Il sito polacco si specializzerà sui camion elettrici leggeri e medi, mentre Monaco manterrà i pesanti
A sette settimane dalla firma del memorandum d’intesa, il numero che resta impresso non è l’assegno da 1,2 miliardi di euro ma i 270.000 metri quadrati. Il 15 luglio scorso, durante la visita del ministro polacco dell’Economia e delle Finanze Andrzej Domański, MAN Truck & Bus ha firmato un’intesa per investimenti di circa 1,2 miliardi di euro estesi ben dentro il prossimo decennio. Secondo il comunicato ufficiale di MAN Truck & Bus, una volta completati i progetti di espansione l’area produttiva passerà da 130.000 a 270.000 metri quadrati: un raddoppio fisico, non solo finanziario.
Il raddoppio silenzioso
La scala dell’intervento emerge da pochi dati. Oggi il sito di Cracovia impiega più di 2.600 persone, circa tre volte il personale presente prima dell’espansione; la creazione di circa 1.500 nuovi posti di lavoro spiega l’aumento. Lo stabilimento, aperto 15 anni fa, è il più recente della rete produttiva di MAN e si sta trasformando in un polo ad alta capacità. L’espansione prevede in una prima fase l’avvio di operazioni di carrozzeria in bianco e verniciatura e l’ampliamento delle attività di assemblaggio delle cabine. Se l’area raddoppia, non è solo per aggiungere linee: cambia la natura del sito. Resta aperta la domanda: perché proprio Cracovia, e perché proprio adesso?
Un secondo polo elettrico, un anno dopo Monaco
La risposta sta nei modelli. Dalla metà di luglio, il MAN eTGL da 12 tonnellate viene prodotto interamente a Cracovia. Con l’arrivo anche del medio eTGM, il sito polacco diventerà il secondo polo europeo di camion elettrificati di MAN, dopo Monaco, dove restano i pesanti eTGX ed eTGS. La logica è chiara: Cracovia si specializza sui leggeri e medi, Monaco sui pesanti. Ma il raddoppio dell’area produttiva non avviene nel vuoto: MAN sta ridisegnando l’intera mappa produttiva europea.
Il confronto temporale con Monaco aiuta a capire il punto di partenza. Un anno dopo l’avvio della produzione in serie degli eTGX ed eTGS a Monaco, MAN ha costruito circa 1.300 unità. Un numero che dice quanto sia ancora embrionale la domanda di camion elettrici pesanti, ma anche quanto l’ingresso di Cracovia nei segmenti leggeri e medi possa allargare la base produttiva. Se il sito polacco replicherà la rampa di Monaco, il raddoppio dei metri quadrati avrà un senso industriale immediato; altrimenti resterà soprattutto una scommessa.
Il risiko degli stabilimenti: Cheb, Wörth e la TMS
Il quadro si allarga. MAN Truck & Bus SE ha annunciato investimenti di quasi un miliardo di euro nei siti tedeschi entro la fine del 2030. Allo stesso tempo, l’azienda prevede investimenti significativi in Europa orientale per la prossima generazione di veicoli basati sul TRATON Modular System (TMS). Il baricentro non si sposta semplicemente da ovest a est: si sdoppia, con la Germania che resta il cuore tecnologico e la Polonia che diventa la leva industriale e di costo.
Anche Mercedes-Benz Trucks, il principale concorrente, sta preparando un nuovo sito di assemblaggio a Cheb, in Repubblica Ceca, che dalla fine del decennio produrrà camion diesel e a propulsione alternativa. La motivazione dichiarata è l’efficienza dei costi e la flessibilità per i futuri sistemi di propulsione, mantenendo intatto lo stabilimento principale tedesco di Wörth. Mercedes-Benz Trucks assicura che Wörth resterà intatto. Ma può una rete a tre poli convivere senza cannibalizzarsi?
Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è l’investimento già annunciato, ma la quota di camion elettrici usciti da Cracovia rispetto a Monaco. Se quel rapporto crescerà, il raddoppio dei metri quadrati sarà stato solo il primo passo.




