L’assenza di un contrassegno visibile rende difficile verificare il rispetto dell’obbligo
417 euro: il prezzo della sicurezza?
417 euro. È il costo massimo per assicurare un monopattino elettrico in Italia. Una cifra che, per molti, supera il valore stesso del mezzo e che è diventata realtà da pochissimi giorni: dal 16 luglio 2026, infatti, l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici è in vigore. Il dato, però, pesa come una zavorra sulla diffusione di una micro-mobilità già alle prese con regole incerte e costi nascosti. Secondo le verifiche pubblicate da Altroconsumo già nel luglio 2024, le polizze RC conformi alla normativa oscillavano tra 155 e 417 euro all’anno: una forbice tanto ampia da mettere in dubbio la sostenibilità economica per chi usa il monopattino come mezzo quotidiano negli spostamenti casa‑lavoro. Il tutto mentre il costo medio di un monopattino elettrico di fascia media si aggira intorno ai 300-500 euro. Insomma, assicurarsi può costare quanto comprare un mezzo nuovo. In molti potrebbero essere tentati di eludere l’obbligo, specie se i controlli latitano.
Ma se in Italia il peso economico rischia di frenare l’adesione, altrove lo stesso obbligo ha trovato una soluzione più pragmatica.
In Germania, l’adesivo che assicura tutti
La Germania è stata tra i primi Paesi dell’Unione a imporre l’assicurazione per gli e‑scooter, già nel 2019, con un sistema semplice e visibile: un adesivo annuale da applicare sul manubrio o sulla pedana. Un piccolo contrassegno colorato, grande poco più di una moneta, cambia tonalità ogni anno e le forze dell’ordine possono verificarne la presenza a colpo d’occhio durante i normali pattugliamenti. Il costo della polizza, in Germania, si aggira intorno ai 30‑40 euro all’anno, proprio perché il sistema di controllo è semplice e riduce il rischio di frodi. Non serve fermare ogni monopattino per chiedere documenti: l’assenza dell’adesivo è immediatamente visibile e comporta una multa. Questo meccanismo ha permesso di ottenere tassi di adesione altissimi senza appesantire le tasche degli utenti e senza bisogno di risorse straordinarie di polizia.
Il modello tedesco mostra che la chiave non è soltanto l’obbligo, ma la possibilità di farlo rispettare con strumenti fisici a basso costo. Eppure, al di là del costo, in Italia il vero problema si annida altrove: a che serve un obbligo se nessuno lo fa rispettare?
Obbligo senza rete
In Italia, il quadro è molto diverso. L’obbligo di assicurazione non è una novità calata dall’alto: già la Legge di Bilancio 2020 (Legge n. 160/2019) aveva introdotto per la prima volta una regolamentazione per i monopattini elettrici, ma la data di entrata in vigore della copertura RC è stata rimandata più volte, fino alla circolare congiunta di Mimit e Mit che ha fissato la scadenza ultima al 16 luglio 2026. Una gestazione lunga sei anni, durante i quali i monopattini hanno invaso le città senza alcuna copertura obbligatoria per i danni a terzi. Oggi che l’obbligo è finalmente entrato in vigore, manca però qualsiasi sistema di contrassegno. Nessun adesivo, nessuna targa, nessun elemento visivo che consenta a un agente di controllare in pochi secondi se quel monopattino è assicurato oppure no.
Questa assenza si scontra con una cronica carenza di controlli. “I controlli da parte delle forze dell’ordine sono del tutto insufficienti”, ha dichiarato Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, in una nota diffusa nei giorni scorsi. E i dati sulle violazioni precedenti confermano il timore: già prima dell’obbligo assicurativo, le infrazioni legate alla circolazione dei monopattini – guida sui marciapiedi, superamento dei limiti di velocità, mancato uso del casco per i minorenni – venivano sanzionate in modo sporadico. L’introduzione dell’RC rischia di aggiungere un ulteriore adempimento che, senza una rete di controllo visibile, resterà per lo più ignorato.
Il nodo non è soltanto repressivo. Senza un meccanismo di verifica rapido, anche le compagnie assicurative faticheranno a calibrare i premi in base al rischio reale, con il risultato di polizze care e poco diffuse. E senza un parco assicurato sufficientemente ampio, il sistema rischia di incepparsi: pochi paganti, molti evasori, e le vittime di incidenti con monopattini non assicurati che dovranno rivolgersi al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, con costi che ricadrebbero sulla collettività. È il cane che si morde la coda. L’adesivo tedesco è molto più di un francobollo: è un dispositivo di enforcement che abbassa i costi per tutti, utenti e compagnie, perché rende il controllo immediato e l’evasione difficile.
L’assicurazione obbligatoria è un passo avanti, ma il vero banco di prova inizia ora. Senza un adesivo che renda visibile la copertura e senza controlli capillari, il rischio è che resti soltanto sulla carta. Nel frattempo, i 417 euro massimi fanno già paura, e molti guarderanno al 16 luglio scorso non come a una data di protezione, ma come a una nuova tassa sulla mobilità leggera.




