Il consorzio della legge regionale 12 del 2026 va insediato entro il 31 dicembre, alla scadenza dell’accordo con Orbetello

I miasmi delle carcasse di pesci morti arrivavano fino a chilometri di distanza, persino alla Feniglia o ad Ansedonia, le cui spiagge erano semivuote, come ha documentato Sky TG24: l’anossia, la mancanza di ossigeno, stava uccidendo decine di quintali di pesce e metteva a repentaglio non solo il settore ittico ma anche la stagione turistica. Le morie non sono una novità: episodi simili ci sono stati negli anni ’80 e ’90, e l’ultimo di rilievo nazionale risale al 2015, come ricorda il WWF Italia, che gestisce la Riserva Naturale Laguna di Ponente di Orbetello. Dopo decenni di allarmi, la domanda resta: perché succede ancora? La risposta ha a che fare con una gestione che sta cambiando pelle.

Quattro milioni già spesi, e il rischio è il vuoto

La puzza è il sintomo di quel cambiamento. Tra il 2024 e il 2026 la Regione Toscana ha destinato circa 4 milioni di euro alla gestione della Laguna di Orbetello. Il nuovo Consorzio nasce in attuazione della legge statale n. 11 del 24 gennaio 2025, che ha istituito il Parco ambientale per lo sviluppo sostenibile della Laguna di Orbetello. In parole semplici: conclusa la fase emergenziale, serve un soggetto stabile che se ne occupi.

Lo scorso 8 luglio la Regione ha approvato le modifiche alla legge regionale n. 27 del 2025 per adeguare le disposizioni allo Statuto del Parco ambientale e chiudere i contenziosi pendenti presso la Corte Costituzionale. Poi è arrivata, a luglio, la legge regionale n. 12/2026: conferma l’assetto transitorio, garantisce la prosecuzione delle attività già in corso e autorizza una spesa fino a 1 milione e 120 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028 per sostenere la partecipazione della Regione al nuovo Consorzio.

Qui sta il punto vero. La cessazione della gestione emergenziale e l’attuazione della l.r. 77/2012 impongono di scongiurare quello che la stessa legge definisce un potenziale vuoto di tutela amministrativa: un buco che metterebbe a rischio l’effettività e la continuità delle funzioni di gestione del sistema lagunare. Fino alla piena operatività del consorzio nazionale, insomma, è indispensabile che la Regione continui a portare avanti le iniziative per il sistema ambientale lagunare.

I tempi sono stretti ma definiti. L’accordo tra Regione e Comune di Orbetello per la gestione del sistema integrato della laguna è in vigore fino al 31 dicembre 2026. Dopo l’approvazione dello statuto da parte della Regione e il via libera ministeriale arrivato a marzo 2026, sono in corso le procedure per il pieno insediamento degli organi consortili. Il rischio non è l’assenza di un disegno: è che il nuovo soggetto non sia pienamente operativo prima che scada quello vecchio.

Ma cosa cambia davvero per chi vive, lavora o affitta una casa sulla laguna? La risposta, per ora, sta in una disposizione transitoria e in una promessa di continuità.

La prova sarà la prossima estate

La gestione del Parco è affidata a un Consorzio di gestione con personalità giuridica di diritto pubblico, dotato di autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e finanziaria. Ne fanno parte cinque soggetti: il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto, il Comune di Orbetello e il Comune di Monte Argentario.

L’articolo 18 della nuova legge regionale introduce la rete di sicurezza: le funzioni di salvaguardia e gestione del sistema lagunare continuano sulla base dell’accordo con il Comune di Orbetello per le annualità 2024-2026, fino a quando il Consorzio non sarà subentrato nei contratti in essere o non avrà stipulato nuovi contratti, e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. In pratica, si evita che da un giorno all’altro nessuno sia responsabile della laguna.

Per capire perché questo passaggio conta, bastano i numeri di ciò che la Laguna ha già affrontato: morie massicce di orate e spigole per ipossia e ondate di calore, eutrofizzazione da inquinanti fluviali e un’invasione del granchio blu arrivata a 900 quintali pescati solo nel 2025. Non sono emergenze che aspettano la burocrazia.

Per chi vive a Orbetello, il segnale da osservare è uno solo: che gli organi del nuovo Consorzio siano pienamente insediati prima della prossima stagione calda. Non è una formalità: è la differenza tra una gestione che continua senza interruzioni e un periodo in cui nessuno, di fatto, ha il compito pieno di intervenire. Se non accade, l’odore tornerà a svuotare le spiagge. E chi ha visto la Feniglia semivuota la scorsa estate sa già quanto costa.