Le richieste speculative di allaccio intasano le reti elettriche in tutta Europa
127,18 €/MWh. È il prezzo all’ingrosso pagato in Italia per l’elettricità nel primo semestre 2026, il più alto tra i grandi mercati europei. Un dato che stride con i titoli trionfali sulle rinnovabili: nuovi record di energia solare in Spagna, Francia, Germania e Italia, e record assoluti del fotovoltaico nel primo semestre. Abbiamo prodotto più elettricità pulita che mai, eppure i conti sono saliti quasi ovunque.
Non è un paradosso da poco. L’aumento della produzione eolica in tutti i mercati analizzati non ha impedito che i prezzi dell’elettricità venissero spinti verso l’alto dai prezzi del gas e da una domanda in crescita. Il prezzo medio semestrale sopra i 60 €/MWh nella maggior parte dei mercati segnala che qualcosa, nel modo in cui colleghiamo e paghiamo l’energia, si è inceppato.
Perché la rete dice di no proprio quando serve
Il nodo non è la produzione. È la coda. In Europa, come negli Stati Uniti, le richieste di allaccio stanno diventando il vero collo di bottiglia. E dietro molte di queste richieste c’è un’industria che fino a ieri nei piani energetici compariva appena: i data center. Ogni nuovo campus per l’intelligenza artificiale chiede potenze paragonabili a quelle di un’acciaieria, ma con la pretesa di un’erogazione continua e garantita. E spesso presenta domande di connessione senza avere ancora un progetto finanziato.
Sono le richieste speculative, quelle che intasano i codici di rete senza trasformarsi quasi mai in prelievo reale.
Il modello americano dovrebbe servire da avvertimento. PJM, il più grande mercato elettrico all’ingrosso degli Stati Uniti, ha accumulato anni di ritardo sugli allacci proprio per colpa di il vecchio metodo di PJM basato sul “primo arrivato, primo servito”. Un meccanismo pensato per un’epoca in cui la generazione era prevedibile e i progetti pochi. Oggi, con centinaia di gigawatt di rinnovabili e carichi concentrati in attesa, quel sistema produce code infinite e costi socializzati. La soluzione di PJM è ancora in discussione, mentre le scadenze slittano e i progetti puliti restano in attesa dietro a richieste che non si realizzeranno mai.
La scommessa europea su regole più dure
A Bruxelles qualcosa si muove. Una nuova proposta legislativa, ancora in fase di negoziazione, prova a mettere ordine affrontando direttamente le richieste speculative di connessione. L’idea è semplice: chi prenota capacità deve dimostrare di avere un progetto reale, altrimenti perde il posto in coda. E parallelamente si interviene sugli oneri di rete, perché non devono più premiare chi congestiona le ore di punta con prelievi rigidi, ma chi aiuta il sistema a bilanciarsi.
Il cambio di approccio è tecnico, ma la posta in gioco è politica. Significa decidere se la transizione elettrica sarà governata da una logica di mera addizione di gigawatt, oppure da un principio di responsabilità: chi connette un carico che mette sotto stress la rete deve pagare il costo che impone al sistema. Senza questo principio, il rischio è di ritrovarsi con record di rinnovabili che non bastano mai, e prezzi che salgono mentre l’offerta pulita non trova lo spazio per arrivare dove serve.
Chi resta fuori dalla cabina di regia
Il meccanismo appena abbozzato non ha ancora un testo vincolante. È un orientamento, non una norma. E arriva in un momento in cui diversi Stati membri stanno spingendo per accelerare le procedure di allaccio con corsie preferenziali per i grandi consumatori industriali, data center compresi, invocando la competitività. Se l’orientamento europeo si scontrasse con le scelte nazionali, il risultato sarebbe un sistema a due velocità: regole stringenti per le rinnovabili, flessibilità per la domanda energivora. Esattamente il contrario di ciò che servirebbe a tenere insieme costi, rete e obiettivi climatici.
Per le imprese italiane che già pagano il prezzo più alto in Italia a 127,18 €/MWh, la domanda non è astratta. È la differenza tra poter programmare investimenti e subire un mercato dove l’energia c’è, ma la rete non la porta dove serve, o la porta a costi che azzerano i margini. Che succede ora a chi deve decidere se allacciare o aspettare?




