Docente dalla Ball State University, esperta di suolo e agricoltura sostenibile.
Provate a mettervi nei panni di una famiglia che cerca un college cristiano con un vero percorso quadriennale in agricoltura. La lista di partenza è cortissima. Se poi si vuole anche qualcuno che sappia leggere il suolo come uno scienziato, e non solo ripetere le tecniche di semina, la lista si accorcia ancora. È da qui che conviene guardare a una nomina annunciata ad agosto in Indiana: la Huntington University ha assunto la Dr. Jessi Haeft come professore associato dell’Haupert Institute for Agricultural Studies.
Detta così, sembra una notizia da bollettino accademico. Non lo è, o almeno non del tutto. La Huntington University va ricordata come una delle poche università evangeliche negli Stati Uniti a offrire un programma quadriennale in agricoltura. In un mercato in cui le opzioni si contano davvero sulle dita di una mano, ogni nome qualificato che entra in organico sposta un po’ il peso della bilancia.
Una nomina che accorcia la lista
La notizia in sé si riassume in una riga: la Huntington University, ateneo evangelico dell’Indiana, ha assunto la Dr. Jessi Haeft come professore associato dell’Haupert Institute for Agricultural Studies. Ma il punto non è il posto che si libera o si copre. Il punto è che, negli Stati Uniti, sono pochissime le opportunità di conseguire una laurea quadriennale in agricoltura in un college cristiano, e la Huntington è una di queste. In un elenco già corto di suo, l’arrivo di una figura con questo profilo non è un semplice avvicendamento. Resta da chiedersi: perché proprio lei?
Dal suolo californiano al Midwest: chi è Jessi Haeft
Per capirlo bisogna guardare al curriculum. Prima di arrivare alla Huntington University, Haeft ha lavorato per 12 anni alla Ball State University, dove ha insegnato scienza del suolo, agricoltura sostenibile, agricoltura di precisione e gestione delle risorse naturali. Non un profilo generico, insomma, ma qualcuno che ha passato più di un decennio a tenere insieme discipline molto diverse tra loro.
Il percorso di formazione racconta la stessa trasversalità: una laurea magistrale in agricoltura alla California Polytechnic State University, dopo una laurea di primo livello in scienze animali, e infine un dottorato in agricoltura con concentrazione in scienza del suolo all’University of Kentucky. È una combinazione che porta in cattedra, nello stesso tempo, la zootecnia della West Coast e la pedologia del Midwest.
Non è solo un fatto accademico. Haeft è, su nomina del governatore, presidente dell’Indiana Registry of Soil Scientists, e possiede la licenza di Professional Soil Scientist/Soil Classifier dell’Indiana. In pratica, è una di quelle figure in grado di certificare, con valore professionale, cosa c’è sotto un terreno. Per un istituto agricolo, non è un dettaglio.
La retorica delle presentazioni è quasi unanime. Il Dr. Luke Fetters, vicepresidente per gli affari accademici e preside della facoltà, sottolinea che Haeft è ben rispettata nella regione, avendo collaborato con capitoli locali della FFA e con i leader del settore agricolo a livello locale, regionale e statale. La Dr. Jessica Graves, direttrice dell’Haupert Institute, aggiunge che porta con sé un portafoglio diversificato di esperienze di produzione agricola da costa a costa. Non sono complimenti di circostanza: in un istituto piccolo, la rete territoriale di una docente conta quasi quanto le sue pubblicazioni.
L’istituto, del resto, è giovane: l’Haupert Institute for Agricultural Studies è stato lanciato nell’autunno del 2014 e ha ammesso i suoi primi studenti nell’autunno del 2015. E ha già vissuto un ricambio al vertice: la nomina di Jessica Graves a direttrice ha concluso una ricerca nazionale, arrivata dopo il pensionamento imminente del direttore uscente, il Dr. Raymie Porter. In un contesto così, ogni assunzione è una dichiarazione di direzione.
Il conto che non torna: 59.000 posti, 36.000 laureati
Se il profilo di Haeft può impressionare, i numeri del settore spiegano perché serva qualcuno così. Secondo i dati riportati da AgriNews, si prevede che ogni anno ci saranno circa 59.000 aperture di lavoro in ambito agricolo, a fronte di soli 36.000 laureati in materie agrarie a coprirle. Il conto non torna: ogni anno mancano decine di migliaia di persone formate.
È qui che la scelta cambia prospettiva. Non si tratta più di decidere se studiare agricoltura, ma di capire dove trovare i pochi posti che uniscono una formazione seria e una precisa identità cristiana. In un mercato del lavoro con un disavanzo strutturale tra domanda e offerta, chi si inserisce in un percorso come quello di Huntington non sta facendo una scommessa romantica: sta prendendo una strada in cui le competenze, soprattutto quelle scientifiche sul suolo, hanno un valore concreto e immediato.
Non vuol dire che la Huntington University sia la scelta giusta per tutti. Un ateneo piccolo e specializzato non offre la stessa ampiezza di un grande campus pubblico. Ma per chi cerca esattamente quella combinazione — formazione agricola seria, docenti competenti, ambiente evangelico — la lista è corta, e ogni nome nuovo che vi compare merita attenzione. Questa nomina, in fondo, è un promemoria: la carenza di laureati in agricoltura è un’opportunità solo per chi sceglie bene il posto giusto.




