Il sistema gallese, unico nel Regno Unito a includere il vetro, attende un amministratore.

Il Galles ha uno dei tassi di riciclo più alti al mondo. Eppure, a poco più di un anno dall’avvio del suo deposito cauzionale — l’unico nel Regno Unito a includere il vetro — la Federation of Independent Retailers avverte che le differenze con gli schemi inglese, scozzese e nordirlandese potrebbero innescare frodi fino a 300 milioni di sterline all’anno. Lo scrive il presidente della Fed in Galles, Mark Dudden, in una lettera inviata ai vertici del nuovo governo gallese, per conoscenza al First Minister Rhun ap Iorwerth, per esprimere preoccupazione sulla mancanza di progressi sul Deposit Return Scheme.

La lettera è emersa a fine luglio. Da allora il quadro non è cambiato: il DRS gallese è atteso a poco più di un anno da oggi e i nodi principali restano irrisolti.

Un primato che si rovescia in un conto da 300 milioni

Il punto di partenza è un dato di cui il Galles può andare fiero: è tra i Paesi che riciclano di più al mondo. Il paradosso è che questo primato convive con la stima di frode più alta legata al sistema di deposito. A luglio la British Soft Drinks Association ha parlato di un “conto annuale da frode fino a 300 milioni di sterline” se qualcuno sfruttasse le differenze tra lo schema gallese e quelli operativi in Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord.

È una cifra che va letta per quello che è: una stima di scenario, non un consuntivo. Ma dice quanto sia ampia la superficie di attrito tra quattro sistemi che nascono dallo stesso principio — il deposito cauzionale su bottiglie e lattine — e viaggiano con regole diverse. La lettera di Dudden, inviata anche al First Minister, è il segnale che la distribuzione indipendente considera questa fase l’ultima finestra utile per correggere il tiro prima che lo schema diventi operativo.

Il vetro, il candidato unico e il precedente scozzese

La ragione del paradosso sta in una scelta tecnica. Il Galles includerà le bottiglie di vetro monouso nel suo schema, rendendolo l’unica nazione del Regno Unito con il vetro incluso. È un requisito che riguarda un mercato pari a solo il 4,6% delle vendite di bevande nel Regno Unito e che, secondo la ricostruzione della BBC, aumenterebbe i costi per i piccoli negozi: una quota marginale in volume, ma non nel peso operativo di chi deve gestire un materiale più ingombrante e fragile.

Il confronto con l’Irlanda aiuta a capire che cosa cambia quando il vetro resta fuori. Lì il DRS è stato introdotto nel febbraio 2024 per bottiglie di plastica e lattine di metallo, senza vetro. Il tasso di riciclo irlandese per quelle frazioni è passato dal 49% al 91%: di questo, il 76% è catturato direttamente tramite il DRS e un ulteriore 15% è raccolto attraverso il riciclo misto a secco. Numeri che mostrano come un sistema senza vetro possa partire e raggiungere in fretta tassi elevati. Il Galles ha scelto una strada diversa: più ambiziosa sul piano ambientale, ma più esposta su quello operativo.

Sul fronte gestionale, il quadro è ancora più delicato. Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord hanno già nominato Exchange for Change come amministratore del loro schema. Il Galles ha invece respinto l’unico candidato — lo stesso Exchange for Change — ad aprile 2026, proprio mentre il Senedd veniva sciolto per le elezioni. Da quel momento non è stato indicato un sostituto.

Il precedente scozzese consiglia prudenza. Circularity Scotland, l’ente creato per gestire il sistema di restituzione delle bottiglie, è fallito quando l’iniziativa è stata sospesa a causa di una disputa tra i governi scozzese e britannico. Il Galles si avvicina alla fase di avvio senza un amministratore nominato: è la condizione in cui un problema tecnico diventa più facilmente un problema finanziario.

Un anno per evitare che l’ipotesi diventi un costo

Da qui a poco più di un anno, il numero da monitorare è la stima di 300 milioni di sterline di frodi annuali. Non è una previsione, ma un’ipotesi che dipende da quanto lo schema gallese resterà diverso dagli altri tre. Se il governo non nominerà presto un amministratore e non armonizzerà il sistema con il resto del Regno Unito, quella cifra smetterà di essere un’ipotesi di scenario per diventare una voce di costo. Il Galles parte da un primato di riciclo che pochi altri possono vantare; la partita che si gioca ora è se quel primato diventerà un vantaggio anche nella gestione del deposito, o se finirà per finanziare le differenze che non ha saputo governare.