La visita di Zeldin alla fattoria Grow2Zero ha messo in scena il paradosso dei tagli ai fondi per la giustizia

È una scena che conosciamo tutti: apriamo il frigorifero, troviamo la busta di insalata ormai ingiallita, la zucchina che ha iniziato ad ammorbidirsi. La buttiamo. Un gesto automatico, quotidiano, che moltiplicato per milioni di case americane porta a una cifra che fa girare la testa: oltre 133 miliardi di libbre di cibo sprecato ogni anno negli Stati Uniti. Dietro questo numero c’è una rete di organizzazioni locali che provano a recuperare quel cibo e portarlo dove serve. E c’è una politica federale che, a parole, le sostiene. Nei fatti, però, le abbandona. Pochi giorni fa, il 24 giugno, la visita di Lee Zeldin a Grow2Zero Farms, una fattoria urbana di Long Beach, ha messo in scena questa contraddizione: strette di mano e riconoscimenti pubblici mentre, a monte, i fondi promessi venivano cancellati.

La vetrina e il taglio

L’amministratore dell’Environmental Protection Agency è arrivato tra gli orti di Irie Park, nel quartiere ovest di Long Beach, per celebrare l’iniziativa Feed It Onward, il programma con cui l’agenzia, sotto l’amministrazione Trump, punta a mettere in contatto donatori di cibo e comunità bisognose, riducendo al contempo l’impatto ambientale dei rifiuti alimentari in discarica. Un’iniziativa sensata, che chiunque abbia mai gettato un pacco di pane raffermo può capire: perché buttare quando si può ridistribuire?

Grow2Zero Farms sembrava il palcoscenico perfetto. Fondata nel 2020 da due veterani — Judi Gregory e Leif Kemp, ex compagni di scuola ritrovatisi nell’ottobre 2016 su una visione condivisa di resilienza comunitaria — la fattoria è nata in piena pandemia proprio grazie a un finanziamento di Prologis attraverso il Santa Fe Corridor Business Grant. In sei anni ha formato 140 nuovi agricoltori urbani e, solo nel 2025, ha distribuito 7.000 sacchi di generi alimentari. Numeri che raccontano un’organizzazione radicata, efficace. Il tipo di realtà che un’amministrazione vorrebbe mostrare come esempio del proprio impegno.

Peccato che a quella stessa organizzazione sia stato negato un finanziamento da 250.000 dollari. Il motivo? I tagli federali ai fondi per la giustizia ambientale. Zeldin ha visitato una fattoria a cui la sua agenzia, di fatto, ha chiuso il rubinetto. La domanda, a questo punto, è semplice: dietro la stretta di mano, cosa resta a chi dipende da quel cibo fresco?

I numeri dello spreco e della dipendenza

Per capire cosa è davvero in gioco, basta guardare i dati. Il costo medio annuo dello spreco alimentare per una famiglia americana di quattro persone è di 2.913 dollari. Non spiccioli. Sono soldi che finiscono nella spazzatura insieme a cibo perfettamente commestibile, in un Paese dove però moltissime famiglie faticano a riempire il frigorifero.

Grow2Zero serve ogni settimana oltre 120 famiglie di Long Beach con prodotti freschi, carne, latticini e alimenti a lunga conservazione. Numeri che da soli basterebbero a dare la misura dell’impatto. Ma c’è un dettaglio che rende l’idea ancora più concreta: di quelle 120 famiglie, 40 sono persone non deambulanti che vivono al Century Villages at Cabrillo. Per loro, il cibo non arriva al mercato rionale: arriva direttamente alla porta. È un servizio di prossimità che non si può semplicemente sostituire con un’app o con un banco alimentare dall’altra parte della città.

Quando parliamo di 133 miliardi di libbre di cibo sprecato, parliamo dell’altra faccia di questa medaglia. Da un lato, un sistema che produce eccedenze colossali. Dall’altro, una rete fragile di organizzazioni che quelle eccedenze le intercettano e le trasformano in pasti. Il punto è che ogni taglio, in questa rete, ha un volto: quello di una persona anziana al Century Villages che, la settimana dopo, potrebbe non ricevere la sua cassetta di verdure.

Freschezza a termine?

Nel frattempo, le consegne continuano. Le cassette di lattuga, pomodori e zucchine arrivano ancora alle 120 famiglie. Grow2Zero va avanti con le risorse che ha, con la determinazione di chi ha costruito un’azienda agricola in mezzo a una pandemia. Ma senza quei 250.000 dollari, per quanto potrà reggere?

La visita di Zeldin, con il suo carico di riconoscimenti per l’agricoltura rigenerativa e la riduzione dello spreco alimentare, non ha portato risposte su questo punto. Ha mostrato un’agenzia che promuove un’iniziativa — Feed It Onward — mentre toglie la terra sotto i piedi a chi quell’iniziativa la realizza ogni giorno sul campo. Non è una questione di coerenza politica: è una questione di sopravvivenza per chi, letteralmente, mangia grazie a quel lavoro. Quanto potranno durare ancora le consegne al Century Villages at Cabrillo? Grow2Zero non ha alternative facili: i finanziamenti pubblici non si improvvisano, e quelli privati, in un’economia che ancora fa i conti con l’inflazione alimentare, non piovono dal cielo.

È il paradosso di una politica che sa raccontarsi bene — la lotta allo spreco, il sostegno alle comunità — ma che quando arriva il momento di mettere i soldi, guarda da un’altra parte. Resta l’immagine delle cassette di verdure che per ora continuano ad arrivare, settimana dopo settimana, come un conto alla rovescia silenzioso. E resta, per tutti noi, quell’insalata appassita in frigorifero: un piccolo spreco quotidiano che, moltiplicato per milioni di case, diventa un sistema. Un sistema che potrebbe nutrire molte più persone, se solo qualcuno decidesse che ne vale la pena.