Nel confronto sui dati NHTSA, la flotta di Waymo percorre più miglia prima di un incidente rispetto ai veicoli Tesla
98.600 contro 62.500: il dato che ribalta la gerarchia
La notizia di fine luglio non è un comunicato, ma una serie di numeri che ribaltano la gerarchia della sicurezza stradale. Waymo ha registrato 1.267 incidenti su circa 125 milioni di miglia percorse senza conducente, l’equivalente di uno ogni 98.600 miglia, come riportato da Automotive World. Secondo i dati della NHTSA, i veicoli Tesla hanno invece riportato quattro incidenti su circa 250.000 miglia da giugno: uno ogni 62.500 miglia circa. In altre parole, sul perimetro osservato i robotaxi di Waymo percorrono in media circa il 58% di miglia in più prima di un incidente.
La scala non è un dettaglio: è parte della differenza. Waymo opera con veicoli classificati al Livello 4 della scala creata da SAE International, il grado in cui l’automazione può guidare senza supervisione umana in determinate condizioni. Il servizio pubblico è partito a Phoenix nel 2020, si è esteso a San Francisco nel 2022 e a Los Angeles nel 2023, con operazioni limitate ad Austin dal 2024. In totale, come riportato da Electrek, la flotta ha superato 125 milioni di miglia autonome mantenendo un tasso di incidenti ben al di sotto della media umana.
Su scala limitata, però. Secondo il presidente dell’IIHS David Harkey, i risultati mostrano che su scala limitata le auto senza conducente sono più sicure dei conducenti umani, che possono essere in stato alterato, assonnati o soggetti a cali di attenzione. La precisazione non è un ornamento: è il confine tra dato e conclusione.
Se un robotaxi sbaglia, tutta la flotta impara
La differenza nei tassi non si spiega solo con un software migliore. C’è un’architettura dell’apprendimento radicalmente diversa. I sistemi di guida autonoma, dopo un incidente, vengono analizzati come in aeronautica: si individua il problema e si modifica il sistema perché quel tipo di incidente non possa ripetersi, con un miglioramento complessivo che riguarda tutti i veicoli. Un guidatore umano, invece, impara dall’esperienza ognuno per conto proprio: se sbaglia, l’unico che impara è lui, e solo se sopravvive.
Questo divario aiuta a capire perché Waymo dichiari che il suo sistema, il Waymo Driver, è migliore degli esseri umani nell’evitare incidenti che causano feriti — sia di qualsiasi gravità sia gravi — e quelli che portano all’apertura degli airbag, come documentato nella pagina sulla sicurezza dell’azienda. La dichiarazione ha un limite strutturale: vale per il perimetro in cui la flotta opera oggi.
È qui che entra la cautela. Johnathon Ehsani riassume la fase con una formula onesta: si tratta di “cauto ottimismo”. I dati suggeriscono che i robotaxi siano più sicuri, ma c’è ancora strada prima di poter parlare di prova definitiva.
Il vero collo di bottiglia non è la guida, è la rendicontazione
Se la tecnologia ha già superato il test su scala limitata, cosa serve perché il “cauto ottimismo” diventi “prova definitiva”? Non più miglia, ma un sistema di monitoraggio che oggi non esiste.
Il punto di partenza è il costo umano. Più di 36.000 persone muoiono ogni anno sulle strade americane, secondo la GHSA, l’organizzazione che riunisce le autorità statali per la sicurezza stradale, come riportato da Smart Cities Dive. La stessa organizzazione usa una formula che serve da bussola: progresso, non perfezione. È lo standard che ha funzionato per cinture di sicurezza, airbag e frenata automatica d’emergenza, tutte tecnologie che hanno conquistato la fiducia del pubblico un miglioramento alla volta.
Ma c’è un aspetto più prosaico, ed è il vero collo di bottiglia. David Harkey è netto: l’attuale sistema di raccolta dati non è sufficiente per consentire un monitoraggio continuo di un’espansione su larga scala. In altre parole, sappiamo misurare la sicurezza su quattro città, ma non sappiamo ancora come seguirla su scala nazionale. Ed è qui che si gioca la fiducia del pubblico.
Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è un incidente, ma un tasso: quello per 100 milioni di miglia quando Waymo raddoppierà la flotta. Se il valore di un incidente ogni 98.600 miglia reggerà man mano che le miglia percorse crescono, il “cauto ottimismo” diventerà prova. Fino ad allora la curva è promettente, ma non ancora definitiva.




