L’accordo con Zelestra copre l’intera produzione di Lumen Farm, un impianto solare da 140 MWac in Texas

Oltre 640 megawatt di solare da terzi e 360 megawatt di accumulo a batteria, messi sotto contratto in un solo giorno. Non è il bollettino di un’utility: è quello che Tesla ha fatto a fine luglio, e fotografa la posizione che l’azienda di Austin si è ritagliata nel mercato dell’energia rinnovabile. In quegli stessi giorni è arrivato anche l’accordo a lungo termine con Zelestra per l’intera produzione di Lumen Farm, un impianto solare da 140 MWac nel nord-est del Texas. I due fatti sono collegati: Tesla sta costruendo un portafoglio rinnovabile multi-gigawatt per alimentare la propria domanda di calcolo AI.

Un giorno da 640 MW (più 360 MW di batterie)

Il volume, per dare un ordine di grandezza, è circa quattro volte e mezza la potenza di Lumen Farm. Secondo la ricostruzione pubblicata da Electrek il 28 luglio scorso, Tesla ha contrattualizzato oltre 640 MW di solare da terzi e 360 MW di batterie in un solo giorno. Non è capacità propria, ma potenza acquistata da impianti di terzi: la differenza conta, perché dice che Tesla sta operando da acquirente e non solo da produttore di tecnologia. Sui prezzi e sulle condizioni di quei contratti, per ora, non è stato reso noto nulla: si sa solo che l’azienda ha firmato in fretta, e su più fronti contemporaneamente.

La domanda che resta aperta, però, è la più semplice: quanta di questa potenza è destinata davvero ai carichi di calcolo AI che Tesla ha in Texas? I megawatt firmati non dicono, da soli, a cosa servono. Dicono solo che qualcuno ha bisogno di molta energia rinnovabile.

Lumen Farm: 140 MW per il Texas dell’AI

Per capire dove va a finire quell’energia, bisogna guardare al Texas. Lumen Farm, situato nel nord-est dello Stato, dovrebbe entrare in costruzione nel 2027 e raggiungere la piena operatività nel 2029. Zelestra — lo sviluppatore spagnolo che sta lavorando a un portafoglio di oltre 16 GW di progetti rinnovabili nei mercati chiave — ha firmato l’accordo a fine luglio: l’impianto fornirà a Tesla l’intera produzione dei suoi 140 MWac. Non è un dettaglio secondario: tra la firma e il primo chilowattora passeranno circa tre anni.

Il motivo dell’anticipo è nei numeri della domanda AI. Secondo quanto riportato da EnergyTech, Tesla gestisce attualmente cinque complessi autonomi in Texas, ancorati a una capacità di addestramento di supercalcolo AI on-site di 260 MW. Il calcolo AI è un carico elettrico continuo e prevedibile: è il tipo di domanda che un PPA solare di lungo termine può coprire, in parte, con costi fissi e pianificabili. Firmare nel 2026 per energia che arriverà nel 2029 significa bloccare oggi le condizioni di fornitura, in un mercato dove la domanda legata ai data center continua a salire.

Il confronto è immediato: 140 MW di nuovo solare contro 260 MW di capacità di addestramento già attiva. Lumen Farm da sola non basta. Ma non è nata per bastare: è un tassello di un portafoglio più ampio, che Tesla sta componendo con anni di anticipo rispetto all’entrata in servizio degli impianti. Se i carichi cresceranno, l’energia firmata oggi sarà già lì.

Dalla Spagna all’Arizona: la mappa dei PPA

Il caso texano, del resto, è solo l’ultimo tassello di una ragnatela di accordi. In Spagna Zelestra ha annunciato la piena operatività commerciale di tre impianti solari in Castiglia-La Mancia — Brazatortas I, II e IV — legati a un PPA da 57 MWac firmato con Tesla nel 2024, per circa 130 GWh di energia rinnovabile all’anno: si tratta di circa un ottavo del volume annuo che Tesla ha contrattualizzato in Arizona. In quel caso, l’accordo con ContourGlobal per Project Sterling copre circa 1 TWh all’anno, pari a circa il 90% della produzione annua di un progetto ibrido solare-batteria nella regione WAPA, con diritti di trasmissione verso il mercato CAISO della California. Il modello è lo stesso ovunque: comprare oggi, con PPA di lungo termine, energia rinnovabile che entrerà in servizio tra due o tre anni.

Il numero da tenere d’occhio, allora, non è 140. È 260: i megawatt di capacità di addestramento AI che Tesla ha già attivo in Texas. Se quei carichi cresceranno — e ci sono pochi motivi per pensare il contrario — la domanda di solare e batterie da terzi non farà che aumentare. A fine luglio il segnale era già lì, in quei due numeri arrivati quasi in sordina: 640 e 360 megawatt, firmati in un giorno solo.