La joint venture con Leapmotor aggira le tariffe Usa mentre il Messico diventa il primo mercato nordamericano

Immagina di essere al volante di un crossover elettrico dal design moderno, con interni minimalisti. Lo accendi e il display si illumina in cinese. Non sei a Shanghai, ma a Città del Messico. E la stessa scena, tra qualche mese, potrebbe ripetersi a Roma o Milano. La scorsa settimana, Leapmotor ha effettivamente iniziato le vendite in Messico con il crossover B10, cavalcando un’alleanza che sa di paradosso: a vendere un’elettrica cinese è Stellantis, il gruppo che controlla Jeep, Ram e Fiat e che in patria — gli Stati Uniti — quelle stesse auto non può nemmeno importare.

Un crossover cinese a Città del Messico (e presto anche qui?)

La B10 è un crossover compatto che incarna tutto ciò che l’industria cinese sa fare bene oggi: design pulito, tecnologia a bordo aggressiva e un prezzo che in Europa farebbe impallidire qualunque concorrente occidentale. Il paradosso è tutto qui: Stellantis ha comprato una fetta di Leapmotor — il 21% — già nel 2023, ha creato una joint venture per esportarla in tutto il mondo, ma deve tenere quei modelli fuori dal suo mercato domestico americano. La ragione non è tecnica né commerciale, ma politica. “Per ora non c’è spazio negli Stati Uniti”, ha dichiarato senza giri di parole Antonio Filosa, CEO di Stellantis, aggiungendo che “c’è spazio in Messico, e forse in Canada”. La frase è un capolavoro di understatement: il Messico è il primo mercato nordamericano in cui un’auto cinese targata Stellantis arriva ufficialmente in concessionaria, mentre a pochi chilometri dal confine con il Texas quegli stessi modelli sono bloccati da un muro invisibile.

I numeri di Leapmotor, intanto, raccontano di un’azienda in piena accelerazione: nel primo semestre di quest’anno ha venduto circa 356.000 auto, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Numeri che spiegano perché Stellantis abbia deciso di scommetterci, e che fanno capire quanto urgente sia per i costruttori tradizionali trovare un modo per incanalare la competitività cinese senza farsene travolgere.

La strategia di Stellantis: investire in Cina per conquistare il mondo (tranne casa sua)

La risposta al paradosso sta in una mossa da un miliardo e mezzo di euro e in una legge firmata alla Casa Bianca. Già nell’ottobre 2023, Stellantis ha annunciato un investimento di circa 1,5 miliardi di euro per acquisire circa il 20% di Leapmotor, accompagnato dalla creazione di Leapmotor International, una joint venture a guida Stellantis (51% contro 49%) con diritti esclusivi per l’esportazione, la vendita e la produzione dei modelli Leapmotor al di fuori della Grande Cina. In pratica, Stellantis ha comprato un biglietto per portare tecnologia cinese a basso costo in tutti i mercati in cui opera, tranne uno: gli Stati Uniti.

Il muro che blocca l’ingresso è stato eretto già nel maggio 2024, quando l’amministrazione Biden ha imposto una tariffa del 100% sui veicoli elettrici cinesi, rendendo di fatto antieconomico qualunque tentativo di importazione. Non è un dettaglio: mentre Stellantis orchestrava l’operazione Leapmotor come ponte tra Oriente e Occidente, la Casa Bianca alzava un pedaggio che trasforma qualunque crossover cinese in un oggetto di lusso involontario. Il risultato è una strategia a geometria variabile: Stellantis vende auto cinesi dappertutto — in Europa, in India, in Sud America, ora in Messico — ma le tiene fuori dal mercato in cui è nata e dove ha sede legale.

Nel frattempo, altri costruttori cinesi cercano di entrare in Messico per conto proprio. Già a febbraio di quest’anno, secondo una persona a conoscenza della vicenda, BYD e Geely erano tra i finalisti per l’acquisto di uno stabilimento Nissan-Mercedes-Benz in Messico. L’obiettivo è chiaro: produrre in Nord America per aggirare le tariffe, esattamente come fecero a suo tempo i costruttori giapponesi. La differenza è che Leapmotor, grazie al canale Stellantis, ha già una rete di vendita attiva senza bisogno di costruire fabbriche locali. Un vantaggio competitivo non da poco, in un paese dove la domanda di elettriche accessibili sta crescendo più in fretta dell’offerta.

E in Italia? Quello che puoi aspettarti dal listino Stellantis

Mentre in Messico si vendono i primi esemplari, in Europa Leapmotor è già realtà da quasi due anni. Leapmotor International ha avviato le operazioni in nove paesi europei già a settembre 2024, con una rete di 200 punti vendita entro la fine di quell’anno, per poi espandersi in India, Asia-Pacifico, Medio Oriente, Africa e Sud America a partire dal quarto trimestre. Per un automobilista italiano, questo significa che il configuratore Leapmotor è già accessibile, con modelli che potrebbero posizionarsi ben al di sotto dei listini dei marchi europei tradizionali. La pressione competitiva che Leapmotor e altre cinesi stanno esercitando sul mercato globale potrebbe tradursi, nei prossimi mesi, in un allargamento dell’offerta e in prezzi più bassi per tutti — un effetto che chi cerca un’elettrica accessibile dovrebbe tenere d’occhio.

La prossima volta che cerchi un’auto elettrica, dai un’occhiata anche al configuratore Leapmotor: potresti trovare il crossover che fa per te, senza lo scotto del marchio premium.