Certificazioni europee: solo il 10-20% dei top prodotti è premiato, ma l’adozione accelera dal 2025.

Centoduemila prodotti e servizi certificati in Europa. Ma il numero che sorprende, nell’aggiornamento di luglio 2026 dell’Ispra, non è il totale: è il 17 per cento dell’Italia, la quota più alta di un singolo paese, mentre quattro nazioni insieme superano la metà della presenza dell’etichetta in Europa. Già ad aprile 2025 il marchio aveva superato i 102.000 prodotti, con un aumento del 3 per cento in un anno; le licenze erano salite a 3.248, in crescita del 5 per cento rispetto a settembre 2024.

Il 17% che sposta l’asse

La quota italiana non è un dettaglio. Secondo i dati della Commissione europea, l’Italia è il paese con il 17 per cento del totale dei prodotti certificati, la percentuale più alta di un singolo Stato. Italia, Spagna, Francia e Germania guidano per numero di prodotti premiati; insieme rappresentano più della metà della presenza dell’Ecolabel UE in Europa. Tradotto: un’etichetta pensata come standard comunitario ha un baricentro molto concentrato su quattro mercati nazionali, con l’Italia in testa. Non è un primato simbolico: significa che una parte rilevante del catalogo con il bollino verde dipende dalle scelte di un numero limitato di paesi.

Ma il quadro cambia se si guarda alla dinamica da settembre 2025. La concentrazione geografica si accompagna a un’accelerazione che merita di essere letta con attenzione.

L’accelerazione di settembre

I dati di inizio 2025 raccontavano una crescita lenta: più 3 per cento sui prodotti in un anno e più 5 per cento sulle licenze rispetto a settembre 2024. Il passo è cambiato a partire da settembre 2025. Rispetto a quel punto di riferimento, l’incremento è stato di 7.596 prodotti, pari a +7%, e 157 licenze, pari a +5%. La Commissione europea osserva che da settembre 2025 il numero di licenze e di prodotti premiati ha mostrato un aumento costante, con una crescita registrata nella maggior parte dei gruppi di prodotto; il numero attuale di licenze e prodotti rappresenta ancora una volta il livello più alto mai registrato.

Il confronto va maneggiato con cautela. Il +7% sui prodotti e il +5% sulle licenze sono variazioni calcolate rispetto a settembre 2025, non su un ciclo annuale pieno; il +3% di aprile 2025 era invece un confronto su dodici mesi. Detto questo, la differenza tra il passo lento di inizio 2025 e l’accelerazione successiva è netta. Il bollino ha cambiato ritmo, ma il dato non dice ancora quanto durerà. Il record va letto per quello che è: un massimo sulla serie storica, con una base di confronto scelta nel momento in cui la crescita cominciava a diventare visibile.

Se il bollino premia solo il top 20%

C’è un vincolo che pochi considerano: il marchio non premia tutti. I criteri dell’Ecolabel UE corrispondono, indicativamente, al miglior 10-20% dei prodotti disponibili sul mercato SEE in termini di prestazione ambientale al momento della loro adozione. Non è una certificazione di massa: è pensata per selezionare una fascia alta del mercato. Se i prodotti premiati crescono più delle licenze — +7% contro +5% rispetto a settembre 2025 — la selettività diventa la variabile da osservare. Più prodotti per ciascuna licenza non sono automaticamente un segnale di minore rigore, ma avvicinano l’etichetta al limite del suo stesso posizionamento. Il prossimo aggiornamento dirà se il divario tra prodotti e licenze resterà o si ricomporrà.

Nei prossimi mesi il numero da tenere d’occhio non è solo il totale dei prodotti certificati, ma il rapporto tra crescita dei prodotti (+7%) e crescita delle licenze (+5%). Se il divario persiste, il bollino rischia di diventare meno selettivo di quanto promette.