L’analisi dell’ICCT mostra che lo standard annunciato può produrre al massimo il 68% di vendite EV

Per raggiungere il 75% di veicoli elettrici nel 2035, il Canada avrebbe bisogno di un limite di emissioni di 59 grammi di CO₂ per miglio. Lo scorso 2 luglio ha annunciato uno standard di 74 grammi. La differenza, documentata in un’analisi dell’International Council on Clean Transportation (ICCT), non è un dettaglio tecnico: è un’ammissione implicita che la quota di auto a batteria si fermerà al massimo al 68%, sette punti sotto l’obiettivo dichiarato dal governo.

Il buco tra standard e target

Il calcolo parte da un vincolo fisico: la quantità di anidride carbonica che una flotta di veicoli nuovi può emettere in media è legata a quante auto sono elettriche. L’ICCT ha simulato quanto stringente dovrebbe essere il limite per tradursi in una data quota di mercato. Il risultato è che lo standard di 74 g/miglio scelto da Ottawa può produrre al massimo un 68% di vendite EV nel 2035, anche ipotizzando che nessun costruttore utilizzi i crediti accumulati negli anni precedenti per ammorbidire l’obbligo.

Per arrivare al 75%, il numero che il primo ministro Mark Carney ha messo nero su bianco lo scorso febbraio, il limite dovrebbe scendere di almeno il 20%, attestandosi a 59 grammi per miglio. Non è un’asticella irraggiungibile: è la conseguenza aritmetica del mix di veicoli che serve per centrare l’impegno politico. La forbice tra 59 e 74 grammi è la misura dell’incoerenza tra ciò che il governo dice di volere e ciò che la regolazione è in grado di imporre.

I numeri non arrivano dal nulla. Il Canada arriva da un 2025 in cui le vendite di veicoli elettrici sono scese al 9,5%, dopo aver toccato il 14,7% nel 2024. Una frenata di oltre cinque punti percentuali in dodici mesi. Nel frattempo, il saldo dei crediti accumulati dai costruttori fino al 2024 ha raggiunto 31,9 milioni di megagrammi di CO₂: un cuscinetto enorme che le case automobilistiche potranno usare per diluire l’impatto dello standard, abbassando ulteriormente la quota effettiva di veicoli elettrici che finiranno sulle strade.

L’ironia del mandato abolito

Lo scorso febbraio, il primo ministro Carney ha compiuto un gesto politico netto: ha abrogato il mandato che imponeva il 100% di vendite elettriche entro il 2035. Al suo posto, ha annunciato un obiettivo del 75% di EV al 2035 e del 90% al 2040. La mossa è stata presentata come un cambio di strategia: meno imposizione, più incentivi, un percorso più flessibile per l’industria. Ma la flessibilità ha un costo. I crediti accumulati e lo standard di 74 grammi rendono il 75% un miraggio: il mercato reale, con le sue frenate e i suoi eccessi di crediti, si sta già muovendo in un’altra direzione. La contraddizione è tutta qui: si toglie l’obbligo di vendere auto elettriche, si promette una quota comunque alta, ma si scrive una regola che non può produrla.

Un conto da 18 miliardi

La posta in gioco non è solo la coerenza di una promessa elettorale. Il Pembina Institute ha quantificato cosa significa, in termini ambientali ed economici, uno standard più debole rispetto al piano originale canadese. Un limite di 74 g/miglio produrrà 62 megatonnellate in meno di riduzioni cumulative delle emissioni entro il 2035. Tradotto in denaro, secondo lo stesso istituto, sono oltre 18 miliardi di dollari in costi sociali aggiuntivi: danni climatici, sanitari e ambientali che la collettività dovrà assorbire.

Il confronto con gli Stati Uniti aggiunge un elemento di pressione competitiva. Nel 2025 le vendite di veicoli elettrici americane sono state del 7,8%, circa un punto e mezzo sotto il Canada. Ma l’EPA statunitense ha fissato un obiettivo di 85 grammi di CO₂ per miglio per i veicoli leggeri entro il 2032: meno ambizioso di quello canadese, ma con una traiettoria più lineare. Il Canada, con 74 grammi, si posiziona in una terra di mezzo che non basta a raggiungere i propri impegni e rischia di non spingere abbastanza l’industria verso l’elettrificazione.

Il governo si è dato un obiettivo che questa regola non può centrare. La partita si giocherà nei prossimi mesi, quando il confronto tra lo standard appena annunciato e le proiezioni di vendita costringerà a una scelta: abbassare il limite verso i 59 grammi per miglio, oppure ridimensionare ufficialmente la quota di veicoli elettrici promessa. Il numero da tenere d’occhio è esattamente quello: 59 grammi. La distanza che separa il Canada dalla sua stessa promessa.