, quando sono fermi, possono diventare una risorsa per la rete, scaricando energia nelle ore di punta e contribuendo a stabilizzare il sistema. È un modo per abbattere ulteriormente i costi di gestione.

Ancora più impressionante è il caso di Fresno Unified School District, che ha completato un portafoglio di solare e accumulo da 17,5 MW distribuito su più sedi. Le stime parlano di un risparmio di oltre 40 milioni di dollari nell’arco di vent’anni. Se si mettono in fila questi esempi, emerge un’indicazione pratica: con gli incentivi giusti, il passaggio all’elettrico per le flotte scolastiche non è un lusso per distretti ricchi, ma una scelta di buon senso anche per le comunità con meno risorse.

Per le famiglie di Porterville, e per i contribuenti californiani, questi numeri si traducono in bollette più leggere per le scuole, meno inquinamento e un futuro più sano per gli studenti. Non c’è più bisogno di chiedersi «se» conviene, ma «quando» partire.