La scienza dell’attribuzione degli eventi estremi corre più veloce delle istituzioni che dovrebbero legittimarla
A metà luglio, le National Academies hanno annunciato un nuovo studio sull’attribuzione degli eventi meteorologici estremi nel contesto del cambiamento climatico. Il progetto dovrà aggiornare e ampliare un rapporto pubblicato nel 2016. Tra un documento e l’altro sono passati dieci anni. Nel frattempo, la scienza dell’attribuzione non ha aspettato le commissioni.
Il punto di partenza è un paradosso. Già nel 2016, il rapporto delle National Academies esaminava lo stato delle conoscenze sull’attribuzione degli eventi estremi e indicava opportunità per far avanzare la scienza. Non era una materia nuova nemmeno allora: la scienza dell’attribuzione degli eventi estremi era già descritta come relativamente giovane, chiamata a distinguere l’influenza del cambiamento climatico antropogenico da altri fattori come El Niño. E i dati raccontavano già una direzione precisa. Decenni di dati e ricerca indicano che il cambiamento climatico causato dall’uomo sta alterando la frequenza e l’intensità di diversi tipi di eventi estremi, come ondate di calore ed eventi di pioggia estrema. Se le prove si accumulano da decenni, perché servivano dieci anni per aggiornare una fotografia già sbiadita?
Non è una questione di personale. Il comitato annunciato a luglio è presieduto da James W. Hurrell e include Hilary S. Boudet, James Done, Nicole D. Jackson, Joyce Kimutai, Albert Lin, Jennifer R. Marlon, Timothy N. Palmer, Kevin Reed, Deepti Singh, Kevin T. Smiley, Tannecia S. Stephenson, Danielle Touma e Guirong (Grace) Yan. Nomi solidi. Il problema è il ritmo dell’istituzione rispetto a quello della scienza. E nel vuoto lasciato aperto per un decennio si è inserito qualcun altro.
La scienza veloce contro il comitato lento
Il vuoto non è rimasto tale. World Weather Attribution quantifica come il cambiamento climatico influenza l’intensità e la probabilità di un evento estremo nell’immediato, utilizzando osservazioni meteorologiche e modelli computerizzati. Un’ondata di calore, una pioggia estrema, e subito dopo arriva la stima. Non dieci anni dopo. È la scienza dell’attribuzione che corre, mentre il comitato delle National Academies si riunisce per aggiornare un rapporto del 2016.
Non è solo una questione di velocità. È una questione di legittimazione. World Weather Attribution ha costruito credibilità scientifica lavorando a ridosso degli eventi, ma i luoghi formali della scienza restano le accademie e i loro rapporti. Nel frattempo, però, il campo è avanzato anche senza l’aggiornamento istituzionale. Secondo James Hurrell, presidente del nuovo comitato, i progressi nell’attribuzione degli eventi estremi degli ultimi dieci anni sono stati significativi, con avanzamenti nei metodi e nella modellistica che permettono valutazioni più robuste. Lo stesso Hurrell aggiunge che il campo deve ancora affrontare sfide, e che affrontarle è necessario per realizzare appieno il valore della scienza dell’attribuzione.
La rapidità di World Weather Attribution, insomma, non cancella i problemi. Li rende solo più visibili. Chi vince e chi perde quando un campo scientifico avanza più velocemente dei suoi luoghi di legittimazione? Vince chi usa la scienza in tempo reale. Perde chi aspetta la validazione formale prima di agire.
Il valore intrappolato nelle sfide
Le sfide non sono un dettaglio tecnico. Sono il punto in cui il valore della scienza dell’attribuzione rischia di restare bloccato. E il valore è concreto: come ha scritto la deputata Zoe Lofgren, rafforzare la comprensione dell’attribuzione degli eventi estremi è necessario per mitigare gli impatti dannosi del cambiamento climatico. Se l’attribuzione serve a capire cosa il cambiamento climatico ha già fatto a un evento, la mitigazione è la promessa di usarne le lezioni prima del prossimo.
Ma c’è un problema di tempi che nessun comitato può ignorare. Il nuovo studio è stato annunciato quest’estate. Quando arriverà il rapporto, il prossimo evento estremo sarà probabilmente già stato attribuito da World Weather Attribution e il danno già contato. A chi servirà, allora, l’aggiornamento delle National Academies? Con quali risorse e con che tempi la comprensione scientifica si tradurrà in decisioni di mitigazione? Sono le domande che il comitato deve affrontare, non le formule dei modelli.
Il compito è scomodo: non basta aggiornare la fotografia del 2016. Bisogna dimostrare che la scienza dell’attribuzione può ancora guidare decisioni prima che siano gli eventi estremi a dettarle. Se non ci riesce, il prossimo aggiornamento arriverà quando il danno sarà già stato contato.




