Domanda globale di elettricità +3,6% nel 2026, spinta da industria, condizionamento, veicoli elettrici e data center

La bolletta di giugno e il paradosso del carbone superato

Chi ha aperto a fine luglio la bolletta elettrica della propria impresa si è trovato davanti a un rincaro a due cifre: secondo i dati dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), tra aprile e giugno i prezzi medi all’ingrosso dell’elettricità nell’Unione europea e in Giappone sono aumentati di oltre il 30 per cento su base annua. Eppure, nello stesso periodo, un nuovo rapporto della stessa Agenzia annunciava che le rinnovabili stanno per diventare la prima fonte mondiale di generazione elettrica, superando il carbone. Lo stesso rapporto spiega che le turbolenze dei mercati del gas innescate dalla guerra in Medio Oriente hanno spinto al rialzo i costi di generazione in molte regioni, ma secondo le previsioni dell’Iea la domanda globale di elettricità nel 2026 crescerà a un ritmo più rapido rispetto al 2025, sostenuta da industria, condizionamento, veicoli elettrici e data center. Le due notizie convivono: il traguardo verde non arriva in un mercato calmo. Per capire cosa significa per la bolletta conviene rileggere i numeri con gli occhi di ottobre.

Tre cifre da rileggere adesso: crescita, sorpasso, emissioni

La prima cifra è la crescita. Secondo l’Iea, la domanda globale di elettricità aumenterà del 3,6 per cento nel 2026 e del 3,8 per cento nel 2027, in accelerazione rispetto al 3 per cento del 2025; in valori assoluti si arriverebbe a 30.700 terawattora nel 2027. Il punto di partenza è già alto: per il 2025, secondo il Global Electricity Review di Ember, la domanda è cresciuta del 2,8 per cento, pari a 849 terawattora in più, toccando un nuovo massimo record. Ember legge l’anno scorso in modo leggermente più basso rispetto al 3 per cento indicato dall’Iea, ma la direzione è la stessa: i consumi elettrici corrono.

La seconda cifra è il sorpasso. Le rinnovabili sono sulla buona strada per diventare nel 2026 la più grande fonte mondiale di generazione elettrica, superando il carbone dopo la quasi parità del 2025, sempre secondo l’Iea. Ma il risultato è condizionato dal meteo: l’Iea precisa, come riportato da un’analisi di Carbon Brief, che il sorpasso potrebbe avvenire entro quest’anno a seconda dell’impatto delle condizioni atmosferiche sulla produzione di eolico e idroelettrico. Tradotto: una parte della prima posizione dipende da quanto vento e acqua saranno disponibili nei prossimi mesi, non solo da quanti pannelli e pale sono stati installati.

La terza cifra è quella scomoda. Le emissioni globali di anidride carbonica dalla generazione elettrica sono previste in aumento di circa l’1 per cento nel 2026, prima di stabilizzarsi nel 2027, secondo l’Iea. In pratica, un sistema elettrico più pulito non fa calare subito le emissioni: la domanda cresce abbastanza da assorbire buona parte del contributo delle nuove rinnovabili. Il beneficio ambientale arriva dopo, non nel trimestre in cui il sorpasso viene celebrato. Resta quindi una tensione irrisolta: se le rinnovabili superano il carbone, perché la bolletta è ancora esposta al gas? E cosa aspettarsi nei prossimi mesi?

Cosa vuol dire per chi paga la bolletta e per chi investe

Fin qui i numeri. La domanda concreta per chi paga la bolletta o deve investire è un’altra: che cosa conviene aspettarsi in un biennio ancora volatile? Un indizio arriva dal petrolio. In un anno segnato dalle tensioni in Medio Oriente, la risposta dei prezzi del petrolio nel 2026 è stata sorprendentemente contenuta, come osserva la Banca centrale europea. Non significa che l’energia sia tornata stabile: i prezzi dell’elettricità restano legati all’andamento del gas e, in parte, alla disponibilità di vento e acqua. Il sorpasso delle rinnovabili è un segnale di medio periodo, non una riduzione immediata dei costi in bolletta.

Per questo, chi deve decidere oggi la durata di un contratto di fornitura, l’opportunità di un intervento di efficienza o la convenienza di un impianto di autoconsumo farà bene a ragionare su un biennio ancora esposto alla volatilità, non su una svolta già compiuta. Il sorpasso delle rinnovabili è una soglia storica, ma non spegne la caldaia a gas della bolletta. Un sistema elettrico più pulito e un conto più leggero non sono la stessa cosa, almeno non nello stesso momento.