Sottopassi del 2015 riducono dell’80,2% la mortalità degli anfibi, secondo uno studio decennale del Vermont
Nel 2006, su una strada a due corsie a Monkton, nel Vermont, più di mille anfibi sono stati uccisi in due sole notti, mentre cercavano di attraversare. Lo scorso luglio, un reportage di Mongabay ha ricostruito quella strage confrontandola con un dato di questa stagione: a Jordan Road, le brigate delle salamandre hanno contato 108 esemplari del complesso di Jefferson, quasi il doppio del loro record precedente. Cosa è cambiato nel frattempo? Non un miracolo, ma un’infrastruttura: un sottopasso per la fauna selvatica.
La strada, la pioggia, il record
La salamandra di Jefferson non è un anfibio qualunque. In New Hampshire è classificata come Species of Special Concern e come specie del Wildlife Action Plan tra quelle in maggior bisogno di conservazione. Il fatto che i volontari ne abbiano contate 108 in una stagione è quindi un segnale che merita attenzione. Ma un dato di primavera non basta: per capire se un sottopasso funziona davvero servono anni di misurazioni, non un singolo conteggio fortunato.
Il sottopasso di Monkton: dieci anni di misurazioni
La risposta arriva da Monkton, dove due sottopassi installati nel 2015 sono monitorati con costanza quasi maniacale. In una ricerca durata più di dieci anni, scienziati e cittadini dell’Università del Vermont, della Vermont Agency of Natural Resources e della comunità locale hanno valutato l’efficacia di due sottopassi installati sotto una strada a Monkton. Secondo uno studio pubblicato lo scorso anno, la mortalità degli anfibi è scesa dell’80,2%. Non è una tecnologia nuova: i francesi costruirono i primi attraversamenti per cervi negli anni Cinquanta, e da allora l’idea ha preso piede anche negli Stati Uniti. Se il modello funziona in un punto, resta da capire se può essere replicato altrove prima che il clima renda tutto più urgente.
Quattro punti nel New Hampshire e una scommessa sul clima
Il New Hampshire non ha aspettato una risposta definitiva. Lo scorso marzo, il Nongame and Endangered Wildlife Program del New Hampshire Fish and Game Department ha ricevuto un grant competitivo a livello nazionale dalla National Fish and Wildlife Foundation, nell’ambito dell’iniziativa America’s Ecosystem Restoration Initiative, per ripristinare la connettività degli habitat a beneficio della fauna selvatica a rischio. Il finanziamento della National Fish and Wildlife Foundation sosterrà l’adeguamento delle infrastrutture stradali in quattro località prioritarie del New Hampshire, con benefici che vanno dalla riduzione della mortalità della fauna selvatica al miglioramento della connettività, della sicurezza, della resilienza alle inondazioni e delle condizioni dei tombini.
A Keene, l’Harris Center è coinvolto nel primo progetto comunitario di tunnel per anfibi del New Hampshire. Il progetto mira a ripristinare la connettività dell’habitat, proteggere le specie di anfibi vulnerabili e fungere da sito dimostrativo per sforzi simili in tutto il New England. Secondo Brett Amy Thelen, il grant della NFWF sostiene anche progetti di attraversamento per tartarughe in altre parti dello Stato.
Il contesto rende ogni intervento più urgente. Uno studio pubblicato da Re:wild indica che tra il 2004 e il 2022 alcune minacce critiche hanno spinto più di 300 specie di anfibi più vicine all’estinzione; per il 39% di queste specie, il cambiamento climatico è stato la minaccia principale. Non serve immaginare scenari lontani: è lo stesso mix di strade trafficate e notti di pioggia a rendere ogni attraversamento una scommessa.
Per chi guida in una notte di pioggia, la misura più semplice resta quella di rallentare. La prossima primavera, i numeri di Jordan Road diranno se il modello regge fuori casa; ma la differenza tra una strage e un record può iniziare da un piede sul freno.




