Lupi nel Parco di Veio dal 2018: due branchi stabili si riproducono a meno di 15 km da Roma.
Guidi all’alba sul Grande Raccordo Anulare e vedi un’ombra sul guardrail. Non è un cane randagio: è un lupo. L’immagine sembra l’inizio di un film, e in parte lo è: nelle scorse settimane il Parco Nazionale della Maiella ha presentato il film prodotto nell’ambito del Progetto LIFE WILD WOLF, con la regia di Claudio Rufa (Evoca), realizzato nell’ambito del lavoro del Wildlife Research Center del Parco. Il punto è che quello scenario, almeno alle porte di Roma, è già realtà.
Il lupo è già in città
L’ombra sul guardrail non è un episodio isolato. Nel Parco di Veio, a meno di 15 chilometri dalla Capitale, la presenza del lupo è documentata dal 2018 e oggi si riproducono almeno due branchi stabili. Non si tratta di esemplari di passaggio: sono branchi che vivono e allevano i cuccioli a pochi chilometri dal Raccordo.
Il dato che ribalta la prospettiva è un altro. Uno degli esemplari catturati e monitorati con radiocollare nel Parco di Veio ha rivelato un areale più ampio del previsto, spingendosi a sud fino a superare il Grande Raccordo Anulare. Il confine che immaginavamo tra città e fauna selvatica è già stato attraversato, non da un animale smarrito, ma da un lupo controllato, vivo, che cercava spazio. Questo cambia il tipo di incontro a cui prepararsi: non serve andare in montagna o in un’area protetta. Può accadere tornando da un turno di notte, portando fuori il cane, percorrendo un raccordo all’alba.
La presenza del lupo, insomma, non è più confinata alle aree protette: riguarda chi vive a pochi chilometri da Roma. E quando un incontro diventa concreto, la domanda smette di essere “ci sono i lupi?” e diventa un’altra: quanto costa questa convivenza, e quali strumenti abbiamo per capirla?
70 milioni di euro, un film e 3.500 lupi
Per rispondere, servono i numeri. Sono circa 3.500 i lupi stimati lungo l’intero arco peninsulare: una cifra che rende l’incontro possibile in molte regioni, ma non certo probabile a ogni passeggiata. La convivenza ha anche un costo pubblico. Secondo un commento pubblicato sotto l’annuncio della Maiella dall’utente mauro.deidier, sono stati spesi finora per il lupo in Italia 70 milioni di euro: non è una stima ufficiale del Parco, quindi va presa con cautela, ma dà l’ordine di grandezza di un tema che è ormai un capitolo di spesa. A titolo di confronto, il progetto LIFE WolfAlps EU (2019-2024) ha un budget di 11,9 milioni di euro e si concentra sulla popolazione alpina transfrontaliera e sulla predazione del bestiame.
Il film della Maiella si inserisce in questo lavoro di documentazione e comunicazione: mostrare che il lupo c’è, dove vive, come si muove, che cosa costa gestirne la presenza. Ma i numeri non dicono come comportarsi quando un lupo attraversa il Raccordo.
Il prossimo avvistamento sarà quasi normale
Dall’esperienza del Parco di Veio arriva un’indicazione pratica. Gli avvistamenti a distanza ravvicinata in Italia sono appena 50 all’anno: non un’emergenza quotidiana, ma nemmeno un’eccezione da raccontare ai nipoti. Con branchi stabili che si riproducono a meno di 15 chilometri da Roma e un areale che ha già superato il Raccordo, il prossimo avvistamento vicino alla Capitale cessa di essere straordinario: diventa quasi normale. È qui che un film come quello della Maiella può essere utile: non trasformare la presenza del lupo in spettacolo o in allarme, ma restituirla per quello che è. Perché la vera differenza non è il lupo, ma cosa sappiamo di lui.
Il lupo non è più un’emergenza della montagna: è un vicino. Saperlo è il primo passo per non trasformare il prossimo avvistamento in allarme.




