Il bonus per le auto elettriche è stato eliminato nel 2022 e il leasing privato non si è più ripreso

Nel secondo trimestre del 2026 i veicoli elettrici plug-in hanno toccato il 67,0% delle immatricolazioni in Svezia: 42,0% di elettriche pure e 25,0% di ibride plug-in. Sembra la fotografia di un paese che ha già vinto la transizione. Ma dietro i dati pubblicati da CleanTechnica a fine luglio c’è una crepa mai chiusa dal 2022: il leasing privato non si è ripreso, e ora il governo chiede a Bruxelles di finanziare poco più di 100.000 premi per portare l’elettrico dove il mercato non arriva.

Un mercato a due velocità

I numeri del secondo trimestre raccontano solo una parte della storia. In totale sono state immatricolate 79.891 auto, il 22% in più su base annua. La Volvo EX40 si è confermata il modello elettrico puro più registrato, con 3.334 unità, per il quarto trimestre consecutivo. La crescita c’è, e si vede. Ma chi resta fuori da questa crescita?

La risposta sta in una ferita che viene da lontano. Nel 2018 il governo svedese aveva introdotto un bonus per le auto a basse emissioni e una tassazione sui veicoli alimentati a combustibili fossili, come ricostruito da una ricerca della Chalmers University of Technology. Poi, nel novembre 2022, il bonus è stato eliminato con effetto immediato. La conseguenza, documentata dalla stessa ricerca, è stata un calo significativo del leasing privato di veicoli elettrici, mentre gli altri segmenti di mercato sono rimasti stabili. In altre parole: il canale privato è rimasto al palo per anni, mentre aziende e altri acquirenti hanno continuato a comprare. È questo il paradosso della Svezia elettrica: la quota cresce, ma la domanda dei privati non si è mai rimessa in moto.

La risposta: 100.000 premi contro la geografia dell’elettrico

La risposta arriva da Naturvårdsverket, che già nel giugno 2025 ha proposto una elbilspremie per auto elettriche nuove e usate. Secondo il comunicato del governo svedese, la misura è rivolta a famiglie con redditi più bassi che vivono in comuni rurali o in altre aree con scarso accesso al trasporto pubblico. Non è, quindi, un incentivo universale: punta a colmare il divario che il mercato da solo non ha saputo chiudere.

La portata reale va però misurata con attenzione. Se il piano verrà approvato, i fondi basteranno per poco più di 100.000 premi tra il 2026 e il 2032. Sette anni, centomila interventi: in media meno di 15.000 premi all’anno. Per dare un’idea, solo nel secondo trimestre del 2026 il mercato svedese ha assorbito quasi 80.000 auto in totale. L’iniezione è mirata, non un assegno in bianco al settore: servirà a ridurre un divario territoriale e di reddito, non a gonfiare ulteriormente la domanda che già corre. Ed è esattamente qui che la proposta va smontata: non si tratta di un nuovo bonus generalizzato come quello tagliato nel 2022, ma di una misura selettiva, che arriva dopo tre anni di canale privato fermo e deve ancora passare il vaglio di Bruxelles.

La classifica: Volvo avanti, Volkswagen in ritirata, Toyota in contropiede

Intanto la classifica dei costruttori resta spietata. Volvo Cars è stato il marchio più venduto in Svezia nel primo semestre, nonostante un calo del 5%, davanti a Volkswagen, in flessione del 16%, e a Toyota, in crescita del 9%: lo riferiscono i dati sul mercato svedese pubblicati da EV Wire. Nel segmento elettrico puro, la Volvo EX40 si conferma il modello più registrato per il quarto trimestre consecutivo, con 3.334 unità da aprile a giugno.

La fotografia è quella di una transizione che ridisegna le gerarchie: il marchio nazionale arretra leggermente ma resta in testa, Volkswagen cede terreno, Toyota avanza in contropiede. Riuscirà la proposta di elbilspremie a far decollare anche chi oggi insegue? Difficile dirlo. Il premio punta ai privati a basso reddito delle aree meno servite, non direttamente ai costruttori in ritardo. Per Volkswagen, che perde il 16%, il problema non è solo la domanda: è la posizione di mercato.

La palla è a Bruxelles. Se il piano passerà, dal 2026 i premi ridisegneranno almeno in parte la mappa sociale dell’elettrico svedese. Ma basteranno 100.000 incentivi in sette anni a riparare il danno del 2022? La quota di mercato record convive con una domanda privata che non è mai tornata ai livelli precedenti al taglio del bonus. Ed è lì, più che nei totali, che si gioca la partita.