La rete conta 1.300 stalli rapidi in 40 Stati, con una media di 4 colonnine per area.
Un pieno di elettroni mentre fai il pieno di caffè: per chi guida elettrico, la sosta in autostrada sta cambiando pelle, e quest’estate ha segnato un punto di svolta silenzioso. Lo scorso luglio è arrivato l’annuncio di Pilot Company: la rete di ricarica rapida costruita con General Motors ed EVgo ha superato le 300 stazioni, distribuite da una costa all’altra degli Stati Uniti. Ma quanto è estesa davvero questa rete? E basta per rendere il viaggio elettrico semplice come un pieno di benzina?
La sosta che cambia faccia
Fermarsi in un’area di servizio Pilot o Flying J e trovare colonnine rapide non è più un miraggio: è una scena sempre più ordinaria. Nella prima metà del 2026, secondo Pilot Company, la rete ha aggiunto 50 nuove sedi in 25 Stati, portando il totale a 301 stazioni; il numero di singoli punti di ricarica, secondo i dati elaborati da Paren, è ormai vicino a 1.300. La notizia però va letta con i numeri alla mano, non con l’entusiasmo del comunicato.
Numeri che fanno il viaggio
La risposta sta in un dato di copertura che rende l’idea della scala raggiunta. Secondo il comunicato congiunto delle tre società, la rete ha superato 300 sedi con 1.300 stalli di ricarica rapida in 40 Stati, estendendosi per circa il 75% degli Stati Uniti contigui — oltre 2,2 milioni di miglia quadrate. Non è più una rete di nicchia: è una presenza strutturale sulla mappa americana, pensata per chi percorre lunghe distanze. Per chi programma un viaggio lungo, questo si traduce in una cosa concreta: la ricarica si pianifica come una volta si pianificavano i distributori, senza dover inseguire un’eccezione sulla cartina.
Per capire la velocità dell’espansione basta guardare indietro. Entro la fine del 2023, secondo le previsioni iniziali del progetto, almeno 25 centri di viaggio Pilot e Flying J avrebbero dovuto avere la ricarica rapida, con circa 200 località previste entro la fine del 2024. A marzo 2025, secondo l’annuncio di General Motors, la collaborazione offriva già ricarica rapida in più di 130 località in più di 25 Stati. Nel primo semestre del 2026 sono arrivate altre 50 sedi: si è passati da 25 a oltre 300 in meno di tre anni. E il progetto punta ancora più in alto: in totale la rete prevede fino a 2.000 stalli di ricarica rapida in un massimo di 500 centri di viaggio Pilot e Flying J, con l’obiettivo di collegare comunità urbane e rurali.
Due reti, due scelte di viaggio
Ma se la rete è così estesa, perché qualcuno dovrebbe ancora scegliere un’altra rete? Il dato nazionale da solo non basta: si guida su strade precise, non su medie. Prendete IONNA, la rete concorrente sostenuta da diversi costruttori: a luglio, secondo i dati diffusi da General Motors, aveva 122 sedi attive negli Stati Uniti, con un totale di 1.166 stalli di ricarica. I numeri assoluti sono quasi sovrapponibili a quelli della rete Pilot-GM-EVgo — circa 1.300 contro 1.166 stalli — ma la distribuzione racconta un’altra storia. Le 301 sedi della rete Pilot significano in media poco più di 4 stalli per stazione, pensati per chi viaggia sull’interstatale e ha bisogno di una sosta rapida. Le 122 sedi di IONNA concentrano invece più di 9 stalli in media ciascuna: meno punti sulla mappa, ma più capienza dove ci sono. Non è una classifica: è una domanda sul proprio itinerario.
Prima di pianificare il prossimo viaggio in elettrico, controlla la copertura delle reti lungo il tuo percorso: la scelta giusta non si misura solo in stazioni totali, ma in quante ne trovi dove ti servono davvero.




