Dopo sette anni arrivano 4 milioni per l’autoconsumo energetico
Sette anni: tanto era passato dall’ultimo intervento regionale molisano dedicato alla diversificazione delle aziende agricole, fermo al 2018. Lo scorso luglio, come ha scritto QualEnergia.it, la Regione Molise ha aperto uno sportello agevolativo per incentivare gli investimenti nella diversificazione dell’attività agricola aziendale, inclusi quelli energetici. Il plafond è di 4 milioni di euro, provenienti dall’intervento SRD03 del CRS 2023-2027.
Quattro milioni dopo sette anni di silenzio
Il dato non è casuale. I 4 milioni arrivano dopo un’assenza che la Regione stessa misura in anni. «L’ultimo intervento dedicato alla diversificazione delle aziende agricole risaliva al 2018: oggi, dopo sette anni, riportiamo al centro dell’azione regionale una misura strategica», ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche agricole, Salvatore Micone.
Beneficiari sono gli imprenditori agricoli, singoli o associati. La misura incentiva attività agrituristiche, artigianali e turistico-ricreative, con una specifica attenzione all’efficienza e alla sostenibilità dei consumi energetici. Tradotto: non si tratta soltanto di riaprire uno sportello, ma di capire se i progetti finanziati riusciranno a cambiare il profilo energetico delle aziende o si limiteranno a riproporre attività già note.
Non solo agriturismi: la partita si gioca sull’autoconsumo
Il contenuto del bando contiene una prima indicazione: non è un semplice sostegno agli agriturismi. Nei documenti della programmazione molisana, i temi principali delle iniziative includono l’approvvigionamento e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti, materiali di scarto, residui e altre materie grezze non alimentari ai fini della bioeconomia e dell’autoconsumo aziendale, oltre a soluzioni sull’efficienza energetica. È il filo conduttore: più che una misura per aprire nuove attività, il bando punta a rendere più sostenibili i consumi di chi già opera.
Ma c’è un vincolo che cambia la natura dell’intervento. Nei bandi SRD03 di altre regioni la formulazione tecnica è esplicita: installazione di impianti per la produzione di energia elettrica e/o termica da fonti rinnovabili, limitatamente all’autoconsumo aziendale. Lo prevede, per esempio, la documentazione della Valle d’Aosta. In sostanza, si finanziano pannelli e impianti solo se l’energia prodotta resta dentro l’azienda, non se viene immessa in rete per essere venduta.
Dal punto di vista economico, il limite dell’autoconsumo sposta l’incentivo dalla produzione di energia come nuova voce di ricavo alla riduzione dei costi energetici interni. Per un’azienda agricola, il beneficio dipende dal profilo dei consumi: chi ha consumi elettrici o termici continui può ammortizzare l’investimento, chi ha consumi sporadici molto meno. È una differenza che la carta non risolve: la risposta sta nei territori e nei progetti presentati, non negli importi.
Il banco di prova: basteranno per fermare lo spopolamento?
L’obiettivo dichiarato è favorire lo sviluppo di attività extra-agricole capaci di rafforzare la redditività delle imprese e contribuire alla vitalità delle aree rurali, contrastando al tempo stesso lo spopolamento dei territori interni. È una retorica che, in Molise, si confronta con la scala del plafond: 4 milioni di euro non sono un intervento strutturale di massa.
A titolo di confronto, in parallelo è stato approvato un intervento da 1,4 milioni di euro per favorire la diversificazione delle aziende agricole, secondo quanto riportato da Ruminantia. Il confronto non è diretto, ma dà la scala: i fondi per la diversificazione restano contenuti, e la capacità di incidere sulla demografia dei comuni interni dipenderà più dalla selezione dei progetti che dall’importo complessivo.
La vera partita non è l’importo, è la capacità di trasformare i prossimi mesi in una risposta misurabile da parte delle imprese. Il numero da tenere d’occhio non è il plafond, ma quanta parte dei 4 milioni andrà davvero a impianti di autoconsumo: se resterà minoritaria, l’effetto energetico del bando sarà solo un’etichetta.




