In Spagna il gas incide sul prezzo solo nel 15% delle ore, contro l’89% italiano
La trappola della bolletta
Il paradosso parte da un dato concreto: secondo la Commissione europea, l’elettricità costa spesso tre volte più del gas. In Italia la situazione è aggravata da come si forma il prezzo. Secondo Energy Square, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità è determinato dal gas per oltre il 70% delle ore dell’anno. In pratica, per gran parte delle giornate il costo dell’energia che usiamo in casa dipende ancora da quanto costa il gas, anche quando le rinnovabili producono di più.
E nel domestico c’è un secondo colpo: secondo ECCO Climate, l’elettricità paga tasse e oneri quattro volte superiori rispetto al gas. A questo si aggiunge un problema di efficienza fisica: secondo Energy Square, in Italia a fronte di una domanda utile di 700 TWh l’anno ci sono 1000 TWh l’anno dispersi sotto forma di calore. Il sistema perde più energia di quanta ne usi davvero. Ma perché l’Italia è più esposta di altri Paesi?
L’Italia ferma al palo, la Spagna accelera
La risposta sta nei numeri, e sono scomodi. Secondo il think tank Ecco, il tasso europeo di elettrificazione è fermo da dieci anni al 23%, mentre Cina, Corea del Sud e Giappone hanno già superato il 30%. La Cina in particolare è diventata più elettrificata dell’Unione già nel 2014 e nel 2023 era arrivata al 28%, come ricostruisce Ember.
Ma il divario più preoccupante è dentro l’Europa. Secondo i dati di Ember, nel 2026 il gas ha influenzato il prezzo dell’elettricità solo nel 15% delle ore in Spagna, contro l’89% in Italia. Secondo IEEFA, l’Italia è il Paese europeo con le bollette più esposte al gas, perché le centrali a gas fissano il prezzo marginale. Insieme a Irlanda e Regno Unito, le famiglie italiane sono le più esposte in Europa agli aumenti delle bollette elettriche, proprio perché il gas domina la formazione del prezzo dell’energia.
Le conseguenze non sono solo statistiche: in Italia si calcola che ci siano 2,4 milioni di famiglie in povertà energetica. Con l’elettricità legata al gas per quasi nove ore su dieci e tasse quattro volte superiori, la transizione rischia di restare una promessa sulla carta per chi fatica a pagare le bollette.
Il piano europeo e il prezzo da pagare
Da qui parte il piano della Commissione europea. L’obiettivo, presentato a luglio, è ridurre di due terzi entro il 2040 la dipendenza dal gas e dimezzare quella dal petrolio, portando l’elettrificazione dal 23% attuale al 46% entro il 2040. Se l’Unione ci riesce, il risparmio possibile è di 260 miliardi di euro all’anno in importazioni di combustibili fossili.
Ma per chi paga la bolletta, la parte decisiva è un’altra: il piano chiede di ridurre il divario di prezzo tra elettricità e costi dell’energia fossile. Tradotto in termini pratici, non basta installare rinnovabili se poi il prezzo dell’elettricità resta agganciato al gas per oltre il 70% delle ore e se tasse e oneri penalizzano l’elettricità quattro volte più del gas. Allineare i costi è la condizione perché convenga davvero scegliere l’elettrico.
La transizione, insomma, non è una questione ideologica: è una questione di convenienza. Se l’elettricità non smette di essere la scelta più cara, resterà sulla carta. E chi apre la bolletta ogni mese lo capisce prima di ogni dibattito politico.




