Le importazioni di mangime biologico crescono mentre il latte in eccesso spinge i prezzi al ribasso

Un campo a Nappanee e i numeri che non tornano

Secondo Ashley Adair, citata dalla Purdue Extension, l’Indiana conta 937 aziende agricole certificate biologiche per colture e bestiame. È un numero che suggerisce un tessuto produttivo vivo, ma non basta a reggere il confronto con la domanda. Nel 2025, secondo Argus, 7,2 milioni di acri risultavano certificati biologici negli Stati Uniti, in calo di circa il 9 per cento rispetto al 2024; sempre nel 2025 le operazioni certificate erano circa 17.181. Se la domanda cresce e i campi arretrano, da dove arriva il cibo biologico?

La forbice: importazioni di mangime e latte in eccesso

La risposta è nei flussi commerciali. La National Organic Coalition descrive una forbice: la domanda dei consumatori per prodotti biologici cresce rapidamente, ma la produzione interna di colture biologiche non tiene il passo. Il risultato è che una quota crescente del cibo biologico statunitense viene importata. In particolare, le importazioni statunitensi di cereali biologici da mangime sono aumentate in modo marcato: servono soprattutto all’alimentazione di vacche da latte, pollame e altri allevamenti biologici.

Qui emerge il paradosso del latte. Secondo il Cornucopia Institute, c’è un’eccedenza di latte biologico sul mercato che ha spinto i prezzi al ribasso. Le latterie biologiche industriali, nel frattempo, hanno adottato pratiche gestionali dei CAFO convenzionali per produrre più latte a costi inferiori. Se il latte è in eccesso e il mangime è importato, cosa resta del valore aggiunto del biologico per chi munge?

Il campo dopo la giornata: una scommessa locale

Tornando al campo di Nappanee, il gesto dei coltivatori assume un altro peso. Lo scorso 5 agosto non si è risolto il paradosso: lo si è reso visibile. Resta la tensione tra domanda, importazioni e sopravvivenza di 937 coltivatori biologici dell’Indiana. Riusciranno a trasformare la domanda in un’opportunità locale, o resteranno spettatori di un mercato dominato dalle importazioni?

Il biologico dell’Indiana non è solo una questione di certificazioni: è una partita aperta tra domanda, importazioni e sopravvivenza delle aziende locali. Chi coltiva deve decidere se rincorrere i volumi o difendere il valore del biologico.