Schermare i fasci verso terra e ridurre la luce verso il mare per proteggere l’orizzonte seguito dai neonati.
In due anni la nidificazione della Caretta caretta in Italia è cresciuta di oltre il 60 per cento: dai 443 nidi del 2023 ai 601 del 2024 fino agli oltre 700 del 2025, secondo i dati del progetto LIFE Turtlenest. Ma il dettaglio che fa la differenza non è la statistica: sono gli 82 paletti progettati ad Ascea per usare la luce in modo scientifico. Un neonato di Caretta caretta si orienta con i fotoni, non con le buone intenzioni. A metà luglio, la costa cilentana ha registrato la prima nidificazione dell’anno di una tartaruga marina, e l’episodio diventa un test sul campo per chi progetta l’illuminazione costiera.
Il sessanta per cento che non era previsto
Superare i settecento nidi significa che qualcosa, nella geografia riproduttiva del Mediterraneo, si è spostato; l’episodio di Ascea lo rende visibile. A scegliere la spiaggia del Brigantino è stata proprio una Caretta caretta. Il Lido Il Brigantino, che aveva aderito al protocollo “Lidi Amici delle Tartarughe Marine” promosso da Legambiente, si è trovato a gestire la prima deposizione dell’anno sulla costa cilentana. Il team di Life Turtlenest è impegnato ogni giorno nella tutela e nel monitoraggio dei nidi.
Ma se i numeri crescono a questo ritmo, la domanda non è più soltanto “quante tartarughe”, bensì “perché proprio qui e come sopravvivono i neonati una volta usciti dal nido”. Il dato, insomma, chiede subito una lettura tecnica: cosa succede tra la schiusa e il raggiungimento del mare.
La bussola è un riflesso di luna
La spiegazione ritenuta più probabile per questa espansione è legata ai cambiamenti climatici, che hanno spinto la specie a colonizzare nuove aree più calde di prima. Le spiagge del Cilento, un tempo ai margini dell’areale riproduttivo, sono diventate territori di deposizione. Ma colonizzare una costa significa anche scontrarsi con un’infrastruttura che sui lidi è ovunque: la luce artificiale.
Il motivo è preciso. Le tartarughe marine, in particolare i neonati, utilizzano la luce naturale riflessa dal mare per orientarsi. Appena emersi dal nido, i piccoli non seguono la costa: seguono il punto più luminoso dell’orizzonte, che in condizioni naturali corrisponde alla superficie dell’acqua illuminata dalla luna. È una bussola fatta di riflessi e fotoni. Se una lampada stradale o il faro di un lido emette più luce della luna, la bussola si sposta: il neonato cammina verso la strada, verso un parcheggio, verso qualunque sorgente artificiale più forte del mare.
Da qui nasce la differenza tra un intervento efficace e uno inutile. Non serve spegnere tutto: serve ragionare su direzione del fascio, intensità, temperatura di colore e schermatura. Ogni paletto sulla costa è una variabile da progettare, perché decide se decine di neonati incontrano il mare o muoiono disorientati a pochi metri dalla sabbia.
Ottantadue paletti che riscrivono il litorale
A metà luglio, sulla scogliera di Ascea risultava in progetto l’installazione di 82 paletti studiati con un uso scientifico della luce. L’obiettivo è tradurre il comportamento biologico della Caretta caretta in una specifica tecnica: schermare il fascio verso terra, ridurre l’intensità verso il mare, scegliere una luce che non alteri l’orizzonte che i neonati devono leggere. Non è buio, è taratura.
Restano i limiti. Ottantadue paletti coprono un tratto di costa, non l’intero litorale; sono un intervento puntuale, non una soluzione di scala. E devono convivere con una pressione climatica che nessun protocollo locale può fermare. Il monitoraggio di Life Turtlenest servirà a capire se la scelta progettuale regge quando i piccoli usciranno dal nido e dovranno leggere la costa, fotone per fotone.
Per chi installa o gestisce un tratto di costa, il dato non è solo ecologico: è una specifica tecnica. La luce artificiale smette di essere un dettaglio estetico e diventa un’infrastruttura da tarare sulla biologia delle specie che ci vivono. Ottantadue paletti non fermeranno il cambiamento climatico, ma possono decidere se un neonato di Caretta caretta trova il mare o muore disorientato sulla strada.




