Il Mediterraneo si sta riscaldando più velocemente della media globale degli oceani
Lo scorso 21 giugno la temperatura media globale della superficie marina ha toccato 20,86°C, il valore più alto mai registrato da quando esistono le misurazioni satellitari. Non è un dato qualsiasi: si tratta del termometro del pianeta, perché gli oceani assorbono circa il 90% del calore in eccesso generato dall’aumento dei gas serra nell’atmosfera. Superare i record del 2023 e del 2024 con un margine così netto, proprio all’inizio dell’estate meteorologica, non è un incidente statistico. Come ha spiegato Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service, con oceani già così caldi «è probabile assistere al superamento di ulteriori record nei prossimi mesi».
Il nuovo picco riflette la combinazione tra il cambiamento climatico di origine antropica e il ritorno di El Niño, il fenomeno climatico che scalda le acque del Pacifico tropicale. Già i dati di maggio 2026 avevano lanciato un segnale inequivocabile: la temperatura media della superficie del mare, escludendo le aree ghiacciate, era stata di 20,90°C, il secondo valore più elevato per quel mese, con temperature record proprio nel Pacifico tropicale. Un’anomalia che ha contribuito a innescare un’ondata di calore eccezionalmente precoce e intensa sull’Europa occidentale, dove a fine maggio diversi Paesi hanno visto cadere i propri record di temperatura mensili dopo una primavera insolitamente fresca.
Il Mediterraneo è il termometro del pianeta
Dietro la media globale si nasconde una geografia della febbre marina. E il Mediterraneo è la regione dove la temperatura sale più in fretta. Secondo il rapporto ESOTC 2025 di Copernicus, il Mare Nostrum, insieme al Mare di Barents, si sta riscaldando più velocemente della media globale degli oceani. Nel 2025 la sua temperatura superficiale media annuale ha raggiunto 21,35°C, 1,03°C sopra la norma, il secondo valore più alto mai registrato, dietro soltanto al record assoluto del 2024, quando toccò 21,50°C. Significa che, già prima dell’impennata di questo giugno, il Mediterraneo aveva accumulato un surplus termico considerevole, che non si dissipa in una stagione ma si trasferisce all’atmosfera, alimentando eventi estremi, e resta in buona parte intrappolato negli strati superficiali.
La tendenza non è nuova, ma la persistenza lo è. Dal 2024 le temperature marine procedono su livelli stabilmente superiori a qualunque anno precedente, e il ritorno di El Niño ha aggiunto benzina sul fuoco. La banchisa artica e i ghiacci dell’Antartide, intanto, continuano a ritirarsi, riducendo l’effetto albedo e lasciando che il mare assorba radiazione solare invece di rifletterla. È un circuito che si autoalimenta: meno ghiaccio, più calore assorbito; più calore assorbito, meno ghiaccio. Dentro questo schema, il Mediterraneo funge da cassa di risonanza per le temperature medie planetarie, anticipando quello che poi vedremo su scala globale.
Ondate di calore marine: il nuovo normal e la prossima estate
Se guardiamo ai dati del 2025 e alla primavera 2026, il futuro è già qui. Sempre secondo il rapporto ESOTC 2025, l’86% della regione oceanica europea ha sperimentato almeno un giorno con condizioni di forte ondata di calore marina, un’estensione record. Non stiamo parlando di un fenomeno confinato a golfi o baie particolarmente esposti, ma di un’alterazione su scala continentale che ha toccato anche il Mare del Nord e il Baltico, oltre al Mediterraneo e al Mar Nero.
A maggio 2026, l’ondata di calore che ha colpito l’Europa occidentale è stata alimentata proprio da acque superficiali già insolitamente tiepide, capaci di trasferire umidità ed energia all’atmosfera, intensificando le temperature al suolo. È il meccanismo che collega l’anomalia termica marina alle ondate di calore che patiamo sulla terraferma: l’anticipo con cui si è manifestata quest’anno suggerisce che l’estate appena iniziata potrebbe non concedere tregua, con nuovi record in arrivo nei mesi più caldi. Resta la domanda su quanto potrà salire ancora il termometro.
Il dato da tenere d’occhio ora è la temperatura media del Mediterraneo a fine agosto: nel 2024 toccò 21,5°C. Superare quella soglia nel 2026 trasformerebbe ogni estate in un esperimento climatico senza precedenti.




