Il monitoraggio dell’ICAS aveva documentato oltre undici animali uccisi al giorno sulle strade della regione

Strage silenziosa sulle strade del Pantanal

I 12.400 decessi registrati in tre anni equivalgono, in media, a più di undici animali al giorno. Non si tratta di una stima statistica, ma di un conteggio diretto effettuato percorrendo decine di migliaia di chilometri di asfalto che tagliano il Pantanal e il Cerrado circostante, due delle regioni a maggiore densità faunistica del Sud America. Il programma di monitoraggio condotto dall’ICAS, l’Instituto de Conservação de Animais Silvestres, ha coperto arterie statali e federali con l’obiettivo di mappare i punti critici per la fauna e proporre soluzioni. Per un formichiere gigante — animale lento, dalla vista debole e dal passo incerto — attraversare una di quelle strade significa esporsi a un pericolo sproporzionato rispetto a qualunque predatore naturale.

Il dato del 40% è quello che più dovrebbe far riflettere chi percorre quelle strade. Non si parla di piccoli anfibi o rettili schiacciati sull’asfalto senza conseguenze per chi guida. Si parla di corpi che possono pesare fino a quaranta chili nel caso del formichiere gigante, o diverse centinaia nel caso del tapiro: impatti che danneggiano veicoli, causano incidenti e, in alcuni casi, uccidono anche le persone a bordo. La convivenza tra infrastrutture e fauna selvatica in questa regione non è un tema astratto: è un problema misurabile, chilometro dopo chilometro, e i numeri raccontano che sta peggiorando.

La signora dei formichieri

Dietro quei numeri c’era, da quasi vent’anni, una presenza costante. Lydia Möcklinghoff, nata a Wilhelmshaven, in Germania, aveva studiato biologia a Giessen e Würzburg, con un interesse precoce per l’ecologia tropicale e il comportamento animale. I primi passi della sua carriera l’avevano portata nelle piantagioni del Brasile settentrionale, dove aveva cominciato a osservare i formichieri giganti in contesti modificati dall’uomo. Poi, a partire dal 2009, si era spostata nel Pantanal, e lì era rimasta. Ogni anno, per mesi, da sola, in una regione che alterna inondazioni stagionali e aridità prolungata, per capire come vivono, come si muovono, come muoiono questi animali. Dal 2009 ha studiato il comportamento, l’ecologia e lo stile di vita dei formichieri giganti con una dedizione che l’ha resa, secondo la comunità scientifica internazionale, una delle massime esperte al mondo su questa specie.

La sua competenza univa il rigore della ricerca accademica — condotta in collaborazione con lo Zoological Research Museum Koenig di Bonn — alla capacità rara di parlare al pubblico. I suoi libri, “Ich glaub, mein Puma pfeift!” e “Die Supernasen”, hanno aperto la biologia di campo a lettori che non avrebbero mai sfogliato un paper scientifico. Lo Zoo di Dortmund, che sosteneva da tempo le sue ricerche sul campo, l’ha ricordata come una presenza insostituibile per il proprio programma di conservazione. Non era solo questione di dati: Möcklinghoff apparteneva a quella generazione di ricercatori per i quali la scienza ha senso solo quando esce dalle pubblicazioni specialistiche e diventa racconto, divulgazione, persino intrattenimento.

Il team della “Sendung mit der Maus”, lo storico programma televisivo tedesco con cui aveva collaborato più volte, ha scritto dopo la sua morte: «Avremmo voluto vivere ancora tante avventure con te, Lydia. E continueremo ad ascoltare le tue storie, ancora e ancora, per ricordarci di te». Parole che misurano la distanza tra una ricercatrice e il suo pubblico, e che oggi suonano come un epitaffio per un’intera stagione della conservazione nel Pantanal.

Un’eco nel cielo del Cerrado

L’aereo è caduto il 3 luglio nei pressi dell’Aeródromo Santa Maria, a Campo Grande, nel Mato Grosso do Sul. Secondo il rapporto preliminare del Cenipa, il Centro de Investigação e Prevenção de Acidentes Aeronáuticos brasiliano, la causa è stata una «perdita di controllo in volo». Nessuna ipotesi accessoria, al momento: solo un guasto o un errore che ha trasformato un volo collegato alle ricerche sul campo in una tragedia consumata in pochi istanti sopra il Cerrado.

La domanda che resta aperta non riguarda soltanto le circostanze tecniche dell’incidente. Riguarda cosa succederà ora ai formichieri giganti del Pantanal. Il monitoraggio stradale condotto dall’ICAS aveva acceso un faro su una morìa che fino a pochi anni fa restava invisibile, sepolta sotto le ruote dei camion e delle automobili. Möcklinghoff era una delle poche persone in grado di trasformare quei numeri in politiche, in soluzioni — attraversamenti faunistici, corridoi di passaggio, campagne di sensibilizzazione. Il prossimo censimento del Pantanal dirà se l’allarme stradale continuerà a salire senza la sua voce.

I numeri delle strade non mentivano. Ora, senza di lei, rischiano di diventare soltanto una lapide statistica.