L’acquisizione da parte di NatPower Marine segna il consolidamento della rete di ricarica nautica

Due milioni di euro. È la cifra che la Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato per trasformare i porti turistici in hub di ricarica elettrica. La scorsa settimana, il primo frutto di questo programma di finanziamento da due milioni è diventato realtà: Portopiccolo, una delle prime marine elettrificate del Mediterraneo. Un passo per un singolo porto, un segnale per un mercato che sta cambiando marcia.

Portopiccolo, il laboratorio dell’elettrico in porto

I dettagli dell’installazione dicono molto su come si stia cablando la nautica. A Portopiccolo è stato posato un caricabatterie rapido marino da 75 kW di Aqua superPower, pensato per barche elettriche, insieme a due colonnine da 22 kW per veicoli elettrici. Acqua e terra, stessa banchina. L’infrastruttura crea un sistema di ricarica senza soluzione di continuità, che copre la mobilità sostenibile su entrambi i fronti. Una scelta tecnica che ha un senso immediato: chi arriva in porto con un’imbarcazione elettrica molto probabilmente ha bisogno di ricaricare anche l’auto con cui è arrivato, o con cui ripartirà.

Il programma regionale che ha reso possibile l’intervento è stato disegnato con un meccanismo semplice: gli operatori portuali potevano accedere ai fondi attraverso un processo di candidatura snello. L’obiettivo era accelerare progetti concreti, non produrre carta. Portopiccolo è il primo risultato visibile. Ma questo è solo un tassello di una rete molto più vasta, che sta cambiando proprietario.

Chi comanda la rete: il passaggio a NatPower

Dietro l’inaugurazione di Portopiccolo c’è Aqua superPower, l’azienda che oggi rappresenta la più grande rete di ricarica nautica d’Europa. Una rete che, però, ha appena cambiato padrone. NatPower Marine — società del gruppo NatPower attiva nella transizione energetica del settore marittimo — ha firmato un accordo strategico per acquisire l’intera rete internazionale Aqua superPower da ATV Power. L’operazione aggiunge oltre 80 porti e marine tra Europa e Nord America alla piattaforma di infrastrutture energetiche di NatPower Marine.

Il passaggio non è solo un cambio di proprietà. Segna il momento in cui l’infrastruttura per la nautica elettrica esce dalla fase dei progetti pilota e cerca un consolidamento di mercato. Aqua superPower non nasceva dal nulla: già nel 2019 aveva equipaggiato il primo marina con ricarica rapida al mondo, lo Yacht Club de Monaco, dotandolo di colonnine DC marine. Poi, nel 2021, era arrivato un piano per 150 caricabatterie tra Costa Azzurra, Riviera italiana e Venezia. Nel 2023, un consorzio guidato da Aqua aveva ottenuto un finanziamento britannico da 3,2 milioni di sterline per infrastrutture di ricarica sulla costa meridionale del Regno Unito. Una crescita per linee interne, ora assorbita in un perimetro più ampio.

La domanda aperta è che cosa farà NatPower Marine con questa rete. L’azienda madre, NatPower Group, ha una presenza strutturata nel settore delle energie rinnovabili e delle infrastrutture. L’acquisizione di Aqua non somiglia alla classica operazione finanziaria: è il tentativo di mettere sotto un unico cappello una rete di punti di ricarica già distribuiti lungo rotte turistiche e commerciali chiave del Mediterraneo e del Nord Atlantico. Ottanta porti sono un numero che inizia a fare corridoio, non ancora copertura. Integrarli in una piattaforma unica significa poter offrire a cantieri, armatori e assicurazioni una prevedibilità di ricarica che finora non esisteva.

Il mercato accelera: numeri da guardare

Il consolidamento non è un punto d’arrivo. Gli investimenti continuano, e con loro le metriche da monitorare. La potenza installata — oggi quei 75 kW a Portopiccolo — è un termometro parziale: conta quanto rapidamente si aggiungono nuovi punti di ricarica, ma anche la loro distribuzione geografica. Un porto elettrificato è utile se fa parte di una rotta. La rete ex Aqua, ora sotto NatPower Marine, copre già oltre 80 scali: abbastanza per tracciare corridoi, non ancora per garantire continuità nel Mediterraneo. La domanda non è se la nautica elettrica avrà la sua infrastruttura — i capitali stanno arrivando — ma con quali tempi e con quali attori. Il prossimo numero da tenere d’occhio è la velocità con cui NatPower Marine integrerà ed espanderà la rete acquisita. Da lì si capirà chi starà davvero cablando il Mediterraneo.