La divisione Model e perde oltre 13 miliardi in tre anni, mentre la casa riconverte Louisville per il nuovo modello.

Lo scorso 20 luglio, Ford ha promesso un pickup elettrico medio che costerà meno di una Tesla Model Y da possedere, non solo da comprare. Secondo quanto riportato da Electrek, il nuovo modello avrà più spazio interno per i passeggeri di una Toyota RAV4 e un costo di proprietà inferiore a quello della Model Y. Peccato che la divisione che deve costruirlo, Model e, abbia perso più di 13 miliardi di dollari in meno di tre anni. Il paradosso è tutto qui: una promessa da veicolo di massa mentre i conti della mobilità elettrica bruciano.

Pickup medio, promessa massima

Nel secondo trimestre del 2026, le vendite di Ford sono calate. La spiegazione fornita dall’azienda non chiama in causa la domanda, ma la riorganizzazione industriale: lo stabilimento di Louisville ha smesso di produrre modelli come Escape e Lincoln Corsair per fare spazio al nuovo pickup elettrico economico e compatto. È una scelta che ha un costo immediato in termini di volumi, ma che Ford presenta come un investimento. Il nuovo veicolo, ha precisato la casa, avrà più spazio per i passeggeri di una Toyota RAV4 — senza contare il frunk e il cassone — e un costo di proprietà inferiore a quello di una Tesla Model Y. In altre parole, Ford non promette solo un pickup accessibile, ma uno più economico da mantenere del SUV elettrico di riferimento. Il confronto non è casuale: è un modo per spostare la gara dal prezzo d’acquisto al costo reale di utilizzo. Resta da capire come si possa sostenere una promessa così ambiziosa mentre i conti della divisione che deve realizzarla sono in profondo rosso.

La strategia dietro il rosso

La spiegazione va cercata nei numeri e nelle scelte industriali. Già nel 2023, Ford è stata la prima casa automobilistica a impegnarsi sul connettore Tesla e sulla rete Supercharger, una decisione che anticipava la necessità di rendere i propri veicoli elettrici interoperabili con la rete di ricarica più diffusa in Nord America. Quel passo, all’epoca isolato, oggi si legge come il primo tassello di una strategia più ampia: abbattere le barriere d’uso e, in prospettiva, i costi di proprietà. Il nuovo pickup medio si inserisce in questa traiettoria. Ford sta riconvertendo Louisville, eliminando modelli termici per dedicare la capacità produttiva a un veicolo elettrico di volume. Non è un’operazione a costo zero. Come riportava Fortune già a dicembre, Ford registrerà oneri per 19,5 miliardi di dollari a causa del cambio di strategia, con la maggior parte nel 2026. E la divisione Model e ha perso più di 13 miliardi di dollari in meno di tre anni. Sono cifre che danno la misura del costo: non si tratta di ritoccare una gamma, ma di riposizionare l’intera offerta elettrica. Il fatto che l’azienda abbia scelto di annunciare il pickup proprio quando i conti sono così negativi non è casuale: serve a segnalare che la fase di investimento ha una direzione precisa.

Il numero da guardare non è il prezzo

Se i 19,5 miliardi sono il costo del riposizionamento, l’esito si misurerà sul terreno dei costi di proprietà. La vera prova per Ford sarà dimostrare che il pickup medio costa davvero meno della Model Y da possedere, non solo da comprare. Per questo il parametro da monitorare nei prossimi mesi non è il listino, ma il margine della divisione Model e. Un pickup economico che non genera margine sarebbe solo un’altra voce di costo. Il prossimo trimestre dirà se la scommessa regge: il margine, non il prezzo, sarà il termometro.