L’intesa non vincolante con il produttore coreano apre le celle allo stato solido di Factorial alla produzione su scala industriale
375 Wh/kg, 4C di scarica, oltre 600 cicli. Tre numeri che di solito non stanno nella stessa cella. Invece descrivono le celle allo stato solido di Factorial Energy, ora agganciate alla capacità produttiva di SK On. Lo scorso 29 luglio SK On e Factorial Energy hanno firmato un memorandum d’intesa per portare la tecnologia di Factorial nella rete produttiva globale di SK On. Non è un contratto vincolante. Ed è proprio questo il punto: il problema non è se le celle funzionano, ma quando — e con quale grado di impegno — arriveranno davvero sul mercato.
375 Wh/kg: il numero che cambia l’accordo
Il dato tecnico più sorprendente non arriva dal comunicato di fine luglio. Lo scorso anno, secondo Stellantis, le celle FEST da 77 Ah di Factorial avevano raggiunto una densità energetica di 375 Wh/kg su oltre 600 cicli. A questo si aggiunge una velocità di scarica fino a 4C. Sono tre misure che tirano in direzioni diverse: la densità dice quanta energia entra in un chilogrammo di batteria, i cicli dicono per quanto tempo quella densità regge, la velocità di scarica dice quanto rapidamente l’energia può essere erogata. Metterle insieme nella stessa cella è ciò che rende il dato degno di nota.
La scala industriale di SK On dà a quei numeri un peso diverso. Il produttore coreano ha oltre 200 GWh di capacità produttiva annua a livello globale, di cui circa 100 GWh solo negli Stati Uniti. Non si tratta di potenza installata in senso elettrico, ma di capacità di fabbrica: quante celle possono uscire ogni anno dalle linee. Per Factorial, che finora ha lavorato soprattutto su celle sviluppate insieme alle case automobilistiche, è un accesso potenziale a impianti già esistenti e a una rete di clienti consolidata: SK On rifornisce già batterie a Hyundai, Kia, Ford, Volkswagen e Ferrari.
Ma un dato tecnico non basta. Serve capire dove queste celle verranno prodotte, con quali materiali e dentro quale strategia. Ed è qui che la storia si sposta dal laboratorio alla geografia industriale.
La rete coreana e il vuoto americano
Dietro il memorandum c’è una geografia precisa. Factorial ha firmato intese non vincolanti simili con LG Chem e con i fornitori sudcoreani di materiali Philenergy e Posco Future M. Lo scorso dicembre, in particolare, aveva annunciato una partnership con POSCO FUTURE M per sviluppare materiali per batterie all-solid-state. Il memorandum con SK On è l’ultimo di una serie di accordi non vincolanti con aziende coreane del settore batterie: la Corea del Sud sta diventando il polo di materiali e tecnologia della strategia di Factorial.
Dalla parte coreana, l’interesse è altrettanto concreto. A fine luglio SK On ha annunciato il completamento del suo impianto pilota per batterie allo stato solido in Corea del Sud, in vista dell’obiettivo di commercializzare le celle di nuova generazione entro il 2029. L’impianto pilota è il passaggio intermedio tra laboratorio e produzione di massa: serve a validare processi e costi prima di investire su linee su larga scala.
Nel frattempo, gli Stati Uniti perdono peso. SK On ha ridotto le proprie operazioni negli Stati Uniti dopo che l’amministrazione Trump ha eliminato gli incentivi federali per i veicoli elettrici. Ha anche chiuso la joint venture con Ford per spostare l’attenzione sul mercato in rapida crescita dello stoccaggio stazionario. La capacità statunitense resta — circa 100 GWh — ma la direzione strategica guarda altrove, verso la rete coreana di materiali e tecnologie.
Se la rete coreana è solida, resta una domanda di calendario: basterà il 2029?
2027 contro 2029: chi arriva prima?
Qui entra il tempo. Non è più una questione di tecnologia, ma di chi arriva prima. Secondo Samsung SDI, la produzione di massa dovrebbe iniziare nel secondo semestre del 2027 presso l’impianto di Ulsan, in Corea del Sud. È circa due anni prima dell’obiettivo del 2029 di SK On.
Il mercato dell’auto non aspetta i memorandum. Il secondo semestre del 2027 è il primo vero banco di prova: quelle linee a Ulsan partiranno davvero, con celle commerciali e volumi reali? Se la risposta sarà sì, l’accordo tra SK On e Factorial dovrà trasformarsi in produzione molto prima del previsto. Se sarà no, il 2029 continuerà a essere una data sul calendario, non una scadenza competitiva.
Il numero da tenere d’occhio, allora, non è il 2029 di SK On. È la seconda metà del 2027, a Ulsan.




