La Spagna ha toccato il 56,8% nel 2024, mentre l’Italia resta esposta agli shock dei prezzi energetici
Lo scenario ha qualcosa di surreale. La scorsa estate, nei giorni dell’allerta rossa per ondata di calore con temperature vicine ai 40 gradi Celsius, Parigi ha aperto un’area di balneazione sorvegliata nel Canal Saint-Martin. La Spagna, nello stesso periodo, incassava il miglior dato di sempre sulla quota di rinnovabili nel mix elettrico nazionale. E l’Italia? L’Italia guardava le bollette elettriche salire, trascinate dall’incertezza sulla durata della guerra in Medio Oriente. Non è un paradosso climatico. È il punto di partenza del numero di luglio-agosto di QualEnergia, il bimestrale di Legambiente e Kyoto Club dedicato alle politiche energetiche, nato agli inizi degli anni Ottanta e rilanciato nel 2003.
La Spagna corre, l’Italia resta esposta
Il dato spagnolo non è di questi mesi, e proprio per questo pesa. Già nel 2024 le rinnovabili hanno coperto il 56,8% del mix elettrico nazionale, il livello più alto mai raggiunto dalla Spagna, con una crescita annua superiore al 10%. Un traguardo strutturale, non un caso isolato. Dall’altra parte dell’Europa, l’Italia si muove su un binario diverso: l’incertezza sulla durata della guerra in Medio Oriente sta causando un innalzamento dei prezzi all’ingrosso dei prodotti energetici sui mercati internazionali, con una ricaduta diretta sulle bollette elettriche italiane.
È esattamente il tipo di contrasto che il bimestrale di Legambiente e Kyoto Club sceglie di mettere in apertura: non due mondi opposti, ma due velocità della stessa transizione europea. La Spagna che cresce a doppia cifra, l’Italia che subisce gli shock dei prezzi. E in mezzo, una domanda: esiste una leva per cambiare direzione?
L’IA non è una bacchetta magica, ma una rete
Quella domanda è il cuore del numero estivo di QualEnergia. La risposta che la rivista prova a dare non è una scorciatoia: è l’intelligenza artificiale. La tesi è esplicita — l’IA non è solo un fattore di consumo, ma può efficientare tutto il settore energetico, fornendo servizi di rete e previsionali particolarmente utili alle fonti rinnovabili. In altre parole: lo strumento per integrare più rinnovabili senza destabilizzare la rete.
L’argomento trova riscontri anche nelle sedi istituzionali. Secondo il briefing del Parlamento europeo, l’intelligenza artificiale può contribuire a trasformare i sistemi energetici, migliorando l’efficienza energetica, facilitando l’integrazione delle rinnovabili e ottimizzando le reti elettriche. Non un dettaglio tecnico: è l’infrastruttura che manca quando un’onda di prezzo colpisce.
Ma tra l’annuncio e l’attuazione c’è la solita distanza. Un briefing del Parlamento europeo non è una policy: è una fotografia di ciò che la tecnologia può fare. Che l’IA possa aiutare a integrare le rinnovabili non significa che lo farà in Italia, né che lo farà entro tempi utili. L’IA non è una bacchetta magica: è una rete. Una rete di servizi previsionali e di ottimizzazione — ma funziona solo se viene installata, mantenuta, integrata. E qui torna il confronto: la Spagna ha costruito quote record mentre l’Italia discute ancora di esposizione. La rivista non la presenta come un risultato acquisito: è una promessa da verificare, non una garanzia.
E l’Italia?
Restano due pressioni, nessuna delle due teorica. La prima è climatica: la scorsa estate, Parigi sotto allerta rossa ha aperto il Canal Saint-Martin alla balneazione per il caldo estremo. La seconda è economica: l’incertezza sulla guerra in Medio Oriente continua a pesare sulle bollette elettriche italiane. Dopo aver visto cosa l’IA può fare, il nodo politico ed economico resta intero. Il numero di QualEnergia non offre scorciatoie: il confronto con la Spagna e la promessa dell’IA restano una domanda aperta sul futuro energetico italiano. Con quali risorse, con che tempi, e con quale volontà politica?
Per chi paga le bollette e per chi legge QualEnergia, la domanda non è se l’IA funzioni. È se l’Italia avrà la volontà politica di usarla prima che arrivi il prossimo shock energetico.




