Il costo delle batterie cala, ma il prezzo finale no: servono sussidi e regole stabili, come in Germania.

Il dubbio davanti al listino

La scena è sempre la stessa: confronti una elettrica e una termica dello stesso segmento, guardi il prezzo di listino e la differenza sembra ancora troppo alta per giustificare il passaggio. A quel punto il ragionamento si ferma: se le batterie costano meno di qualche anno fa, perché il risparmio non arriva al preventivo? Il dubbio è legittimo, e per scioglierlo servono i numeri, non le promesse.

Ma cosa dicono davvero i numeri? Il divario si sta chiudendo o no?

Il paradosso dei prezzi

I numeri raccontano due storie diverse. In Europa il divario di prezzo tra auto elettriche a batteria e auto a combustione interna si è ridotto in modo netto: secondo i dati JATO, nel 2018 le elettriche erano in media il 53% più costose delle termiche, mentre nel 2024 il divario era sceso al 22%. Non è parità, ma la direzione è chiara.

Dietro questa riduzione c’è anche il costo delle batterie. Secondo l’analisi condotta da ICCT e Fraunhofer ISI, i prezzi dei pacchi batteria sono diminuiti del 21-24% in termini nominali, e del 35-37% in termini reali, tra il 2020 e il 2025. Sempre in Germania, nello stesso periodo, i prezzi reali delle auto elettriche sono scesi di circa il 18%, mentre quelli delle auto a combustione interna sono aumentati di circa il 2%. Detto così, il paradosso sembra risolto: le elettriche costano meno di prima, le termiche un po’ di più.

Eppure il listino tedesco non racconta la stessa storia. Come segnala l’analisi IEA sull’accessibilità delle auto elettriche, nel 2024 il prezzo dei SUV elettrici in Germania è leggermente aumentato, nonostante i loro pacchi batteria fossero scesi del 20%. In pratica, il vantaggio della chimica non si è trasferito al prezzo finale.

Per capire perché bisogna guardare alle regole. La rimozione improvvisa dei sussidi all’acquisto, ricorda Transport & Environment, ha contribuito a una diminuzione del 16,4% delle vendite di veicoli elettrici a batteria in Germania nella prima metà del 2024. Il sussidio federale all’acquisto, il cosiddetto Umweltbonus, era stato azzerato a dicembre 2023. E non è stato un caso isolato: secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, le vendite globali sono state leggermente frenate dalla stagnazione della crescita in Europa, dove i sussidi sono stati ridotti o eliminati in diversi mercati principali e gli obiettivi di CO2 dell’UE per le auto sono rimasti invariati tra il 2023 e il 2024.

La variabile che conta davvero

Per capire se il listino scenderà davvero, bisogna guardare non solo alla chimica delle batterie ma alle regole del gioco. Lo studio di ICCT e Fraunhofer ISI indica la certezza normativa, come limiti di CO2 per la flotta stabili a lungo termine, come un fattore chiave per consolidare il mercato europeo delle auto elettriche e avanzare verso la parità di costo con i veicoli a combustione. In altre parole, il prezzo che vedi non dipende solo dal costo della cella, ma dalla prevedibilità del quadro in cui i costruttori devono investire.

Il caso tedesco è l’esempio concreto: nel 2024, in Germania, il prezzo dei SUV elettrici è leggermente aumentato nonostante i pacchi batteria fossero scesi del 20%, mentre nella prima metà dello stesso anno le vendite sono calate del 16,4% dopo l’azzeramento dell’Umweltbonus. Quando le regole cambiano all’improvviso, il vantaggio della batteria può non vedersi mai sul preventivo.

Detto in pratica: prima di firmare, non guardare solo lo sconto o il prezzo di listino. Guarda se le regole europee e tedesche sui limiti di CO2 e sugli incentivi sono stabili nel medio periodo. È quella, più di qualunque promozione, a spostare i listini.