La proteina di agnello fermentata da lievito ha superato i test su cani per sei mesi
Lo scorso 12 maggio Bond Pet Foods ha annunciato di aver ricevuto dalla FDA una lettera di non obiezione per il suo Lamb Protein Yeast. È il primo ingrediente di derivazione animale prodotto tramite fermentazione di precisione a completare il processo GRAS per cani adulti sani, con un tasso di inclusione autorizzato fino al 15% dell’alimento finito. Il traguardo chiude una collaborazione con Hill’s Pet Nutrition avviata nel 2021 e arriva dopo uno studio di alimentazione di sei mesi, ma il segnale più concreto per l’industria era già arrivato nel febbraio 2024: due tonnellate metriche di proteina fermentata spedite da Bond a Hill’s per formulare i primi lotti.
Dal prelievo al fermentatore: la fabbrica invisibile della proteina clone
Il processo che Bond ha messo a punto non ha nulla a che fare con un mattatoio. Assomiglia piuttosto a un birrificio specializzato, con la differenza che nei fermentatori d’acciaio non si produce alcol ma proteine animali identiche a quelle che il cane troverebbe in un boccone di carne. Il punto di partenza è un campione di sangue di una gallina, da cui i tecnici estraggono il gene che codifica la proteina desiderata. Quel gene viene trasferito in un ceppo di lievito, che diventa una minuscola fabbrica biologica: nutrito con zuccheri, pompa la proteina animale nel brodo di coltura. Alla fine del ciclo, la proteina viene raccolta, purificata ed essiccata, pronta per essere miscelata in un croccantino.
Il principio è lo stesso già illustrato da Bond nel 2021 per la proteina di pollo, e vale per qualsiasi specie. Per il Lamb Protein Yeast, il lievito ospita la sequenza genica che codifica la proteina muscolare dell’agnello, producendo un ingrediente che dal punto di vista nutrizionale e funzionale replica la controparte convenzionale. La solidità del metodo è stata verificata non solo in laboratorio ma su animali vivi: lo studio di alimentazione condotto con Hill’s ha dimostrato sicurezza e prestazioni nutrizionali nell’arco di sei mesi, e i dati sui gatti sono già stati raccolti in attesa di essere sottoposti alla FDA per estendere l’autorizzazione anche all’uso felino.
64 milioni di tonnellate di CO₂: il conto ambientale che il pet food non può più ignorare
A che serve ingegnerizzare un lievito per fabbricare proteina di agnello? Una risposta arriva da uno studio pubblicato su PLOS ONE: il consumo di prodotti animali da parte di cani e gatti libera ogni anno fino a 64 ± 16 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente sotto forma di metano e protossido di azoto. È l’impronta di un comparto che vale decine di miliardi di dollari e che finora non aveva alternative credibili alla carne macellata. Una proteina ottenuta in fermentatore, senza pascoli, senza macelli e con una filiera molto più corta, può ridurre in modo significativo quel numero, a patto che si riesca a produrla su scala industriale a costi competitivi.
La corsa all’approvazione: chi arriva primo al guinzaglio?
Il via libera della FDA dà a Bond un vantaggio regolatorio netto, ma il paesaggio competitivo è già affollato. Sul versante della carne coltivata, l’inglese Meatly aveva ottenuto l’autorizzazione per il suo pollo coltivato destinato al pet food nel Regno Unito già a luglio 2024, mentre CULT Food Science, attraverso la controllata Further Foods, stava pianificando nell’agosto dello stesso anno il primo trial di alimentazione FDA per carne coltivata in cibo per animali. Anche se le tecnologie sono diverse – fermentazione di precisione da un lato, coltura cellulare dall’altro – tutti questi attori puntano allo stesso obiettivo: offrire ai brand una proteina animale che non dipenda dall’allevamento.
Nel recinto più stretto della fermentazione di precisione, a fine 2023 gli unici due giocatori erano Bond e l’azienda belga Paleo. Paleo ha depositato la prima domanda di brevetto al mondo per l’uso della mioglobina senza animali – una proteina che dona colore e sapore di carne – ma finora non ha reso noto un dossier regolatorio completo. Bond, invece, aveva già incassato una lettera di non obiezione per una proteina completa a dicembre 2023, e con il Lamb Protein Yeast ha aggiunto un secondo ingrediente validato, questa volta mirato direttamente ai cani adulti e con alle spalle uno studio di alimentazione di sei mesi.
La differenza di posizionamento è tangibile: mentre Paleo presidia un segmento funzionale (la mioglobina per l’esperienza sensoriale), Bond ha costruito un percorso regolatorio che porta a una proteina intera utilizzabile come componente principale della dieta, in quantità fino al 15%. E la partnership con Hill’s, uno dei colossi del pet food, lascia intendere che il destino commerciale di questi ingredienti si giocherà sull’integrazione nelle filiere esistenti. Il campione di sangue e il fermentatore sono la parte affascinante del racconto, ma il campo di battaglia vero sono i costi al chilogrammo e la capacità di produrre decine di migliaia di tonnellate l’anno.
Per chi oggi gestisce un impianto di produzione di pet food o definisce la strategia di un brand, il messaggio è limpido: la proteina da fermentazione di precisione ha il lasciapassare della FDA e un dossier regolatorio solido. Non è più una promessa da laboratorio ma un ingrediente che può essere ordinato, formulato e messo a scaffale. Bond ha aperto la strada, ma la partita è appena cominciata e sarà vinta da chi saprà portare queste proteine fuori dal fermentatore pilota e dentro le linee di produzione di massa.




