L’azienda australiana punta a replicare in California i risultati dei 25 camion convertiti, con cambio batteria in 4 minuti.
1.130.000 kilowattora consumati, oltre 600.000 chilometri percorsi, 3.500 cambi batteria completati. I 25 camion convertiti in Australia non sono una flotta pilota, ma un impianto che gira. A quasi due mesi dall’annuncio degli ordini californiani, sono questi numeri — riportati da Janus Electric — la migliore credenziale dell’azienda. Lo scorso 20 luglio, Janus Electric ha comunicato di aver ricevuto ordini per convertire 67 camion diesel in veicoli elettrici Classe 8 con scambio batteria. Gli ordini arrivano da Golden State Express, WEHACO, Tradelink Transport e King Fio Trucking, e includono 77 pacchi batteria sostituibili e quattro stazioni di scambio “Janus Charge & Change”.
Cosa dicono i 25 camion convertiti in Australia
Per capire se l’ordine californiano ha fondamenta, basta dividere i numeri australiani. I 25 camion convertiti in Australia, secondo Janus Electric, hanno completato più di 3.500 scambi di batteria, per un consumo energetico totale di quasi 1.130.000 kilowattora e oltre 600.000 chilometri percorsi. In media, ogni scambio ha movimentato circa 320 kilowattora, poco più del pacco batteria standard da 310 kWh — un dato compatibile con la possibilità di montare due pacchi, uno per lato, per estendere l’autonomia. Il motore elettrico eroga 480 cavalli e il cambio batteria richiede, secondo l’azienda, circa quattro minuti, con un’autonomia fino a 370 miglia.
La tecnologia non è una scommessa teorica. Janus Electric ha sviluppato una tecnologia di batterie sostituibili che consente agli operatori di flotte di convertire i camion diesel esistenti in veicoli elettrici a batteria con un modello pay-as-you-go. E il primo contatto con il mercato americano non è di ieri: a fine 2025 l’azienda aveva già spedito i primi kit di conversione negli Stati Uniti. Numeri che girano sulle strade australiane: ora serve una rete di batterie in California.
California: regole in retromarcia, incentivi in corsia
E qui emerge il paradosso. La California sta abrogando le parti dell’Advanced Clean Fleets relative alle flotte ad alta priorità e al drayage: la regola modificata, come proposto, si applica solo alle flotte di agenzie pubbliche. In altre parole, il regolamento ACF non riguarda più le flotte private. Il cliente privato, in teoria, non è più obbligato a elettrificare.
Eppure i fondi pubblici non sono scomparsi. Il programma Port Plus Up è aperto, con oltre 5 milioni di dollari disponibili per camion drayage Classe 8 a zero emissioni che servono i porti di Los Angeles e Long Beach. Il programma è stato aperto nell’aprile 2026 per i camion drayage dei porti di San Pedro Bay. Con l’Advanced Clean Fleets ridotto alle flotte pubbliche, il cliente privato va convinto un camion alla volta — ed è lì che la partita si decide, contro chi offre lo stesso servizio.
Il gigante CATL e la corsa alla scala
Non si tratta solo di convertire motori. Janus Electric si trova di fronte a un colosso che ha appena messo in strada la sua soluzione di scambio: CATL ha lanciato una soluzione di scambio batteria per camion pesanti chiamata QIJI Energy, un telaio tutto-in-uno progettato per il battery swap. Il retrofit di Janus compete con un produttore che controlla la catena della batteria dalla cella al pacco: la differenza la faranno i costi di conversione, la diffusione delle stazioni e la rapidità con cui gli operatori californiani adotteranno il modello pay-as-you-go.
Il numero da guardare, da qui a fine anno, non è né la potenza né l’autonomia. È quanti dei 67 ordini si trasformeranno in camion convertiti e in pacchi batteria attivi, quante delle quattro stazioni Charge & Change saranno operative e con quale cadenza di scambi. Nei prossimi mesi, il dato da tenere d’occhio è quanti dei 67 camion ordinati saranno effettivamente convertiti e quante stazioni saranno in funzione: se Janus replica in California i 3.500 scambi australiani, il retrofit smette di essere un esperimento e diventa una voce nei bilanci delle flotte.




