Nel Midwest alcuni stati hanno standard statali di zonizzazione, ma in Indiana e Michigan il permitting divide comuni e residenti
Guardi la bolletta e pensi che la transizione energetica sia una faccenda lontana, decisa da utility e tecnici. Poi metti piede nell’Indiana, nella contea di Starke: il progetto Mammoth North di Doral Renewables produce 400 MW, abbastanza per circa 75.000 famiglie, come racconta un reportage di Canary Media sul solare in Indiana. Eppure, a pochi chilometri, su terreni agricoli molto simili, altri impianti vengono fermati prima ancora di nascere. La differenza non è il sole: è chi decide.
Un campo che non è più solo mais
Starke County è un pezzo di Indiana rurale dove il solare non è più una promessa. L’impianto Mammoth North è attivo e produce 400 MW: per dare un’idea, è sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 75.000 famiglie. Non si tratta di pannelli dimostrativi, ma di impianti di grande taglia che condividono il territorio con i terreni agricoli produttivi.
Eppure la geografia del solare in Indiana e Michigan resta irregolare. Alcuni progetti crescono, altri si fermano nella stessa fase di autorizzazione. Il punto non è se il sole c’è: il punto è chi ha l’ultima parola sul terreno.
Perché il vicinato dice no, anche con i benefici sul tavolo
La domanda è legittima: se un impianto da 400 MW alimenta 75.000 famiglie, perché progetti simili vengono respinti? I no non nascono dai numeri. Già tra gennaio e marzo 2025, una ricerca peer-reviewed basata su 22 interviste a funzionari locali dell’Indiana ha rilevato che la pressione politica dal basso dei costituenti è una delle principali ragioni per cui i progetti solari vengono negati, anche quando offrono benefici economici. I funzionari intervistati hanno segnalato una crescente pressione politica dai loro costituenti come fattore chiave di diniego, indipendentemente dalle caratteristiche e dai benefici del progetto.
Non è una questione di tecnologia o di resa energetica: già nel 2023, i governi locali in Michigan e Indiana avevano bloccato o respinto progetti solari proposti a causa dell’impatto sui terreni agricoli produttivi, secondo un’analisi di Iowa State University che riprende i dati di Canary Media e Farmonaut. In pratica, il progetto può avere numeri ottimi, ma se il consiglio comunale sente la pressione dei residenti, il no arriva. E questo crea una geografia a macchia di leopardo: impianti come Mammoth North passano in una contea e si bloccano in quella vicina.
La strada già tracciata da Illinois, Michigan e Ohio
La risposta non è vietare i progetti, ma decidere una volta per tutte con regole statali chiare. Alcuni stati del Midwest lo stanno già facendo. Secondo la stessa ricerca peer-reviewed, in Illinois il disegno di legge HB 4412 è stato firmato nel 2023 e ha stabilito standard statali di zonizzazione e localizzazione per i progetti energetici. Non è un caso isolato: Illinois, Michigan e Ohio hanno adottato politiche che regolano il permitting dei progetti solari.
Per i residenti, questo cambia il terreno della discussione: invece di contare solo la forza della protesta in una singola assemblea, contano criteri validi per tutti. Per le imprese, conta la prevedibilità. Per chi abita in Indiana o Michigan, invece, il confine comunale può ancora decidere se un progetto parte o muore.
La prossima volta che un progetto solare arriva nel tuo comune, guarda oltre i pannelli: la partita è tra regole statali chiare e pressione di vicinato. E oggi, in Indiana e Michigan, è ancora il vicinato a decidere.




