LIFE RESTORE rilascia esemplari di 2+ e 3+ anni in 13 fiumi contro il siluro

È operativo da oltre un anno: avviato il 1° settembre 2025, si concluderà il 31 dicembre 2031, per 76 mesi complessivi. LIFE RESTORE, coordinato dall’Università degli Studi di Padova (UNIPD), è il progetto LIFE dedicato allo storione adriatico (Acipenser naccarii). A fine luglio, quando la scheda di progetto è stata pubblicata, la cifra che ha attirato l’attenzione era quella dei 71.000 esemplari da rilasciare. Ma il dettaglio che conta davvero è un altro: la maggior parte dei rilasci riguarderà storioni di 2+ e 3+ anni, non avannotti. È una scelta tecnica, non una formalità di capitolato.

La taglia giusta (e il siluro da contenere)

Rilasciare pesci di 2+ o 3+ anni significa immettere in acqua animali già cresciuti, con una taglia corporea che riduce la finestra di predazione. Il motivo ha un nome preciso: Silurus glanis, il siluro. Secondo la scheda IAS di LIFE FORESTALL, in Italia il siluro è una specie alloctona, nativa dell’Europa orientale (bacino del Danubio), ed è un predatore eccezionale, con un impatto rilevante sulle specie ittiche residenti. Un avannotto appena liberato è una preda facile; un esemplare di 2+ o 3+ anni ha dimensioni tali da restringere il numero di pesci in grado di inghiottirlo intero.

Non è una scelta logistica, ma una risposta biologica. Il progetto non si limita a produrre e liberare pesci: tra gli obiettivi dichiarati ci sono il contenimento di S. glanis e una strategia di rilascio con taglie adeguate. Accanto a UNIPD, i beneficiari sono l’Università degli Studi di Ferrara (UNIFE) e ISPRA. Il traguardo è definire una strategia condivisa e Linee guida nazionali per A. naccarii, in linea con la Strategia Nazionale Biodiversità 2030 e con il Pan European Action Plan. La taglia di rilascio, insomma, è il primo tassello di una policy, non un parametro isolato.

Il punto tecnico è proprio questo: non esiste una taglia “giusta” in assoluto, ma una taglia adeguata rispetto alla pressione predatoria locale. Un rilascio massiccio di avannotti andrebbe a ingrossare la base della catena alimentare senza necessariamente rafforzare la popolazione adulta. Concentrare lo sforzo su 2+ e 3+ anni sposta l’investimento più avanti nel ciclo vitale, dove la mortalità da predazione è più bassa. È una logica da ingegneria della conservazione: accettare scelte più onerose a monte per comprare sopravvivenza sul campo.

Un’anomalia IUCN che viene da 30 anni di ripopolamento

Da dove viene la fiducia che Acipenser naccarii possa farcela? Dai dati di lungo periodo. Secondo il WWF, dopo 30 anni di ripopolamento, in Italia sono stati documentati giovani storioni adriatici, per una specie che si temeva estinta in natura. Lo storione adriatico è l’unica specie di storione il cui status IUCN è migliorato. Proprio questo risultato obbliga a non improvvisare: servono una strategia condivisa e linee guida nazionali, esattamente ciò che LIFE RESTORE mette al centro.

71.000 storioni in 13 fiumi: cosa cambia per chi gestisce

La scala operativa è altrettanto chiara. Approvato nell’ambito del programma LIFE dell’UE, il progetto prevede il rilascio di oltre 71.000 storioni, per la maggior parte di dimensioni considerevoli (3+ e 2+ anni), in 13 fiumi che coprono 45 siti Natura 2000. Non si liberano a caso: ogni rilascio diventa un punto di monitoraggio per chi gestisce corsi d’acqua e aree protette, e la taglia scelta modifica ciò che va osservato — sopravvivenza post-rilascio, interazione col siluro, dispersione.

Il confronto europeo aiuta a capire la differenza. Nel bacino del Danubio, il progetto LIFE-Boat 4 Sturgeon lavora su uno scenario opposto: dal 2022 al 2030 i partner internazionali stanno implementando sei misure di conservazione per salvare dall’estinzione quattro specie — storione russo, sterleto, storione stellato e storione beluga. Là la sfida è multi-specie; qui, in Italia, il progetto è concentrato su una sola specie, Acipenser naccarii, ma con una complicazione locale in più: un predatore alloctono da contenere. Se la taglia di rilascio e il contenimento del siluro basteranno, o se servirà guardare al modello danubiano come specchio,
è la domanda che resta aperta.

Per chi gestisce corsi d’acqua e siti Natura 2000, LIFE RESTORE sarà un banco di prova: se la taglia di rilascio e il contenimento del predatore funzioneranno, diventeranno non solo una buona pratica, ma linee guida nazionali replicabili fino al 2031 e oltre.