Bruxelles sospende le sanzioni sul metano importato fino al 2029, mentre la perovskite resta fuori dai piani
A 15 anni dal traguardo, l’elettricità copre appena il 23% dei consumi energetici finali dell’Unione. L’obiettivo indicativo è il 46% entro il 2040. Quasi il doppio, in meno di tre lustri.
La Commissione europea ha appena chiesto agli Stati membri di non applicare per tre anni le sanzioni sul metano importato. Il periodo di grazia copre le inadempienze riferite al 2027, 2028 e 2029, salvo violazioni fraudolente.
Una proroga che arriva da lontano
Bruxelles giustifica la mossa con le tensioni sui mercati energetici provocate dal conflitto in Medio Oriente. La riduzione dell’offerta e l’aumento dei prezzi, sostiene la Commissione, hanno costretto l’Europa a competere più intensamente per le forniture sui mercati mondiali. Ma non più di un mese fa dodici Paesi Ue — Italia inclusa — avevano già formalizzato una richiesta di rinvio triennale e una modifica mirata del regolamento. Il Financial Times ha riferito di pressioni esercitate da Stati Uniti e Qatar, insieme a grandi società come ExxonMobil e Uniper. La decisione, pubblicata il 21 luglio 2026, è stata accolta con soddisfazione dal governo Meloni, come riportato nell’analisi su il regolamento sull’import di metano.
Il cortocircuito è evidente. Il commissario all’Energia Dan Jørgensen ha dichiarato che i sussidi ai combustibili fossili «sono fortemente sovvenzionati e non sopravvivrebbero in un mercato veramente competitivo». Ha anche promesso: «Entro la fine dell’anno proporremo misure per eliminare gradualmente i sussidi». Nel frattempo, però, si concedono tre anni di franchigia a chi importa petrolio, gas e carbone senza rispettare gli obblighi sul metano. Elettrificare i consumi senza penalizzare il metano significa spingere l’acceleratore e togliere il piede dal freno, ma con il freno che continua a funzionare per altre tre stagioni. SolarPower Europe ha rimarcato la necessità di un sostegno finanziario concreto, specificando che gli incentivi «dovrebbero essere esplicitamente mirati all’elettrificazione». WindEurope ha osservato che la riforma del sistema Ets «non dà priorità all’elettrificazione industriale nell’ambito del Fondo per l’innovazione e della Banca per la decarbonizzazione».
La perovskite bussa, ma nessuno apre
Mentre il metano guadagna tempo, le celle in perovskite a basso costo restano fuori dalle priorità politiche. Eppure si tratta di materiali leggeri e flessibili, applicabili a superfici curve e componenti automobilistici. Il team dell’University College London ha messo a punto la finestra solare con un’efficienza di conversione del 14% su modulo, dimostrando il primo modulo scalabile 30×30 cm del suo genere. Sofab ha sviluppato nanoparticelle di ossido di metallo che si legano sei-dieci volte più forte del C60, raggiungendo il 22,3% su moduli a giunzione singola da 30 centimetri. Il 21 luglio l’azienda ha annunciato un round seed da 6 milioni di dollari guidato da Cloudberry Ventures.
Numeri che cambiano la traiettoria industriale: finestre che diventano centrali elettriche, senza occupare suolo né alterare il paesaggio. L’integrazione nel vetro per finestre trasparenti o semi-trasparenti potrebbe espandere la catena di approvvigionamento e aprire mercati che oggi non esistono.
Eppure nessun piano di elettrificazione accenna a queste tecnologie con la stessa urgenza riservata al metano.
Quello che conta, da qui al 2029
Il segnale è duplice. Da un lato Bruxelles fissa un target di elettrificazione che imporrebbe di raddoppiare la quota in quindici anni. Dall’altro sospende le sanzioni sul metano fino a ridosso del 2030, proprio quando la curva di sostituzione delle fossili dovrebbe essere più ripida. Nel frattempo, i moduli in perovskite escono dai laboratori, raccolgono capitali e testano produzioni scalabili, ma senza una domanda pubblica che li trascini dentro i piani di decarbonizzazione.
Il numero da tenere d’occhio non è solo il 46% del 2040, ma quel che accadrà nei bilanci energetici del 2027, 2028 e 2029: le tre stagioni in cui il metano importato viaggerà senza sanzioni, mentre il solare invisibile aspetta una chiamata che non arriva.




