Hyundai-SK On avvia la produzione di celle in Georgia, ma il mercato EV americano cala del 20,5%
Il secondo trimestre 2026 si è chiuso con un dato che da solo basterebbe a raccontare lo stato del mercato: negli Stati Uniti le vendite di auto elettriche sono scese a 247.226 unità contro le 311.064 dello stesso periodo del 2025, un calo del 20,5% secondo le stime di Cox Automotive e Kelley Blue Book. Nello stesso periodo, in Georgia, la joint venture tra Hyundai Motor Group e SK On ha avviato la produzione commerciale di celle per circa 300.000 veicoli elettrici all’anno. I due numeri non stanno insieme. È da qui che parte la storia.
Il crollo del 20,5% e la fabbrica da 35 GWh
Il calo di mercato non è un dettaglio tecnico. Nel secondo trimestre 2026 sono state stimate 247.226 auto elettriche vendute negli Stati Uniti, contro 311.064 nello stesso trimestre del 2025: 63.838 unità in meno. Il marchio Hyundai, da solo, ha venduto 14.274 EV nel trimestre, in calo dell’8,5% rispetto alle 15.608 del secondo trimestre 2025. Meglio della media di mercato, ma comunque in territorio negativo.
Dall’altra parte c’è la capacità produttiva che entra in gioco. L’impianto HSBMA — Hyundai-SK Battery Manufacturing America — è progettato per produrre 35 GWh di celle all’anno, un volume che la stessa società indica come sufficiente a sostenere la produzione di circa 300.000 veicoli elettrici. Il dato va letto in proporzione: 35 GWh annui equivalgono, in media, a circa 75.000 veicoli a trimestre. Nei tre mesi del Q2 2026, l’intero mercato americano delle auto elettriche ha assorbito 247.226 unità. Detto altrimenti: la capacità annuale di una sola fabbrica in Georgia equivale, su base trimestrale, a poco meno di un terzo di tutta la domanda EV nazionale registrata negli ultimi tre mesi.
La scommessa da 5 miliardi: celle per 300mila EV e un cantiere nel mirino
Il paradosso si scioglie entrando nello stabilimento, ma non si risolve. HSBMA è una joint venture paritetica tra Hyundai Motor Group e SK On, ciascuno con il 50%, costituita con un investimento totale di circa 5 miliardi di dollari. La produzione commerciale è iniziata il 1° giugno 2026. Non è solo una fabbrica: le 35 GWh di celle prodotte in Georgia alimenteranno i veicoli elettrici Hyundai, Kia e Genesis assemblati nel Sud-Est degli Stati Uniti, fornite agli impianti produttivi americani del gruppo.
La versione originaria del progetto, annunciata da Hyundai Motor Group, era diversa. La joint venture iniziale era con LG Energy Solution, su un sito a Bryan County, Savannah, accanto alla Metaplant America in costruzione; l’investimento dichiarato superava i 4,3 miliardi di dollari, la capacità attesa era di 30 GWh e la produzione era prevista per fine 2025. L’impianto partito il 1° giugno 2026 ha altri numeri: partner SK On, investimento intorno a 5 miliardi e 35 GWh. Più capitale, più capacità, sei mesi dopo. Intanto SK On riforniva già la Metaplant di Hyundai dal suo impianto dedicato di Commerce, in Georgia, da aprile 2025.
E poi c’è il cantiere. Lo scorso luglio, gli agenti federali hanno detenuto quasi 500 persone per presunti reati di immigrazione in un cantiere di Hyundai e LG Energy Solutions vicino a Savannah, in Georgia. Homeland Security Investigations ha definito l’operazione la più grande operazione in un singolo sito mai effettuata. Il fatto non riguarda direttamente la produzione di celle, ma la fase costruttiva e l’altro progetto batterie dell’area. Racconta però il contesto in cui questa capacità industriale è stata costruita.
Prossimo banco di prova: il Q3 2026
Tutto si gioca nei prossimi tre mesi. HSBMA andrà progressivamente a regime; la domanda da monitorare è quella di Hyundai, Kia e Genesis. Il secondo trimestre ha già dato un segnale: Hyundai ha venduto 14.274 EV, in calo dell’8,5% anno su anno, mentre il mercato complessivo ha perso un quinto dei volumi. Se questo ritmo non cambia, la capacità di celle disponibile nel Sud-Est crescerà più rapidamente delle vendite.
La domanda chiave è una sola: riusciranno Hyundai, Kia e Genesis ad assorbire 35 GWh di celle all’anno? La risposta arriverà solo con i dati di fine trimestre. Ma il segnale è già chiaro.
Il numero da osservare è il Q3 2026. Se il calo del 20,5% non si inverte, la Georgia rischia di produrre più batterie che auto vendute. Non è un giudizio sulla tecnologia, né sulla qualità dell’investimento: è il punto in cui una scommessa industriale da 5 miliardi di dollari incontra la realtà di un mercato in contrazione.




