Nel 2024 sono state dichiarate estinte 234 razze locali, mentre oltre l’80% di quelle con status noto è a rischio

Duecentotrentaquattro razze locali dichiarate estinte nel 2024. Oltre l’80% dei bovini, ovini, caprini e pollame locali con status noto è a rischio di sparire. Eppure, lo scorso luglio, la FAO non era in Georgia solo a contare i danni: era in montagna a fotografare vacche con un’app che impara a riconoscerle. A raccontarlo è il resoconto di un workshop sulle risorse genetiche animali tenuto a Tbilisi.

Il contatore delle estinzioni

Il numero delle estinzioni non è un’allerta astratta, ma il saldo di un’erosione già in corso. Nel 2024, in Europa, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, 234 razze locali sono state segnalate come estinte; nello stesso quadro, oltre l’80% delle razze locali di bovini, ovini, caprini e pollame con status noto è stato segnalato come a rischio di estinzione. Sono due cifre da leggere insieme: la prima indica il numero di razze già perse nel conteggio più recente, la seconda dice che la grande maggioranza di quelle ancora registrate — almeno tra le popolazioni di cui si conosce lo status — è in bilico. Il dato resta parziale, perché non include le razze per cui non esiste una classificazione aggiornata.

La domanda che segue è quasi banale: da dove arrivano quei numeri? Chi decide se una razza è viva, a rischio o estinta? La risposta non sta in un singolo censimento, ma in una banca dati globale costruita sulle segnalazioni dei singoli paesi.

Un’anagrafe globale e un’app che impara

La risposta è DAD-IS, il Domestic Animal Diversity Information System: la banca dati globale di riferimento che traccia quasi 9.000 razze di 38 specie in tutto il mondo. I dati non vengono raccolti da un’unica autorità centrale: sono inseriti dai coordinatori nazionali per la gestione delle risorse genetiche animali, nominati ufficialmente dai rispettivi governi, e oggi coprono più di 15.000 popolazioni nazionali, che rappresentano oltre 8.800 razze, da 182 paesi. È un’anagrafe per popolazioni, non solo per specie: una stessa razza può essere registrata in più paesi come popolazioni distinte, e il sistema tiene traccia di entrambi i livelli.

La Georgia, in questo quadro, conta 48 razze registrate in DAD-IS: 40 locali e 8 transfrontaliere regionali. Lo scorso luglio la FAO ha riunito a Tbilisi le parti interessate nazionali per un workshop sulle risorse genetiche animali, e non si è limitata a discutere di schede e database. In parallelo, sta sviluppando un’applicazione mobile che consente al personale sul campo di fotografare un animale e ricevere un suggerimento di razza generato dall’intelligenza artificiale. Il team della FAO si è recato nelle zone montuose della Georgia per fotografare le razze bovine indigene identificate dalla SRCA, il Scientific-Research Centre of Agriculture.

L’analogia più utile è questa: se DAD-IS è l’anagrafe che registra le razze, l’app in sviluppo è uno strumento di riconoscimento sul campo. Oggi l’identificazione dipende in larga parte dalla capacità dei coordinatori nazionali di aggiornare le schede; in prospettiva potrebbe bastare una fotografia per suggerire la razza, riducendo i tempi tra l’osservazione e la registrazione. Ma la domanda resta: uno strumento che riconosce le razze più velocemente basterà a rallentare le estinzioni? Il riconoscimento non è conservazione: serve solo a sapere prima, con più precisione, che cosa stiamo perdendo.

Il paradosso della resilienza

Il paradosso è tutto qui. Come ricorda l’UNEP, la diversità delle razze rende i sistemi agricoli più resilienti agli shock e agli stress, inclusi gli effetti del cambiamento climatico — effetti che pesano di più nei paesi in via di sviluppo. Eppure, secondo stime della FAO, il 70% delle razze locali con status noto affronta rischi di estinzione. Teniamo insieme i due dati: stiamo perdendo esattamente il margine di adattamento che quelle razze potrebbero offrire. Non è una contraddizione solo teorica: è il motivo per cui l’indicatore SDG 2.5.2 monitora proprio la proporzione di razze locali classificate come a rischio.

La Georgia è un buon punto di osservazione per capire se il monitoraggio può diventare più rapido e se questa rapidità si tradurrà in dati più aggiornati. Il prossimo aggiornamento di DAD-IS dirà se la campagna georgiana avrà ampliato le 48 razze registrate o se il contatore delle estinzioni salirà ancora. Il numero da guardare non è tanto quello delle fotografie raccolte in montagna a luglio, ma quante delle 40 razze locali georgiane resteranno classificate come locali e quante finiranno nella colonna delle estinte.