Progetto governativo 2021: test fino al 2028 sullo scambio batteria nei servizi pubblici

Il camion della nettezza urbana che passa alle sei del mattino ha un problema di cui ci accorgiamo solo quando diventa elettrico: per caricare e compattare i rifiuti serve energia in aggiunta a quella per muoversi, e il consumo complessivo è più alto del normale. All’inizio dell’estate, a Yokohama, un veicolo che sostituisce la batteria in circa tre minuti sta provando a risolverlo. Ad annunciare la partenza del test sono stati Isuzu e la città di Yokohama, con un veicolo elettrico per la raccolta dei rifiuti dotato di batteria sostituibile.

Il sistema si chiama EVision Cycle Concept: le batterie scariche vengono sostituite con quelle cariche in circa tre minuti, un tempo paragonabile a una sosta per fare rifornimento. Per i mezzi per rifiuti la posta in gioco è più alta di quanto sembri: oltre all’elettricità necessaria alla guida, bisogna alimentare le attrezzature montate sulla carrozzeria che caricano i rifiuti, quindi il consumo energetico complessivo è superiore al normale. Non è un dettaglio: un camion che si ferma a ricaricare per ore salta il giro del quartiere. Il vantaggio di questi veicoli è che operano di solito su aree e percorsi specifici, in finestre temporali stabilite, quindi è relativamente facile pianificare la distanza giornaliera e capire quando serve una batteria piena.

Ma da dove arriva una soluzione che sembra così semplice?

Un progetto nato nel 2021, con lo sguardo al 2028

La risposta arriva da lontano. Secondo il Ministero dell’Ambiente giapponese, la tecnologia di sostituzione delle batterie deriva da un progetto commissionato dallo stesso ministero e avviato nell’anno fiscale 2021, come ricostruito da Isuzu. Non è, quindi, un esperimento isolato di un singolo municipio: è una linea di lavoro che il governo giapponese ha commissionato già qualche anno fa per rendere elettrici anche i mezzi comunali più energivori.

Il test con la città di Yokohama andrà avanti fino a marzo 2028 e ha un obiettivo preciso: verificare se lo scambio automatico delle batterie può aumentare il tempo operativo dei veicoli elettrici municipali. In altre parole, non si tratta solo di capire se il camion funziona, ma se cambiare batteria in tre minuti consente di tenerlo in servizio più a lungo rispetto a una ricarica notturna o a una sosta prolungata. Per un servizio di raccolta rifiuti ogni ora ferma è un costo e un disservizio: se il test dimostrerà che il mezzo resta operativo più a lungo senza ricariche lunghe, lo scambio batteria potrebbe diventare una scelta concreta per le amministrazioni locali.

Yokohama, però, non è l’unico laboratorio: attorno ai camion elettrici si sta giocando una partita più ampia.

La corsa dei camion elettrici: non solo Isuzu

Basta guardare ai camion lanciati negli anni scorsi per capire che il problema è sentito da molti. Mitsubishi Fuso Truck and Bus Corporation (MFTBC) ha lanciato l’eCanter nel 2017 come primo veicolo completamente elettrico prodotto in serie nel segmento dei camion leggeri. Non si parla quindi di un’idea nuova: la spinta a elettrificare i veicoli commerciali va avanti da quasi un decennio.

Un segnale più recente arriva da Tokyo. A giugno 2025 MFTBC, Mitsubishi Motors, Ample e Yamato Transport hanno annunciato un programma pilota pluriennale partito a settembre 2025 che prevede di distribuire più di 150 veicoli commerciali elettrici con batteria intercambiabile e 14 stazioni modulari di scambio batterie a Tokyo. È un’iniziativa che mette insieme costruttori, fornitori di tecnologia e un’azienda di trasporti: un indizio che lo scambio batteria non riguarda solo i camion dei rifiuti, ma una fetta più ampia di mobilità commerciale.

Resta da vedere se i numeri di Yokohama confermeranno che lo scambio batteria conviene davvero ai servizi pubblici. Per chi gestisce flotte comunali o veicoli commerciali su percorsi fissi, il segnale da osservare è se Yokohama riuscirà a tenere i mezzi in servizio più a lungo senza ricariche notturne: è lì che si capirà se lo scambio batteria smette di essere una promessa e diventa una scelta operativa.