La piattaforma open data di Elia, nata nel 2022, punta a rendere visibili i veicoli in ricarica
Di norma, solo le colonnine dialogano con l’auto: il gestore di rete riceve dati aggregati. Utilizzando una soluzione basata su Energy Web, Elia ha invece potuto osservare i dettagli della ricarica di quel singolo veicolo. Non è una sfumatura tecnica: finora la pianificazione delle infrastrutture partiva da curve medie; adesso può partire da comportamenti individuali.
Il dettaglio che rompe il modello aggregato
Per capire perché conta, serve un passo indietro. Nell’ultimo decennio la digitalizzazione ha reso la rete elettrica altamente interconnessa e automatizzata: contatori, misurazioni, asset e mercati generano grandi quantità di dati. Il punto, secondo IRENA, è che questi dati dovrebbero essere resi il più trasparenti possibile, usando framework di comunicazione e infrastrutture di gestione dati che ne supportino raccolta, scambio, uso e sicurezza. La trasparenza dei dati e della comunicazione digitale è essenziale per la pianificazione del sistema elettrico necessaria all’adozione su larga scala dei veicoli elettrici.
I dati servono a prendere decisioni ottimali su ubicazioni delle infrastrutture di ricarica, tempi e durata della ricarica, servizi di rete e partecipazione ai mercati locali di flessibilità. Un conto è sapere che in una certa area il carico medio cresce; un altro è vedere quale veicolo carica, quando, per quanto tempo e a quale potenza. La differenza è tra stimare una domanda e decidere dove collocare una colonnina o come remunerare un servizio di flessibilità. Ma come si inserisce questa visibilità granulare in una piattaforma aperta a tutti gli stakeholder?
La piattaforma (e i suoi gemelli) due mesi dopo
La risposta è in una piattaforma lanciata lo scorso 7 luglio. La Open Data Platform di Elia offre agli stakeholder un accesso semplice e aperto a tutti i dati pubblici di rete: generazione, carico, bilanciamento, trasmissione e congestione. Oltre ai dati quantitativi, condivide informazioni qualitative, inclusi problemi e report; gli utenti possono scaricare i dati per migliorare le operazioni.
Non è l’unica: piattaforme analoghe sono in sviluppo da parte di Energienet in Danimarca e di TenneT nei Paesi Bassi. Già nel 2022 Elia Group lavorava a una piattaforma avanzata con dati storici di carico sui veicoli elettrici e sull’energia eolica, pensata anche per risolvere problemi legati alla rete. Il passaggio dal progetto del 2022 alla piattaforma aperta del 2026 non è solo tecnologico: è la trasformazione di un archivio interno in uno strumento consultabile da più soggetti. Resta una domanda: a che cosa servono davvero questi dati quando si passa dalla consultazione alla decisione?
Dove si decide la colonnina: implicazioni per il mercato
La risposta emerge quando i dati smettono di essere trasparenza e diventano leva operativa. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, la trasparenza dei dati di rete è vitale per prendere decisioni ottimali su ubicazioni delle infrastrutture di ricarica, tempi e durata. Raccogliere dati sulle esigenze di viaggio e sui modelli di ricarica tramite indagini, tecnologie GPS e database di ricarica può fornire indicazioni utili ai decisori politici e aiutare a modellare l’adozione dei veicoli elettrici e i profili di ricarica.
Il punto non è avere più numeri, ma numeri che rispondono a domande precise: dove serve una colonnina, per quanto tempo, in quale fascia oraria, con quali ricadute sulla rete e sui mercati locali di flessibilità. Un singolo veicolo osservato mentre carica, aggregato con migliaia di altri, permette di distinguere tra un picco prevedibile e un bisogno locale di flessibilità. È la differenza tra una stima aggregata e una decisione di mercato.
Il prossimo numero da tenere d’occhio non è il numero di piattaforme open data, ma la quota di punti di ricarica coperti da visibilità per singolo veicolo. È lì che si gioca la pianificazione reale.




