Il rimborso da 795 milioni arriva dal Judgment Fund, mentre TotalEnergies reinveste in gas e petrolio
795 milioni di dollari: non un investimento, ma un rimborso. Nel 2022 Attentive Energy, società del gruppo TotalEnergies, ha pagato quella cifra per acquistare un contratto di locazione per l’energia eolica offshore a circa 47 miglia dalla costa di New York, nell’ambito dell’asta competitiva di lease energetici offshore più remunerativa nella storia degli Stati Uniti. Già nel marzo 2026, con i piani di costruzione in fase di revisione, il Dipartimento dell’Interno ha annunciato all’improvviso un accordo per cancellare quel lease e un secondo contratto al largo della Carolina del Nord. Lo scorso giugno l’accordo è diventato pubblico, e a settembre il meccanismo si è già consolidato. Come emerge dall’annuncio del procuratore generale di New York e della governatrice Kathy Hochul, il governo federale avrebbe «rimborsato» TotalEnergies con 795 milioni di dollari dal Judgment Fund — un fondo utilizzabile solo per transigere controversie legali in corso o imminenti — mentre la società avrebbe reinvestito una somma equivalente in combustibili fossili. L’operazione è oggetto di una causa legale.
Il prezzo della rinuncia
Il progetto che viene cancellato, Attentive Energy One, avrebbe dovuto fornire 25,6 miliardi di dollari di benefici economici allo stato di New York nell’arco dei 25 anni di vita utile, inclusi 10 miliardi di risparmi sulle bollette energetiche. Si stimava anche la creazione di circa 1.716 nuovi posti di lavoro a New York. Non parliamo di un’ipotesi sulla carta: già a marzo 2026 i piani di costruzione erano in fase di revisione.
Il paradosso è questo: un governo paga per fermare un progetto che stava avanzando, restituendo per intero la somma versata nel 2022. La spiegazione non sta nel singolo progetto, ma nel riorientamento strategico di TotalEnergies e nei tentativi dell’amministrazione Trump di rallentare l’eolico offshore. L’amministrazione aveva congelato cinque grandi progetti eolici sulla costa orientale a fine dicembre 2025, citando preoccupazioni di sicurezza nazionale.
Dove finiscono i 795 milioni
La cancellazione non è un incidente isolato: è la parte visibile di un riallineamento che parte da Washington e arriva in Texas. Secondo l’annuncio ufficiale di TotalEnergies, la società non svilupperà più progetti eolici offshore negli Stati Uniti: «recupererà le somme versate per i lease e investirà un importo equivalente nello sviluppo della produzione e delle esportazioni di U.S. Gas & Power». Il capitale statunitense del gruppo si sta spostando dall’eolico offshore verso il gas naturale liquefatto e l’oil & gas, incluso il progetto Rio Grande LNG in Texas.
L’amministrazione Trump ha tentato di fermare la costruzione dei parchi eolici offshore, ma i giudici federali hanno annullato ripetutamente gli ordini dell’amministrazione. Il Judgment Fund diventa così lo strumento per aggirare il contrappeso dei tribunali: non uno stop imposto, che verrebbe ribaltato, ma un rimborso accettato. Il contesto aiuta a capire la posta in gioco: il Dipartimento dell’Interno non chiude una controversia, la crea. Ed è esattamente questo il punto della causa presentata da James e Hochul: se il governo può «rimborsare» un lease cancellato, ogni titolare di lease eolico offshore ha un incentivo a chiedere la stessa cosa.
Il conto per New York
Il costo non è solo simbolico: le cifre dicono cosa perderebbe il mercato elettrico di New York. La cancellazione dei progetti Attentive Energy e Bluepoint Wind ridurrebbe del 28% la produzione energetica disponibile nel New York Bight, secondo quanto affermato nella causa. Il procuratore generale Letitia James ha presentato due cause legali contro l’amministrazione Trump, contestando il tentativo di bloccare la costruzione di due grandi progetti eolici offshore che dovrebbero alimentare più di un milione di case a New York. E gli accordi di transazione che hanno facilitato le cancellazioni dei lease, come sottolineato nella causa, costituiscono un modello per altri titolari di lease eolici offshore: una prospettiva allettante per gli sviluppatori che hanno obblighi verso gli azionisti e che non riescono a progredire sui progetti a causa dell’opposizione dell’amministrazione Trump all’energia eolica.
Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è il rimborso già versato, ma il 28% di produzione energetica disponibile nel New York Bight e l’esito delle cause di Letitia James. Se il modello regge, ogni lease eolico offshore diventa una potenziale rendita per l’industria fossile: un contratto firmato, rimborsato e reinvestito nel gas e nel petrolio.




