NHTSA consente robotaxi senza volante, Tesla cede Giga Shanghai per fusione SpaceX.
Non è questione di software, non questa volta. La deroga appena concessa dalla NHTSA a Zoox riguarda l’hardware, l’abitacolo spoglio: niente volante, niente pedali, niente specchietti, due panchette contrapposte. Un veicolo senza compromessi perché nato senza pilota. il via libera della NHTSA scardina il requisito federale che imponeva comandi manuali su ogni veicolo passeggeri: il pod di Zoox diventa il primo veicolo costruito apposta per la guida autonoma a ottenere l’ok per un servizio commerciale a pagamento negli Stati Uniti.
I numeri del permesso sono già operativi: fino a 2.500 esemplari all’anno per ciascuno dei prossimi due anni, su strade pubbliche, con clienti paganti. Non è una flotta sperimentale, è la prima quota di produzione autorizzata per un robotaxi senza comandi umani.
l’approvazione per il robotaxi senza controlli umani scrive una data sul calendario, ed è agosto 2026.
La fabbrica migliore sul mercato
Proprio mentre Zoox incassa il timbro federale, Tesla valuta di vendere la propria attività in Cina per sgombrare la strada a una fusione con SpaceX. Lo scrive il Wall Street Journal, lo riprende Electrek: la cessione dell’attività cinese di Tesla sarebbe il prezzo politico per unire il costruttore di auto al principale appaltatore spaziale e della difesa del governo americano. SpaceX, appunto, con le sue commesse militari e un problema di azionariato cinese che a Washington fa rumore: diversi senatori hanno chiesto al Pentagono di indagare sulla presenza di capitale cinese nell’azionariato della società.
Giga Shanghai non è un impianto qualunque. Produce più della metà di tutti i veicoli Tesla, con una velocità di ciclo e un costo per unità che Fremont e Austin non hanno mai raggiunto. Ed è in utile. Giga Shanghai è, in termini di economia industriale, la migliore fabbrica di auto elettriche del gruppo. Venderla significa cedere il pezzo più efficiente della manifattura Tesla per comprare un biglietto d’ingresso in un perimetro societario blindato dalla difesa nazionale
Due anni a raccontarsi società di AI
La mossa ha una coerenza interna, se si guarda alla narrativa che Musk costruisce da due anni: Tesla non è più una casa automobilistica, è un’azienda di intelligenza artificiale e robotica che per ora vende anche auto. la ridefinizione di Tesla in azienda di AI e robotica doveva preparare il mercato a questo momento: meno lamiera, più silicio; meno capannoni, più data center. Vendere metà della produzione fisica per fondersi con SpaceX è la traduzione contabile di quel riposizionamento. Ma mentre Tesla smonta il cuore industriale che la tiene in vita, qualcun altro corre sul fronte operativo che Tesla ha indicato a tutti come il proprio orizzonte.
La mappa e il territorio
Zoox ha già l’autorizzazione che al Cybercab manca. Il robotaxi di Tesla, presentato senza volante e senza pedali esattamente come il pod di Zoox, deve ancora passare lo stesso vaglio della NHTSA. il Cybercab rimane un prototipo in attesa di omologazione, mentre i 2.500 pod Zoox all’anno sono già una flotta commerciale pianificata.
Il paradosso è servito: Tesla sacrifica l’impianto migliore che ha per finanziare un futuro in cui deve ancora chiedere il permesso di entrare, mentre un concorrente con una frazione del capitale e senza una Giga Shanghai alle spalle quel permesso l’ha già ottenuto. Per chi installa flotte o gestisce servizi di mobilità, il dato è concreto: oggi esiste un solo robotaxi omologato senza volante negli Stati Uniti, e non porta il logo Tesla.




