Il primato ESTI non ha una linea di produzione attiva, e le efficienze calano dalla cella al modulo
35,5 per cento. È il numero che LONGi ha annunciato lo scorso 21 luglio per la sua cella solare tandem in silicio cristallino-perovskite: un’efficienza di conversione del 35,5 per cento, certificata dall’European Solar Test Installation (ESTI). Un nuovo record mondiale, reale e misurabile. Peccato che non esista ancora una fabbrica pronta a produrre quella cella su scala commerciale. A due mesi dall’annuncio, la domanda resta la stessa del giorno del comunicato:
per chi è esattamente questo primato, se dietro non c’è un piano industriale?
La scalata al 35,5%
Il dato dello scorso 21 luglio non nasce dal nulla. Guardando la sequenza, LONGi sembra correre soprattutto contro se stessa. L’azienda ha riportato efficienze certificate del 31,8 per cento nel 2023, poi del 33,9 per cento nel novembre dello stesso anno e del 34,6 per cento nel giugno 2024. Nell’aprile 2025 la società aveva già rivendicato una cella tandem a due terminali con un’efficienza del 34,85 per cento certificata dal NREL, il laboratorio nazionale statunitense per le energie rinnovabili. A maggio di quest’anno, la cella a due terminali di LONGi era entrata nella 68esima edizione delle Solar Cell Efficiency Tables curate dal team del professor Martin Green dell’Università del New South Wales, con un 35,2 per cento.
Il 35,5 per cento di luglio è quindi l’ultimo gradino di una progressione a ritmo serrato, in cui ogni comunicato rende vecchio il precedente. È una dinamica da ricerca pura, non da mercato: i record si inseguono in laboratorio, con celle campione ottimizzate al centesimo di punto percentuale. Ma un record di laboratorio non è un pannello sul tetto. La questione è cosa succede quando quelle percentuali devono convivere con i centimetri quadrati reali di un prodotto che qualcuno deve poter comprare, installare e manutenere.
Dal silicio alla perovskite, dal record alla scala
Per capire la distanza tra il laboratorio e la fabbrica basta guardare le superfici. La stessa LONGi, quando allarga la cella, vede i numeri scendere: 34,3 per cento su 261 centimetri quadrati e 32,2 per cento su 274 centimetri quadrati, in condizioni più vicine a quelle industriali. Passando dai singoli elementi ai moduli, il ridimensionamento diventa ancora più evidente: 31,4 e 29,4 per cento, entrambi certificati in modo indipendente da istituzioni internazionali e inseriti nelle tabelle di efficienza.
Non sono numeri bassi, per la tecnologia fotovoltaica. Ma la forbice fra il 35,5 per cento della cella campione e il 29,4 per cento di un modulo racconta esattamente cosa separa un annuncio scientifico da un oggetto vendibile: ogni passaggio di scala, dalla cella da record alla cella più grande, dalla cella al modulo, dal modulo alla linea di produzione, costa punti percentuali. È in questo intervallo che la promessa si ridimensiona. Anche con numeri più modesti, la tecnologia sarebbe comunque pronta a uscire dal laboratorio; il punto è che nessuno ha acceso la linea di produzione. È qui che il record comincia a spegnersi.
La produzione che non arriva
Se le efficienze da laboratorio non si traducono in moduli vendibili, il primato resta una voce nelle tabelle. LONGi, a oggi, non ha indicato alcuna tempistica per la produzione commerciale della cella annunciata a luglio. Anzi, a giugno la società aveva dichiarato di non avere un piano attivo di produzione di massa per le celle tandem in silicio cristallino-perovskite, come riportato da pv-magazine. Due dati che insieme dicono una cosa sola: il laboratorio va avanti, la fabbrica no.
A chi serve, allora, questo 35,5 per cento? Non a chi oggi deve scegliere un impianto, valutare un investimento o confrontare schede tecniche. Per chi decide sul mondo reale, il numero che conta è quello dei moduli disponibili, con i loro prezzi, le loro garanzie e le loro rese dichiarate in condizioni operative. Finché non arriva una data di produzione, il primato parla alla comunità scientifica e agli investitori della ricerca, non alla transizione energetica. E la domanda che resta aperta è semplice: quando il 35,5 per cento smetterà di essere soltanto un comunicato stampa?
Il 35,5 per cento è, per ora, un record della ricerca. Non della transizione. Fino a quando LONGi non darà una data di produzione, l’unico dato certo per chi installa o investe è che il tandem perovskite-silicio resta una promessa: affascinante in laboratorio, ma ancora senza una fabbrica.




