Un salto di durata che porta lo stoccaggio oltre la logica della sola potenza istantanea

Quasi un anno fa, nel settembre 2025, Fidra Energy ha annunciato la chiusura finanziaria del più grande progetto di accumulo a batterie del Regno Unito. EIG e il National Wealth Fund hanno investito fino a 445 milioni di sterline in nuovo capitale azionario, secondo l’annuncio della società. Il progetto, nel sito di Thorpe Marsh a Doncaster, nel South Yorkshire, avrà una capacità di 1.400 MW / 3.100 MWh e sarà operativo a partire da metà 2027. Una volta completato, potrà esportare oltre 2 milioni di MWh all’anno, quanto basta per circa 785.000 abitazioni.

Ma il numero che sorprende non è la potenza. È il salto di durata che Thorpe Marsh impone a un mercato abituato a pensare in megawatt, non in megawattora.

3.100 MWh: il gigante che cambia l’unità di misura

I 3.100 megawattora di Thorpe Marsh sono circa tre volte la capacità di qualsiasi altro progetto di batterie oggi operativo o in costruzione nel Regno Unito, secondo l’annuncio di Fidra Energy. L’iter urbanistico si era chiuso il 28 gennaio 2025 con l’approvazione del Consiglio di Doncaster. La differenza non è solo dimensionale: per anni il mercato ha misurato lo stoccaggio in megawatt, cioè la potenza massima che un impianto può erogare in un istante. Thorpe Marsh sposta l’attenzione sui megawattora, cioè l’energia che può restituire nel tempo. Con 1.400 MW di potenza e 3.100 MWh di capacità, il rapporto supera 2,2 MWh per ogni MW: l’impianto può erogare a piena potenza per oltre due ore, non per una manciata di minuti. Il Regno Unito, secondo il National Wealth Fund, dispone di circa 5,6 GW di stoccaggio di breve durata: un parco costruito più sulla reattività che sulla tenuta. Il piano del sito prevedeva anche la rigenerazione degli habitat naturali accanto all’installazione delle batterie, secondo la scheda del progetto.

Ma un progetto di questa taglia non vive di sola ingegneria: chi ha firmato gli assegni e chi comprerà l’energia?

Capitale paziente e offtake a 15 anni: il paradosso del fondo pubblico

Chi ha firmato gli assegni, in parte, è noto: EIG e il National Wealth Fund hanno sottoscritto un aumento di capitale fino a 445 milioni di sterline. Fidra ha inoltre ottenuto un finanziamento complessivo di 1 miliardo di sterline, come riporta energy-storage.news. Ma ciò che rende il progetto sostenibile non è la raccolta in sé: sono i contratti. A marzo 2025, il progetto si è aggiudicato un contratto di capacità quindicennale dal governo britannico, con decorrenza da ottobre 2028. E Fidra ha firmato accordi di offtake a lungo termine con EDF, Octopus Energy e Statkraft per circa l’80% della capacità di Thorpe Marsh.

Qui emerge il paradosso. Il National Wealth Fund entra con un investimento azionario, ma il suo primo intervento nel settore, 62,5 milioni di sterline di debito verso Pulse Clean Energy nel maggio 2023, è già stato rimborsato integralmente da investitori privati, come ricorda lo stesso fondo. In pratica il capitale pubblico ha fatto da apripista e poi è uscito; quello privato è rimasto. Se l’operazione Thorpe Marsh seguirà lo stesso schema, i soldi pubblici potrebbero uscire anche qui, lasciando ai contratti pluriennali il compito di garantire i flussi di cassa. La domanda, per il mercato, è se questo meccanismo possa sostenere un ritmo di crescita più alto.

La corsa non si ferma: 36% in dieci mesi e concorrenti alle calcagna

I dati di mercato suggeriscono di sì. A fine 2025, secondo i dati raccolti da Sungrow, il Regno Unito contava 7,86 GW / 11,8 GWh di accumulo a batteria su scala di rete operativo. Nei primi dieci mesi del 2025 erano stati aggiunti quasi 2 GW / 3,5 GWh, un aumento del 36% su base annua. Thorpe Marsh, con i suoi 3.100 MWh, si inserisce in un mercato che sta già correndo: mentre il progetto di Doncaster arriva a fine iter, altri impianti passano quasi inosservati. Zenobe ha lanciato il sito di Blackhillock in due fasi: 200 MW sono entrati in funzione, altri 100 MW seguiranno nel 2026, per un totale di 300 MW / 600 MWh. EDF ed Elements Green hanno concordato un pedaggio per un sistema da 720 MWh. Nel maggio 2025, il Blaby District Council ha concesso a Innova l’autorizzazione urbanistica per un nuovo impianto, segnale che la pipeline di progetti autorizzati continua a crescere.

Alla fine, il numero da tenere d’occhio non è la potenza, ma il rapporto tra capacità e potenza. A fine 2025 il Regno Unito aveva 11,8 GWh di capacità su 7,86 GW di potenza: poco più di 1,5 ore di autonomia media. Thorpe Marsh porterà 3.100 MWh su 1.400 MW, cioè oltre 2,2 ore. Se questo rapporto diventerà la norma, il mercato dello stoccaggio avrà cambiato unità di misura.