In Germania una campagna stampa ha bloccato una legge che avrebbe ridotto le bollette

Hai letto da qualche parte che dal 2025 non si potranno più installare caldaie a gas? Non è vero. Però quella sensazione di incertezza che ti ha dato quel titolo, in Germania, è stata usata con metodo per smontare una legge che avrebbe alleggerito le bollette di famiglie e imprese. Ecco cosa è successo, e perché la stessa dinamica, al rovescio, frena anche in Italia le scelte energetiche che convengono davvero.

Come una sola parola può rottamare una legge

Uno studio su 333 articoli del Bild ha ricostruito la campagna che ha accompagnato l’annacquamento della riforma tedesca sugli edifici. A febbraio 2023 una bozza della legge sul riscaldamento (il Geg) filtrò e Bild la ribattezzò Heizungshammer, il martello sul riscaldamento. Da lì partì una valanga.

La Fdp, partner di coalizione, bloccò il provvedimento per settimane. A giugno la coalizione negoziò modifiche che limitarono drasticamente lo svuotamento del requisito del 65%, confinando l’obbligo di usare almeno il 65% di energia rinnovabile ai soli nuovi edifici nei nuovi sviluppi edilizi. Per tutti gli altri, il rinvio dell’obbligo ai piani comunali del calore fissò scadenze al 2026 per le città maggiori e al 2028 per i Comuni piccoli.

Nel frattempo la macchina narrativa girava a pieno regime. Nel corpus Bild la parola Heizungshammer e le sue varianti compare oltre 250 volte e viene ripresa in oltre 1.100 articoli della stampa tedesca. Heizungsverbot, il divieto di riscaldamento, appare in 800 articoli — per una legge che non vietava affatto di tenere la caldaia già installata. I riferimenti a “Verunsicherung”, l’incertezza dei cittadini, superano quota 2.500. La parola più citata nel corpus è il ministro Robert Habeck, preso di mira con 839 menzioni, più di due per articolo.

L’onda travolse anche la posizione tedesca in Europa. La Germania, prima favorevole a una stretta sulle caldaie a gas nel regolamento Ecodesign, cambiò linea, come documenta l’influenza della campagna sulla posizione tedesca in Europa, rendendo più difficile lo stop Ue alle caldaie fossili autonome dal 2029.

In Italia meno se ne parla, più restiamo fermi

Mentre in Germania un’informazione ostile polverizzava una riforma, in Italia il problema è il silenzio. Il rapporto annuale dell’Osservatorio di Pavia e Greenpeace ha misurato il calo dell’attenzione mediatica sul clima in Italia: tra il 2022 e il 2025 gli articoli sul clima nei quotidiani sono scesi del 26% e i servizi dei telegiornali del 53%. Un’informazione sempre più rada che lascia i cittadini senza strumenti per decidere.

L’effetto si vede sulle comunità energetiche rinnovabili, che potrebbero far risparmiare centinaia di euro all’anno a chi partecipa, ma faticano a decollare. Il rapporto sulle comunità energetiche più rinnovabili che sociali segnala proprio la mancanza di una cultura di riferimento tra i cittadini. Pochi sanno cosa siano, e ancor meno sanno che con un impianto fotovoltaico condiviso si può ridurre la bolletta di circa il 70% sull’energia consumata in autoconsumo, con un rientro dell’investimento in 5-7 anni.

La Topolino che ci osserva dall’altra parte dell’oceano

E mentre qui si fatica a parlare di energia, dall’altra parte dell’Atlantico Stellantis ha appena portato la Fiat Topolino negli Stati Uniti. Nell’l’annuncio della Topolino per gli Stati Uniti si legge: «Un piccolo pezzo di dolce vita attraversa l’Atlantico. La Topolino porta il suo inconfondibile spirito italiano sulle strade americane». Olivier Francois, CEO di Fiat, l’ha definita un nuovo capitolo per il marchio negli Stati Uniti, incentrato sulla mobilità semplice, gioiosa e senza emissioni.

La notizia è piccola, ma dice una cosa importante: la tecnologia c’è, è accessibile, e può essere anche divertente.

Quello che manca, in Italia come in Germania, è una narrazione che aiuti a capire per chi conviene. La Topolino è un quadriciclo elettrico che costa poco, si ricarica in una presa normale e può diventare la seconda auto perfetta per la città. Ma senza stimoli culturali, senza un’informazione che ne spieghi i vantaggi reali, resta una curiosità.

Se oggi stai valutando di cambiare la caldaia, sappi che non esiste alcun divieto di installare nuovi generatori a gas nella tua abitazione esistente. Puoi comunque valutare una pompa di calore: in una villetta di 100 mq, con le detrazioni fiscali del 65% (ecobonus), il costo netto scende tra 6.000 e 10.000 euro, e il risparmio annuo in bolletta può superare i 500 euro, con un rientro in 7-10 anni. Le comunità energetiche, se nel tuo Comune parte un’iniziativa, ti permettono di condividere l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico e tagliare i costi del 30-40% sulla quota energia. Il punto è che per decidere serve informazione vera, non slogan spaventosi né silenzi assordanti.