Un milione di termostati intelligenti in Illinois possono già generare 250 MW di risparmio energetico

Apri la bolletta della luce e, accanto alle solite voci, trovi un accredito di 30 dollari. Non è un errore né un rimborso una tantum: è il pagamento per aver permesso alla tua utility di regolare il termostato in determinati momenti della giornata. E se guardi meglio, c’è anche una seconda voce, un bonus calcolato sul risparmio energetico effettivo. Alla fine, per la maggior parte delle famiglie il totale si aggira intorno ai 60 dollari all’anno. È la proposta concreta che arriva dal programma di ComEd, la più grande utility elettrica dell’Illinois — Commonwealth Edison, abbreviato in ComEd — sviluppato insieme a ecobee e Renew Home.

Il concetto è semplice: se hai un termostato intelligente puoi iscriverti e autorizzare piccoli aggiustamenti automatici della temperatura nelle ore di punta, quando la rete è sotto stress. In cambio ricevi un compenso fisso annuo di 30 dollari più una quota variabile legata a quanta energia sei riuscito a non consumare, per un totale che, secondo le organizzazioni che hanno contribuito a progettare il programma, si attesta mediamente sui 60 dollari all’anno. Non diventi ricco, ma è denaro che arriva senza cambiare le tue abitudini in modo percepibile. E pone una domanda: perché una utility dovrebbe pagarti per qualcosa che in fondo fai già, cioè tenere il climatizzatore un po’ più moderato?

La centrale elettrica che hai in casa

Per capirlo bisogna guardare alla rete elettrica come a un sistema che sta cambiando radicalmente. La parola chiave è centrale elettrica virtuale (VPP, dall’inglese Virtual Power Plant). L’idea, proposta già nel 1997 da Shimon Awerbuch, è di aggregare tanti piccoli consumi — o meglio, tante piccole riduzioni di consumo — per ottenere un effetto paragonabile a quello di una centrale tradizionale. Se un milione di case abbassa il termostato di un paio di gradi nello stesso momento, la rete evita di accendere una centrale a gas per coprire il picco. Il risultato è meno emissioni, meno costi e una rete più stabile.

Il primo VPP operativo arrivò nel 2008, quando RWE aggregò nove impianti idroelettrici per una capacità di 8,6 MW. Da allora il quadro normativo ha accelerato: nel 2011 l’Ordine 745 della Federal Energy Regulatory Commission (FERC) ha stabilito che le riduzioni della domanda vanno trattate come generazione nei mercati all’ingrosso, e nel 2020 l’Ordine 2222 ha permesso alle risorse energetiche distribuite — proprio come il tuo termostato — di partecipare direttamente a quei mercati. Nel frattempo i numeri sono cresciuti: entro il 2023 la capacità delle centrali elettriche virtuali negli Stati Uniti ha raggiunto tra i 30 e i 60 GW, pari al 4-8% della domanda di picco nazionale.

Non è solo teoria. Tesla gestisce già VPP in Texas e California, e nel territorio di ComEd il potenziale è notevole. Secondo i dati depositati presso l’Illinois Commerce Commission, l’area servita dalla utility conta più di un milione di termostati intelligenti, circa un terzo delle famiglie, con un risparmio energetico stimabile intorno ai 250 MW. Per dare un paragone, è più o meno la potenza di una centrale a gas di medie dimensioni, ottenuta senza costruire nulla e senza bruciare combustibile. E secondo un rapporto pubblicato il 2 luglio da Energy Innovation, un approccio più pulito alla gestione della rete potrebbe ridurre i costi del sistema elettrico statunitense di circa il 17% entro il 2030.

Cosa fare (e cosa aspettarsi)

Se hai già un termostato intelligente, potresti far parte di questo cambiamento con pochi clic. Il programma di ComEd con ecobee e Renew Home è pensato proprio per rendere l’adesione immediata: bastano un termostato compatibile, l’iscrizione e la disponibilità a ricevere piccole regolazioni automatiche. Non serve installare nient’altro, e in qualunque momento puoi riprendere il controllo manuale. I 60 dollari all’anno, per quanto cifra contenuta, vanno letti come un primo passo: oggi si tratta di un incentivo all’efficienza, domani la logica delle centrali elettriche virtuali potrebbe estendersi ad altri dispositivi — batterie domestiche, veicoli elettrici, pompe di calore — moltiplicando le opportunità di guadagno per le famiglie.

Certo, non conviene a tutti. Se abiti in un condominio dove la spesa energetica è già minima o se il tuo termostato intelligente è un modello datato che non supporta le integrazioni richieste, quei 30-60 dollari l’anno potrebbero non valere la piccola rinuncia di comfort nelle ore di punta. Ma per la maggior parte delle famiglie il compromesso è quasi invisibile, e il beneficio netto è reale. Il termostato intelligente smette di essere solo un gadget comodo e diventa un biglietto d’ingresso per il nuovo mercato dell’energia, con un guadagno concreto che arriva direttamente in bolletta.