Il memorandum tra CAQM e ICCT punta a colmare il divario tra emissioni reali dei veicoli e stime di laboratorio
Quasi la metà del PM2.5 locale di Delhi in inverno esce dai tubi di scappamento; eppure l’inquinamento transfrontaliero resta il contributore complessivo principale. Sono i due numeri che emergono dallo studio del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA), e convivono a fatica. È in questa contraddizione che si inserisce l’accordo firmato a fine luglio dalla CAQM e dall’ICCT per rafforzare la comprensione scientifica delle emissioni veicolari nella regione di Delhi NCR.
Due numeri che non tornano
Lo studio del CREA citato da NDTV fissa il primo numero: in inverno, quasi la metà dell’inquinamento locale da PM2.5 di Delhi arriva dalle emissioni veicolari, che superano industria, costruzioni e altre fonti di combustione. Il secondo numero, sempre dal CREA, dice che l’inquinamento transfrontaliero è rimasto il contributore complessivo dominante. La differenza sta nel perimetro di calcolo: il primo dato guarda solo a ciò che viene prodotto dentro Delhi, il secondo include tutto ciò che arriva da fuori. A questi due si aggiunge la lettura della CAQM, che davanti alla Corte Suprema indiana ha indicato l’inquinamento veicolare come il singolo maggiore contributore all’inquinamento atmosferico di Delhi-NCR.
Tre affermazioni che convivono a fatica. La differenza sta nel perimetro: locale contro complessivo. Ma anche una volta chiarita questa distinzione, resta aperta la domanda su quale numero debba guidare la politica. E la risposta dipende dalla qualità delle misurazioni che producono quei numeri. Finora, per i veicoli, quella qualità è stata limitata da un divario tecnico ben preciso.
Il MoU e il paradosso del BS VI
Per capire perché due dati così distanti convivono bisogna guardare al cuore tecnico della questione: lo standard Bharat Stage (BS) VI, il più recente per le emissioni dei veicoli in India. I veicoli certificati secondo questo standard mostrano miglioramenti significativi nelle emissioni allo scarico per tutti gli inquinanti e i tipi di veicolo misurati, secondo le campagne di misura con telerilevamento condotte a Delhi e Gurugram dalla TRUE Initiative. È un avanzamento concreto, non un’etichetta vuota.
Il paradosso sta nel passo successivo: le emissioni reali dei veicoli pre-BS VI e BS VI in molti casi rimangono superiori ai limiti di laboratorio. In altre parole, lo standard ha alzato l’asticella dell’omologazione, ma la strada continua a raccontare un’altra storia. Il risultato è un divario tra banco prova e condizioni reali che pesa direttamente sulla capacità di stimare quanto i veicoli contribuiscano davvero all’inquinamento locale. Il memorandum nasce proprio per colmare questo vuoto di dati del mondo reale.
Il quadro complessivo conferma il peso dei veicoli: le emissioni veicolari restano un contributore rilevante all’inquinamento atmosferico di Delhi-NCR, aggravando PM2.5, ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO) e composti organici volatili (VOC). Per Amit Bhatt, India Managing Director dell’ICCT, «affrontare la sfida dell’inquinamento atmosferico causato dalle emissioni dei trasporti a Delhi NCR richiede politiche fondate su solide prove scientifiche e dati del mondo reale». La frase condensa l’obiettivo del memorandum: trasformare il paradosso in una base dati utilizzabile.
Il numero da guardare nell’inverno 2026-27
Se il memorandum produrrà ciò che promette, il prossimo inverno sarà un banco di prova. Il numero da tenere d’occhio è uno solo: la quota di PM2.5 locale invernale attribuibile ai veicoli, oggi stimata attorno a quasi la metà. Con dati del mondo reale più solidi, quella stima potrebbe muoversi in entrambe le direzioni: verso l’alto, se le emissioni su strada restano sopra i limiti di laboratorio; verso il basso, se il rinnovo del parco veicolare sta producendo effetti. Da quel movimento si capirà se il paradosso si scioglie o si rafforza.
Da tenere d’occhio: la quota di PM2.5 locale invernale attribuibile ai veicoli, oggi stimata quasi al 50%. I nuovi dati reali diranno se è il momento di rivedere le priorità nella lotta all’inquinamento di Delhi.




