Papilio3 ha coinvolto 3ti Energy Hubs con Turbo Power Systems, GridBeyond e Cenex, testando la microrete a UTAC Millbrook
Il divario di efficienza che non ti aspetti
Secondo l’annuncio pubblicato da Cenex, una microgrid in corrente continua con ricarica bidirezionale può raggiungere fino al 95% di efficienza round-trip, contro il 60-70% tipico del dominio in corrente alternata. Il confronto non è accademico: ogni passaggio di conversione tra corrente continua e alternata consuma energia, e una microrete DC ne elimina diversi rispetto a un’architettura tradizionale. Il risultato è un divario di 25-35 punti percentuali su un indicatore che, per un gestore di flotte, si traduce in energia effettivamente disponibile per i veicoli o restituita alla rete.
Il progetto che ha messo alla prova questa promessa è stato consegnato come parte del programma Innovate UK V2X Phase 2 e ha coinvolto 3ti Energy Hubs come capofila, con Turbo Power Systems (TPS), GridBeyond e Cenex. La sede indicata è Leatherhead, ma il banco di prova è stato UTAC Millbrook, un ambiente commerciale misto con attività di flotte, personale e veicoli prototipo. Qui la microrete ha dovuto funzionare in condizioni reali, non solo in laboratorio. Per estendere l’analisi oltre le condizioni limitate della dimostrazione sul campo, Cenex ha usato il proprio strumento di modellazione EIGER, simulando un’ampia gamma di scenari di ricarica per flotte e luoghi di lavoro.
Il punto non è solo tecnico. Il 95% di efficienza round-trip è un dato sorprendente rispetto al dominio AC, ma la sua traduzione commerciale dipende da un’altra variabile: quanto costa costruire e gestire una microrete del genere. È qui che il ragionamento si sposta dai chilowattora ai costi.
Dentro il Papilio3: fotovoltaico, batterie e ricarica bidirezionale
La risposta concreta si chiama 3ti Papilio3 V2X DC FastHub: combina fotovoltaico, accumulo a batteria e ricarica bidirezionale dei veicoli elettrici in una microrete dispiegabile rapidamente. Secondo la pagina del V2X Innovation Programme Phase 2, 3ti Energy Hubs Ltd ha guidato il progetto con un finanziamento totale di 1.344.552 sterline. L’obiettivo dichiarato è dimostrare un hub di ricarica bidirezionale integrato per luoghi di lavoro con tempi di sosta medi, destinazioni, flotte che rientrano in deposito e depositi di consegna.
Non è l’unico progetto in corsa. Hangar19 Ltd guida V2VNY, con un finanziamento totale di 1.026.051 sterline, per ottimizzare la ricarica bidirezionale in corrente alternata per flotte e applicazioni non domestiche V2V, V2B o V2G. La soluzione prevede un caricatore bidirezionale a tre prese e coinvolge partner come CrowdCharge, Electric Corby, FleetDrive, GridBeyond, Jaguar Land Rover e Oxfordshire County Council. Il confronto è diretto: da una parte la microrete DC, dall’altra una soluzione AC già in campo. La sfida non è solo tecnologica, ma di architettura dei costi.
La posta in gioco è la stessa: dimostrare che i veicoli elettrici possono essere non solo un carico per la rete, ma una risorsa flessibile. Il Papilio3 lo fa eliminando conversioni e puntando sull’integrazione tra generazione locale e accumulo; V2VNY lo fa lavorando sul lato AC, dove l’esperienza commerciale è maggiore.
Il numero da tenere d’occhio: CapEx e OpEx
Se il vantaggio tecnico della DC è chiaro, il vero banco di prova è economico. La chiave per sbloccare il valore del V2X, secondo il progetto, è avere costi operativi e di capitale inferiori: il Papilio3 punta a ridurre entrambi. Non è una questione secondaria: una microrete efficiente ma costosa da installare o da mantenere resta una dimostrazione, non un prodotto per le flotte.
Intanto il governo britannico muove sul fronte delle reti. Il processo di connessione alla rete per le infrastrutture di ricarica è al centro dell’azione pubblica: l’obiettivo è rimuovere le barriere all’espansione tempestiva della rete elettrica e sostenere sia l’offerta sia la domanda di veicoli a emissioni zero. Per una microrete che vuole alleggerire la dipendenza dalla rete è un contesto favorevole, ma non basta ad abbattere i costi di sistema.
Riuscirà la corrente continua a vincere la sfida dei costi contro la corrente alternata? Nei prossimi mesi il confronto tra Papilio3 e V2VNY darà la prima risposta. Non sarà una gara di potenza installata, ma di costo totale per punto di ricarica, tra CapEx e OpEx. Se il V2X in corrente continua scenderà sotto la soglia dell’alternata, il 95% di efficienza diventerà il nuovo benchmark. Altrimenti resterà un bel numero in un rapporto tecnico.




